In Emilia Romagna, il Difensore Civico e il CORECOM hanno ideato La Rete siamo noi, un progetto sperimentale sull’uso sicuro del cellulare e della rete internet da parte dei ragazzi e delle ragazze. attivo nelle province di Bologna, Ferrara, Piacenza e Rimini e coinvolge in primo luogo gli adolescenti con i loro insegnanti e genitori.L'analisi è semplice e parte da un luogo comune : La rete internet è una piazza grande quanto il mondo dove, proprio come nella realtà ,è possibile fare incontri interessanti, divertenti, arricchenti, o anche molto pericolosi.La faccenda si complica sapendo che chiunque può fingere di essere quello che non è, quindi non si è mai certi che la persona con cui si sta chattando sia veramente quella che dichiara di essere. Anche questo può essere un gioco, divertente ma, a volte, rischioso. Secondo recenti indagini moltissimi bambini e ragazzi, navigando in rete, incontrano sconosciuti che chiedono loro il numero di telefono, l’indirizzo di casa, oppure di mostrarsi con la webcam o attraverso una fotografia. Alcuni di questi sono adulti intenzionati a cercare con il bambino o il ragazzo una relazione di tipo sessuale, virtuale o reale.Ci sono ragazze, e solo raramente ragazzi, che si fotografano senz’abiti e inviano ad altri le proprie immagini non per compiacere qualcuno in particolare. Lo fanno per il desiderio di essere ammirati, oppure per ricevere in cambio qualcosa: una ricarica del cellulare, una somma di denaro, un favore. Se il comportamento è recente e favorito dai mezzi elettronici, la mentalità che sta sotto è vecchia e nota. Ha a che vedere con la possibilità di usare il corpo come merce, col non riconoscimento di valore alla propria intimità , con una identità talmente fragile da ricercare continue conferme in una relazione con l’altro di tipo consumistico, come fosse possibile separare l’immagine di sé dal proprio essere persona.
La dipendenza psicologica da internet. La si riconosce soprattutto per i sintomi di astinenza: chi ne soffre non sa stare lontano dalla rete e, quando proprio deve spegnere il computer, diventa triste, ansioso, arrabbiato. Non vuole, non riesce o ha paura di dialogare con gli altri senza la rassicurante mediazione della tastiera.Anche l’alterazione del sonno è un sintomo di questa forma di dipendenza. Si verifica in chi sta al computer di sera e non riesce più a staccarsi da ciò che sta facendo, che sia chattare, visitare siti, giocare d’azzardo in rete, cercare informazioni fino allo sfinimento o altro.
TRA I SUGGERIMENTI DATI AI GENITORI
- imparate ad utilizzare gli stessi strumenti di comunicazione per condividerne le scoperte e per poter parlare dei rischi a ragion veduta;
-posizionate il computer in una stanza di uso comune;
-stabilite regole chiare sui tempi e le modalità di utilizzo del pc o del cellulare, con la possibilità di modificarle nel tempo rispetto a necessità specifiche o al crescere dell’età dei figli. Ma qualche regola
dovrebbe essere valida anche per i genitori;
-inserite sul pc dei filtri per evitare l’accesso a determinati siti (es. pornografia o gioco d’azzardo, spam, pubblicità , siti a pagamento);
- parlate con vostro/a figlio/a di ciò che fa in rete ed intervenite se osservate segnali preoccupanti, ad es. se cambia rapidamente schermata ogni volta che vi sente arrivare, o se vi pare che la sua vita sia completamente assorbita dalla realtà virtuale;
- incoraggiate un uso del computer creativo e di qualità : programmazione, approfondimenti culturali o musicali, ricerche… sono modi intelligenti per utilizzare le risorse della rete;
- se capite che vostro/a figlio/a vuole incontrare una persona conosciuta in chat, organizzate la cosa in modo che almeno la prima volta non vada da solo/a o accompagnatelo/a personalmente, per assicurarvi che l’interlocutore sia davvero quel che dice di essere;
-chiarite che di tanto in tanto controllerete la cronologia del computer, e poi fatelo davvero, per sapere quali siti sono stati consultati. Se vi accorgete che la cronologia è stata cancellata, affrontate la cosa con i vostri figli.

