I numeri parlano chiaramente: il calcio è lo sport più seguito al mondo; milioni e milioni di tifosi non riescono a concepire la propria vita senza il gioco del pallone, che vede orbitare intorno a sé anche una grande quantità di attività collaterali, quali ad esempio quelle legate a dirette televisive e sponsor.
Andando tuttavia al nocciolo, è possibile interrogarsi sulle ragioni di un successo tanto grande, al punto che grandissime quantità di tifosi e appassionati non riescono a perdersi un appuntamento allo stadio, o a sacrificare una puntata su topscommessevincenti.it o, ancora, a rinunciare a una diretta televisiva dell’ultimo match della propria squadra del cuore (grazie agli accordi presi tra le principali emittenti o piattaforme di streaming con i club calcistici più in vista).
Il calcio: le ragioni del suo successo
Come è facile intuire per i meno appassionati, e come sapranno certamente i tifosi più coinvolti, il calcio è competizione su larga scala: non a caso, sono i match che vedono contrapporsi squadre di grande livello europeo o globale ad attirare maggiormente l’attenzione delle tifoserie più interessate.
I mondiali in Qatar rappresentano proprio la quintessenza di questo ragionamento: un evento che – lavorando direttamente sull’orgoglio nazionale e il desiderio di intrattenimento provato da milioni di persone, di differente nazionalità – finisce per appassionare anche chi solitamente si tiene lontano da stadi e palloni.
È molto difficile restare indifferenti quando si giocano competizioni calcistiche di livello così alto. Tuttavia, anche i match più quotidiani sembrano avere delle caratteristiche ideali per attirare e coinvolgere i tifosi: tra questi, spicca certamente la durata, relativamente più breve rispetto a quella di altri sport che – per via di match più lunghi – sono divenuti quasi di nicchia, rispetto al calcio.
La possibilità di godere di una partita di calcio in non più di due ore (contro le tre ore che possono essere occupate da una partita di hockey, ad esempio) dà un effettivo valore aggiunto a quello che è ormai lo sport preferito del pianeta.
Perché piace giocare a calcio?
Il mondo del calcio piace e cattura i tifosi per molti motivi, che rendono questo sport appassionante anche per via delle sue regole, estremamente semplici da applicare. In questo senso, qualsiasi appassionato può cimentarsi in una partita amichevole sfruttando facilmente un campo per partite amatoriali o qualsiasi altro luogo si presti a un incontro.
Le basi del gioco possono essere padroneggiate da chiunque, anche perché – a livello amatoriale – il calcio è un gioco che non richiede una particolare prestanza fisica o un apposito allenamento.
Ovviamente, le cose cambiano man mano che ci si avvicina a livelli agonistici e professionali, ma questo sport resta estremamente attraente proprio perché in linea di massima le restrizioni imposte a chiunque desideri giocare sono minime.
Nonostante questa premessa, il calcio è e continua a essere molto di più. In una partita di pallone, subentrano moltissimi altri elementi che caratterizzano l’essere umano in quanto guerriero, in quanto cacciatore.
Alleanze e conflitti, desiderio di sfogo, vittoria e intrattenimento, sono tutti elementi che – storicamente – sono convogliati nel successo del gioco di calcio. I giochi con il pallone erano propri già dell’epoca classica, ma gli atteggiamenti tipicamente tribali a essi legati sono riusciti a imporsi soltanto nel mondo industrializzato, grazie ai massicci spostamenti di lavoratori nelle città .
Le conclusioni della sociologia
La sociologia tende a dare dunque questa lettura – più profonda – del gioco: in epoca contemporanea, il giocatore di calcio è un cacciatore che attacca una preda (la porta avversaria), segnando un punto che fa la differenza tra vittoria e sconfitta.
L’identificazione del pubblico di tifosi nei calciatori o cacciatori (che dir si voglia) richiama molto quel sentimento di orgoglio nazionale che esplode – letteralmente – in occasione di competizioni mondiali o europee, con tutte le implicazioni politiche ed economiche che spesso si legano a eventi di questa portata. L’esaltazione degli eroi del pallone o dei simboli delle vittorie (dalle coppe agli scudetti) si intrecciano in storie di riscatto sociale, in cui i tifosi si identificano e di cui si sentono partecipi.
Il legame tra tifosi e personalità o club di calcio è sempre più forte e stretto, grazie anche alla complicità dei social networkche finiscono per esaltare i nuovi eroi del mondo contemporaneo: l’identificazione nei numeri delle maglie dei calciatori, negli animali e nei simboli delle squadre di calcio sono tutti elementi che rendono il calcio uno sport che – più di molti altri – riesce a toccare in profondità l’essere umano, in quanto elemento di una società complessa che, allo stesso tempo, si regge su valori e comportamenti che risalgono alle radici più profonde della storia.

