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Foz de Iguaçu, cascate da paura

Tra Brasile, Argentina e Paraguay

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Patrimonio mondiale dell’Unesco, una delle meraviglie naturali più maestose del mondo. Difficile definire  in poche parole le cascate di Foz di Iguaçu, “la foce della grande acqua” riprendendo la traduzione dalla lingua guaranì. Nelle oltre 150 fontane sgorgano ogni secondo migliaia di litri di acqua, confluiscono le principali risorse idriche del Brasile, nella zona in cui si incontrano anche Argentina e Paraguay.Potete arrivarci via terra, sfidando le code della BR, o trovando un volo utile per il piccolo aeroporto dell’omonima città dello stato del Paranà, i treni scordateveli.

Visitare questo spettacolo naturalistico, significa vivere un’esperienza mistica, in cui ognuno dei cinque sensi viene solleticato in un momento di riflessione. La contemplazione si unisce alla preghiera di molte persone che provengono da ogni angolo del pianeta per ammirare uno scenario senza eguali.

Il parco è stato inaugurato alla fine degli anni Trenta, oggi è una macchina collaudata che porta ogni giorno migliaia di persone a un passo dall’abisso, sul lato brasiliano ma anche su quello argentino. Due paesi che  condividono una creatura divina, che solo il sovrannaturale poteva concepire.

Le “cataratas “sono un crescendo di emozioni,  armati di borraccia, qualche porzione di cibo, raggiungiamo con la navetta il punto iniziale del percorso brasiliano. La passeggiata è resa ancora più avvincente dalla fitta selva di alberi e arbusti che si intersecano nei sentieri che portano alla scoperta della tappa finale . Piccoli animaletti simili agli scoiattoli, capaci di captare ogni minima presenza di cibo, ispezionano il passaggio di ogni turista, guai a lasciare lo zainetto aperto, potrebbero saltarvi addosso senza pietà. Ogni quindici  metri si apre uno scorcio, che anticipa il prelibato menu.

Man mano che ci si avvicina al muro d’acqua, cresce l’attesa, alimentata da chi ci è già stato, e ci muniamo del kit protettivo in vendita a pochi metri dal bagno garantito. Una passerella ti porta dove si girò il celebre film Mission, e dove la forza devastante della natura si schianta sulle rocce e si vaporizza creando una fuliggine tiepida e incredibilmente piacevole.

Non è finita, giusto il tempo di sorridere per esser riusciti a bagnarsi ovunque, nonostante la protezione, e si risale la corrente per  visitare la parte argentina. Serve un altro giorno, tanta roba, e dopo una fila alla frontiera degna dell’autostrada del Sole, ci si rituffa in una visione mistica, stavolta da una prospettiva più panoramica, come in una proiezione cinematografica ad alta definizione. Un napoletano conquista la ribalta della nostra telecamera, dicendo che il versante argentino è ancora più bello. Arriviamo sino in fondo, fino alla Garganta del Diablo, la gola del diavolo, un immensa voragine dove il fiume viene ingoiato nell’abisso e dove si fa fatica anche a scattare le foto senza essere ammaliati dal timore del nulla.Se avete qualche ora in piú, visitate anche la monumentale diga di Itaipú, un ´opera di ingegneria davvero invidiabile.

Le cascate di Foz de Iguaçu sono forse meno famose di quelle del Niagara, ma se volete scoprire dove finisce il confine tra uomo e natura, andateci, è un viaggio assolutamente unico e senza precedenti.

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