L’amianto in Sicilia uccide più della mafia, ma le istituzioni sono cieche, mute e sorde

L’ONA prima di promuovere altre cause e di indire una manifestazione generale delle vittime, viene audita presso la Regione Sicilia.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 17/03/2018 in Ambiente ed Agricoltura da Filippo Virzì
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Filippo Virzì

Amianto presso il Centro Elettronico di Palermo. 150 i lavoratori esposti all’amianto ancora privi di sorveglianza sanitaria per il ritardo dell’applicazione della L. 10 del 2014, e ancora privi di pensione per l’ingiustificato rifiuto dell’INPS ad accreditare le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto sulla base dell’art. 13 co. 8 della L. 257/92. L’ONA denuncia la mancata applicazione della Legge Regionale Amianto, e la mancata applicazione della norma sui benefici contributivi per esposizione ad amianto, e attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente nazionale, rende pubblico che nel corso della prossima audizione, del 20.03.2018, alle ore 10:00, presso la Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, la delegazione dell’associazione, composta dal Dott. Giovanni Giattino, Coordinatore ONA città di Palermo, il Dott. On.le Pippo Gianni, componente del Comitato tecnico Scientifico dell’ONA, e il Sig. Vicario Calogero, coordinatore ONA Siracusa, denuncerà questa condizione inammissibile, e la lesione dei diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto, che riguarda tutta la Sicilia. Nei giorni scorsi, è stato notificato il primo atto di citazione per il risarcimento dei danni, a carico della Regione Sicilia, proprio per il Sig. C.G., operaio Fincantieri di Palermo, deceduto per mesotelioma, che è stato diagnosticato co «E’ in corso una mattanza in Sicilia. L’amianto è la vera mafia della Sicilia. Di sicuro uccide molto di più della mafia e per di più è una strage di Stato, e alle vittime è negata la stessa dignità di essere vittime, perché le Istituzioni, che hanno permesso l’esposizione ad amianto, ora la negano, e continuano a violare le leggi. Il prossimo 20.03.2018, chiederemo che la Regione Sicilia, finalmente, ci dica i tempi in cui intende dotare l’Ospedale Muscatello di Augusta di tutte le risorse necessarie per rendere operativo il Centro Regionale Amianto e per l’assunzione degli atti di indirizzo regionali, da portare sul tavolo nazionale, nel corso della riunione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui il Presidente della Regione fa parte. La Sicilia non può continuare ad essere una colonia all’inizio del terzo millennio. Devono subito essere riconosciuti i benefici contributivi amianto per i lavoratori del Centro Elettronico, dell’ex Banco di Sicilia, poi diventato Capitalia Informatica, in Palermo. Auspico che durante l’audizione in programma il prossimo martedì all’ARS possa essere il punto di risoluzione, quantomeno per questi lavoratori del Centro Elettronico di Palermo», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Giovanni Giattino, coordinatore ONA Palermo, ha raccolto già 150 adesioni all’Osservatorio Nazionale Amianto, che si aggiungono alle altre migliaia in tutta l’Isola, e auspica la risoluzione del problema che riguarda lui e gli altri dipendenti dell’ex Centro Elettronico, ex Banco di Sicilia, poi diventato Capitalia Informatica, in Palermo, e di tutti i lavoratori siciliani. «Debbo ringraziare l’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Avv. Ezio Bonanni, per l’impegno profuso a sostegno della nostra iniziativa, per la tutela dei nostri diritti. Forte della sua esperienza più che ventennale, spesa nelle aule dei Tribunali, e tra la gente, in difesa degli ultimi, degli oppressi, ci ha confermato la sussistenza dei nostri diritti ad ottenere i benefici amianto e la sorveglianza sanitaria. Ha auspicato, prima del proseguo delle azioni giudiziarie che le Istituzioni della politica regionale, si facciano parte diligente per il ristabilimento della legalità. Spero e mi auguro che le richieste dell’ONA vengano accolte. Nel caso contrario verrà indetta una manifestazione generale presso la città di Palermo, già preannunciata dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’associazione, che per il momento ne ha sospeso l’organizzazione che era già in atto da parte di vedove e orfani che avevano l’intenzione di iniziare lo sciopero della fame. Ci auguriamo che venga ristabilito il nostro diritto ai benefici amianto, ex art. 13 co. 8 L. 257/92, sia per quanto riguarda i 150 lavoratori del Centro Elettronico, ex Banco di Sicilia, poi diventato Capitalia Informatica, in Palermo, che per le altre vittime dell’amianto», dichiara il Dott. Giovanni Giattino. «Sono anni che lottiamo nel territorio della Sicilia per vedere riconosciuti i nostri diritti accusiamo fortemente la precedente amministrazione regionale che non si è impegnata nella tutela dei lavoratori vittime di amianto. Speriamo si possa sanare questa distorsione, con gli atti di indirizzo regionali, da presentare a Roma. Auspico che l’attuale Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci si attivi per risolvere la problematica amianto in Sicilia», dichiara il Sig. Calogero Vicario. Focus di approfondimento: I numeri della strage in Sicilia. La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno. Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio - quindi 200 decessi solo per tale patologia - si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate a cui vanno ad aggiungersi tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate come tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975). Per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016. Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale. Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti. Per ulteriori fonti: - Registro Mesoteliomi 1998 - 2014 - decessi certi n. 1286 (pag. 5); - Registro mesoteliomi 1998 - 2009 - decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa.

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