Storicamente l'Italia sempre rimediato figuracce contro squadre di medio basso livello. Nell'ultimo mondiale è riuscita a pareggiare con la Nuova Zelanda, ha perso con la Slovacchia, nel 1966 perse con la Corea del Nord, ma anche durante la gestione Lippi venne battuta in Islanda. Una tradizione che conferma quanto i nostri giocatori sottovalutino gli avversari tecnicamente inferiori, che fisicamente e agonisticamente ci mettono in difficoltà .
Ma dietro la sconfitta con la Costarica, che aveva già battuto Uruguay e quindi non poteva essere presa sotto gamba, ci sono ancora una volta scelte discutibili. Una difesa stravolta, con Paletta e Sirigu sostituiti da Abate e Buffon e gli spostamenti di Chiellini e Darmian. Un centrocampo di una lentezza inquietante con De Rossi e Thiago Motta decisamente appesantiti. Davanti un Balotelli irritante, che oltre a sbagliare un gol fatto si innervosisce facilmente e viene lasciato in campo nonostante un Immobile più in forma. Nel Nord del Brasile, a Manaus come a Recife, c'è un caldo umido inssoportabile, questa la giustificazione degli azzurri, ma non si capisce come mai gli avversari corrono tanto, prima Inghilterra poi la Costarica. L'errore è stato nella preparazione atletica o in cosa?
Ora resta la partita con Uruguay, basta un pareggio, speriamo per una volta di giocare a ritmi elevati, senza se e senza ma

