Raccolta e conservazione delle staminali del cordone

Come avviene e perché è importante conservare le staminali

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 12/07/2016 in Salute e alimentazione da Ufficio stampa Sorgente
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Ufficio stampa Sorgente

Molti genitori sono colti da dubbi e perplessità più che lecite quando si parla di raccolta di cellule staminali del cordone e della loro conservazione. Molti si chiedono se la procedura sia sicura e affidabile e se sia possibile conservare le cellule a lungo.

Innanzitutto è importante chiarire che il sangue del cordone ombelicale, contenente cellule staminali, viene raccolto al momento della nascita tramite procedure sicure e indolori sia per la madre che per il piccolo. La raccolta viene effettuata da personale ostetrico competente, utilizzando un apposito ago.

Il sangue cordonale viene prelevato dalla vena ombelicale e raccolto in una sacca ematica che contiene un anticoagulante. Il campione viene dunque portato in un laboratorio di analisi e sarà poi conservato in una biobanca. Appena ricevuto il campione, vengono eseguite opportune analisi ematologiche che valutano parametri quali la cellularità, il volume e l'eventuale presenza di batteri o altri contaminanti che potrebbero causare problemi nella conservazione.

Una volta terminate le analisi, il campione viene sottoposto ad una serie di trattamenti quali, ad esempio, l’eliminazione della frazione plasmatica o dei globuli rossi, necessari per procedere con la crioconservazione. I campioni di sangue cordonali vengono conservati all’interno di biocontainers che contengono azoto liquido o aeriforme che raggiunge la temperatura di -196°C. Per la crioconservazione al campione viene aggiunto un agente crioprotettivo, come dimetilsolfossido al 10% (DMSO)1.

Le biobanche in cui si conservano le cellule staminali del cordone ombelicale adottano rigorosi sistemi di sicurezza: i biocontainers sono dotati di sistemi di allarme capaci di rilevare e segnalare eventuali variazioni di temperatura al loro interno, che se non corrette potrebbero danneggiare il campione. Inoltre, come ulteriore misura di sicurezza, i biocontainers sono spesso dotati di una riserva secondaria di azoto.

Tutti questi accorgimenti e processi permettono di conservare le staminali del cordone ombelicale per lungo tempo. Studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che cellule staminali del cordone ombelicale crioconservate per 20 anni mantengono vitalità, capacità differenziativa e proliferativa inalterata rispetto alle cellule appena prelevate 2,3.

Una ricerca sperimentale ha mostrato i risultati del trapianto in un modello murino di cellule staminali del cordone umano conservate per più di 20 anni. Le cellule, non solo sono state capaci di ripopolare il midollo osseo dell’animale ma, dopo essere state raccolte a sei mesi dal trapianto, hanno ripopolato il midollo osseo di un secondo animale3. Questi risultati scientifici ci mostrano la potenza delle cellule staminali cordonali e sottolineano l’importanza della conservazione del cordone per la salute di tutte le persone.

Per ulteriori informazioni sulle staminali del cordone e la loro conservazione visita www.sorgente.com

 

Fonti:
1. Moise, K.J., Jr., Umbilical cord stem cells. Obstet Gynecol, 2005. 106(6): p. 1393-407.
2. Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.
3. Broxmeyer, H.E., Cord blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.

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