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Verso il 25 Aprile: il lungo cammino della redenzione

Da Gramsci alla Liberazione: resurrezione della mente

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"ll fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano".

Il 26 Aprile 1921 Antonio Gramsci pubblica queste righe sull'Ordine Nuovo. 26 Aprile, una data significativa. Gramsci attacca il fascio con la sua penna, versa inchiostro e non sangue perché l'antifascismo è ancora informe o forse addirittura non esiste e Gramsci è una fiammella che fluttua nel buio. Nel '21 il fascismo non è ancora 'stato' e - usando le parole di Gramsci - si identifica con l'antisocialismo e esprime i valori di alcuni stati del popolo italiano. Alcuni, non la maggioranza. Il 29 Ottobre dell'anno seguente gli squadristi marciano su Roma e il 30 la città è occupata dalle bande nere. Vittorio Emanuele III non firma lo stato d'assedio presentato da Facta e la processione flagellatrice del duce non troverà alcun ostacolo all'ennesimo sacco della città eterna. Il 31 Ottobre il re affida a Mussolini il compito di formare un governo dalle larghe intese. Industriali, Re, classe media: sono questi i principali sostenitori del primo fascismo. Un movimento nato essenzialmente come antisocialista distrugge la democrazia. Il 6 Aprile 1924 Amendola, in parlamento, accusa il PNF di minaccie e violenze ma la sua è una voce isolata. Il 10 Giugno viene ucciso Giacomo Matteotti. Il 6 Dicembre 25 son sciolti tutti i partiti e il PNF è l'unico partito in Italia. Il 24 Dicembre dello stesso mese il duce da primo ministro diviene capo di stato, responsabile solo nei confronti del re (e quindi dittatore assoluto, in quanto la monarchia tace).

Nel 28 il Fascismo si fa Stato, il Gran Consiglio da organo di partito diviene organo di stato, con legge ordinaria. La modifica della legge elettorale impone un listone unico di 409 membri - eletti dal Gran Consiglio - da presentare alle elezioni. I cittadini possono approvare o negare in blocco. I plebisciti son accompagnati da soprusi e violenze, la segretezza del voto non è rispettata. E' l'antifascismo, come nel '21 è ancora una fiammella.

Il resto è storia nota: alleanza con Hitler, leggi razziali, seconda guerra modiale, campagna di Russia, perdita dell'impero coloniale, sbarco alleato, Repubblica sociale Italiana, vilenze stragi, resistenza.

Quello che gramsci definiva "un fatto di costume, (...) una psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano" si trasformò in pochi anni in religione dominante. Ma uando le sorti della guerra iniziano a rivelarsi avverse per l'Asse italo-tedesca la fiammella della resistenza viene alimentata è inizia a bruciare più forte. L'8 Settembre '43 l'Italia firma l'armistizio con gli alleati dopo che il 25 Luglio Mussolini era stato destituito dallo stesso Gran Consiglio e il 27 veniva sciolto il PNF. Perso il suo sommo pontefice e sciolto il suo collegio di sacerdoti, in una romantica notte di prima Estate, quella del 4 Giugno 1944, la bestia nera perde anche il suo santuario, la Città Eterna. E' l'inizio di una fine che non vuole perpetuarsi. Gli alleati danno il via alla 'reconquista' di una penisola occupata dalle truppe naziste. I partigiani sfiniscono le SS con continue incursioni e improvvisi agguati. Il fuoco antifascista arde sempre più forte. I tedeschi e i soldati della RSI - che sanno di avere ormai perso la guerra - scagliano la loro rabbia sui civili.Il 12 agosto 1944 a Sant'Anna di Stazzema si consuma un vero e proprio crimine contro l'umanità: le SS del generale Max Simon fucilano in massa 430 tra donne e anziani e 130 bambini. Gli uomini erano invece scappati nei boschi. Pare che l'attacco ai civili fosse una direttiva proveniente dall'alto comando tedesco. L'eccdio del borgo toscano fu un'azione premeditata e finalizzata a tagliare il collegamento tra civili e formazioni partigiane della zona, oltre che a diffondere il terrore e scoraggiare i partigiani stessi. 

Il 25 Aprile del 45 il fuoco della resistenza esplode in un incendio devastante: i partigiani scendono dai monti e insorgono in massa, riuscendo a liberare tante città prima dell'arrivo deli Alleati. Il 25 Aprile è un giorno di gloria e di festa.  Una data impressa nella storia del Bel Paese con lettere di sangue. Il sangue dei partigiani versato per la libertà, le vite di uomini, donne e bambini donate per sconfiggere le religioni di falsi e crudeli dei. Per cancellarle per sempre dal mondo e per eternarne la funesta memoria.

A distanza di 24 anni dallo scritto di Gramssci la psicologia antisociale  divenuta stato torna ad affliggere le menti di pochi strati della società italiana. Il più degli infetti dal morbo è guarito. Il cammino verso la Democrazia può riprendere il suo corso. La fiammella del primo antifascimo non si è mai spenta, ha resistito e alla fine ha alimentato un fuoco violento e purificatore. Un fuoco che non deve mai smettere di ardere nel cuore di chi crede nella democrazia e ripugna odio e violenza gratuiti.

Buon 25 Aprile!

 

 

 

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