F1, GP Bahrain 2021: guida al circuito

Un tracciato che unisce quattro lunghi rettilinei, curve veloci in sequenza e brusche frenate. Scopriamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 23/03/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Bahrain International Circuit (foto: F1 Twitter)

Il Bahrain International Circuit è stato inaugurato il 4 aprile 2004. Questa settimana sarà sede della diciassettesima edizione del gran premio del Bahrain, l’ottava consecutiva sotto i riflettori che illuminano le stelle della Formula Uno dal 2014.
La gara mediorientale non si è disputata solamente nel 2011 a causa delle proteste tra civili e governo all’interno del paese. I piloti con più successi a Sakhir sono Sebastian Vettel e Lewis Hamilton con quattro trionfi a testa, mentre la Ferrari è la scuderia ad aver ottenuto il maggior numero di vittorie (6).
Il tracciato è lungo 5412 metri ed composto da 15 curve, delle quali nove a destra e sei a sinistra. Il record della pista è 1:27.264, crono col quale Lewis Hamilton ha ottenuto la pole position la passata stagione al volante della Mercedes W11 EQ Performance. Il record in gara è imbattuto dal 2005, quando Pedro De La Rosa aveva fatto registrare il giro più veloce della corsa col crono di 1:31,447 a bordo della McLaren MP4/20.
La distanza di gara complessiva sarà di 57 giri, per un totale di 308,238 chilometri. Le zone di utilizzo del DRS saranno tre, disposte così: la prima sul rettilineo tra le curve 3 e 4, la seconda sul rettifilo tra le curve 10 e 11, la terza sul rettilineo dei box che va da curva 15 a curva 1. L’utilizzo del Drag Reduction System su questa pista è del 25%, uno dei valori più alti tra i circuiti presenti nel calendario.
I cambi di marcia per ogni giro sono 57, il che corrisponde a una cambiata ogni 1.53 secondi, solamente nei gran premi di Singapore, Azerbaigian e Francia si registra un numero più elevato.
Dalla linea di partenza alla prima curva ci sono circa settecento metri di distanza. La prima curva, una destra da affrontare in seconda marcia a 83 km/h, rappresenta il punto di frenata più impegnativo del tracciato. Le vetture decelerano da 337 km/h a 83 km/h nello spazio di 122 metri, nell’arco di 2,44 secondi esercitando un carico sul pedale del freno di 172 kg e sviluppando una potenza frenante di 3154 KW. La decelerazione di 5,5 G.
La seguente progressione in accelerazione porta al cambio di direzione verso sinistra della curva 2 (3a marcia, 173 km/h) e poi nuovamente verso destra per la curva 3 (5a, 223 km/h) che immette sul rettilineo che porta verso la curva 4.
Per quest’ultima, da percorrere in quarta velocità a 156 km/h, bisogna portare molta velocità in ingresso per mantenere la traiettoria aderente al cordolo interno e sfruttare l’ampia zona asfaltata in uscita. Usufruire di tutta la pista a disposizione, sempre che non vengano introdotti i sensori per i ‘track limits’, consente di affrontare in sesta marcia la successiva sezione dei rapidi cambi di direzione sinistra-destra-sinistra delle curve 5 (255 km/h), 6 (222 km/h) e 7 (244 km/h).
In seguito si va leggermente in discesa verso la frenata della curva 8, un tornante verso destra da affrontare in terza marcia a 90 km/h, punto nel quale spesso si arriva al bloccaggio del pneumatico anteriore destro. Il successivo allungo in trazione porta verso la doppia sinistra delle curve 9 e 10.
Nella curva dieci, sesta marcia velocità di percorrenza 210 km/h, la traiettoria da mantenere è larga in modo da avere un ampio ingresso nella successiva curva per poi stringere verso il punto di corda ed evitare il bloccaggio della gomma anteriore sinistra. Così facendo, la trazione in uscita sarà migliore per sfruttare la progressione sul rettilineo che porta alla curva 11.
La undici è una sinistra a medio raggio da affrontare in quinta velocità a 186 km/h alla quale segue il cambio di direzione verso destra per la curva 12, la cui velocità di percorrenza è di 267 km/h in settima marcia. Successivamente si scalano quattro marce per l’ingresso della curva 13, una destra da affrontare a 158 km/h che immette sul lungo rettilineo che porta alle ultime due curve del tracciato.
Curva 15 e curva 16, ambedue verso destra, si percorrono rispettivamente in terza marcia a 135 km/h e in quarta velocità a 183 km/h e rappresentano un’insidia, dato che il cordolo esterno tende a portare la vettura fuori traiettoria come successo ad Aitken ed Albon la passata stagione.

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