Riprendiamo alcuni concetti espressi da Paolo Braga e Armando Fumagalli nel saggio Educare ai media e con i media, per riproporre un tema sempre caldo: come i media influenzano i giovani?
1. Se la riduzione del narcisismo è finalizzata alla conoscenza realistica di se stessi, se è
finalizzata ad un'autoimmagine non sminuente né idealizzata, il flusso di stimolazioni
romantiche provenienti dai media lavora in direzione opposta. L'infatuazione romantica che i
media celebrano costantemente, infatti, consiste nell'idealizzazione del partner, su cui
l'innamorato carica l'aspettativa di un ritorno affettivo proporzionale al proprio Sé Ideale.
L'innamorato, cioè, idealizza l'amato, anelando inconsapevolmente a ricevere in cambio un
apprezzamento altrettanto sovrastimato. In pratica, i media, coltivando questa dinamica,
forniscono dosi massicce di stimolazioni narcisistiche.
2. Se nella socializzazione secondaria il ragazzo si integra nel contesto extrafamiliare,
definendo i ruoli che gli competono nella sfera civile rispetto alle istituzioni e alle
organizzazioni che la costituiscono (scuola, associazioni, comunità di fede, luogo di lavoro,
ecc.), il discorso dei media tende piuttosto a coltivare, edulcorandolo, un inserimento
liminare e passivo. Questa apparteneza sociale light, sfumata e deresponsabilizzata, è
promossa tramite la mole di racconti elogiativi della comunità amicale ristretta, del gruppo
di amici, teen ager o single giovani adulti. Serie come Friends e Dawson's Creek sono, da
questo punto di vista, emblematiche
3. Sviluppando la propria interiorità , l'adolescente si sensibilizza alle scelte etiche. Avverte
una spinta di maturazione che lo inclina a scegliere come spendere le parti migliori di sé. Nel
giovane acquista rilievo il vissuto di una vocazione morale generale e della sua specifica
declinazione familiare, professionale e civile, in dipendenza delle sue attitudini e dei suoi
talenti individuali. Ora, anche su questo fronte, fatto salvo un corpus circoscritto di titoli
cinematografici e televisivi, il discorso dei media tende piuttosto ad offuscare le coordinate
delle scelte morali.

