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Serie A, il segno di Pirlo sotto la Mole

Nessun exploit nelle zone calde

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Sabato 29 e domenica 30 novembre 2014. È stata celebrata la XIII giornata di serie A. Nella stracittadina di Torino pareggio non doveva essere e pareggio non è stato. Correva il 93’, l’arbitro stava ormai per inumidire il fischietto in bocca e il punteggio appariva inchiodato sull’1-1:  al gol zebrato di Vidal su rigore al 15’, infatti, aveva risposto Bruno Peres per i granata al 22’. “Come per incantamento”, la squadra che nelle ultime tre giornate aveva segnato dodici gol  avrebbe dovuto rallentare, e davanti al suo pubblico; poteva essere? No, e lì dove non ha potuto Tevez è riuscito Pirlo, all’ultimo tentativo di trasformare in una punizione in movimento un pallone appena fuori dall’area torinista. Juve e Toro, due squadre così vicine e nello stesso tempo due universi così lontani: ma agli uomini di Ventura resta almeno la soddisfazione di aver messo davvero paura ai campioni d’Italia nella loro tana, come solo la Roma era riuscita a fare. Roma che, in una notte degna del miglior “Olimpico”, dà vita contro alla partita più scoppiettante della giornata: due volte in vantaggio, due volte rimontata  dagli uomini di Mancini. Poi Pjanic prende per mano la squadra , e l’equilibrio si rompe. La sequenza dei gol: segna Gervinho per la Roma al 21’, e gli risponde Ranocchia per i nerazzurri al 36’; ancora in gol i capitolini Holebas  al 47’, ma dieci minuti dopo Osvaldo fa il 2-2. Poi è Pjanic show: al 60’ gela l’entusiasmo interista e al 60’ manda in apoteosi il pubblico di casa. È stata la classica miglior Roma di Garcia; di fronte c’era una rifondazione manciniana ancora agli inizi, ma già con più di un segnale confortante in mano. Inarrestabile Sassuolo: neanche il Verona riesce a fermare la  marcia degli estensi verso una salvezza anticipata. A dir la verità gli scaligeri ci avevano provato a complicare la vita ai padroni di casa, col gol di Moras al 6’. Ma il Sassuolo ha avuto il merito di non andare in barca e, con quella tranquillità d’animo con cui sta “sbaragliando” il campionato, è riuscito a risalire la china ordinatamente: e senza fretta. C’è voluto il 51’, infatti, perché Sansone trovasse il gol del pari e la sua prima segnatura in questa stagione. Poi, naturalmente, c’è il Sansone che deve aspettare che gli ricresca la forza con i  capelli e quello che è in attesa che gli rispunti nei piedi:  ma, in un caso come nell’altro, l’importante è “spezzare le catene”. Da quel momento in poi, infatti, la strada si fa in discesa per gli emiliani, che al 78’ trovano il modo di infilzare anche per la seconda volta i “filistei” venuti dal Veneto: e dopo Taider, non ce n’è più per nessuno. In euro-zona tre grandi ritorni: la repubblica marinara di San Giorgio e la Signoria Medicea. E il Milan. A dir poco regale, infatti, la vittoria dei grifoni a Cesena, “cucinata” dai gol di Matri (4’), Antonelli (7’) e Burdisso (42’) ed “insaporita” dal rigore sprecato dagli uomini di Bisoli al 65’ (Cascione manda sulla traversa),dopo che già Matri, sul fronte opposto, ne aveva fallito uno, al 30’; ed esageratamente magnificente quella dei viola, che nella tana di Zeman si concedono una doppietta di Mati Fernandez (16’ e 56’) e il ritorno al gol di Gomez (70’), a cui fa seguito il sigillo finale di Cuadrado al 75’. Intanto, il Milan si porta temporaneamente in quota-Sampdoria e ad un punto dal Napoli tornando alla vittoria al “Meazza” contro l’Udinese, che seguita a precipitare inesorabilmente dalla montagna (ora è addirittura nona con 18 punti). Doppi ringraziamenti di Inzaghi a Menez, in gol al 17’ su rigore  poi ancora al 75’.Incolore pareggio a reti bianche tra Chievo e Lazio, inutile per entrambe le squadre. Gli uomini di Maran hanno comunque un motivo di consolazione nel constatare che, nei quartieri bassi della classifica, le loro dirette concorrenti non stanno certo facendo passi da gigante. Detto dei pesanti rovesci in casa di Cesena e Cagliari, c’è infatti l’Atalanta, che a suo modo compie una piccola impresa lasciando indenne il “Castellani” di Empoli (anche qui reti bianche), e poi il Parma, in caduta libera da settimane. Gli scricchiolii della panchina di Donadoni sono sempre più assordanti, ma l’ex tecnico della Nazionale continua a restare in sella. Potrebbero essere Dybala e Barreto i suoi giustizieri? Di sicuro l’argentino e il paraguaiano del Palermo sono stati i matador di giornata della sua squadra al “Barbera”, segnando rispettivamente al 37’ e al 73’. Che non si pensi però che i ducali non hanno almeno provato ad abbozzare una reazione: al 40’, con Palladino erano anche riusciti  a riacciuffare il pareggio, ma non basta una toppa per rimettere in sesto una barca che fa acqua da tutte le parti.  
Questa sera, a Genova, sfida all’ombra delle prime tra Sampdoria e Napoli.   

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