Analisi tattica Lazio-Juventus 1-1

Fase di possesso

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 09/11/2020 in Sport da Francesco Di Fonzo
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Francesco Di Fonzo
La zona Caicedo ancora una volta ha emesso la sentenza, una sentenza di condanna, per una Juventus ancora in cerca di se stessa. Un mantra ascetico quello che vede coinvolto l'attaccante della Lazio, autentico mattatore dell'ultimo minuto, anzi, secondo. La rete del centravanti ecuadoriano, arrivata proprio allo scadere, pone fine ad un match ricco di spunti tattici.

A causa di un piccolo risentimento muscolare accusato a pochi istanti dall'inizio del match, Pirlo deve rinunciare a Chiesa, ed è costretto a schierare Frabotta sull'out di sinistra. Sistema fluido per i bianconeri, classico 3-5-2 per Simone Inzaghi, con Cataldi, Muriqi e Reina al posto degli indisponibili Leiva, Immobile e Strakosha.
Come di consueto, i bianconeri costruivano a tre, con Cuadrado che a destra si alzava sulla linea degli attaccanti, e Danilo che si accentrava a comporre il terzetto difensivo insieme a Bonucci e Demiral. Nell'uscita dal basso, per aggirare la prima pressione laziale, orientata principalmente ad oscurare le linee di passaggio verso i mediani bianconeri, la Juventus si affidava alla qualità di palleggio di Danilo, autore dell'ennesima grande prestazione di questo avvio di stagione. Il brasiliano era solito farsi trovare come uomo libero, sia in ampiezza sia entrando dentro il campo, scambiandosi di posizione con Bentancur. L'uruguaiano abbassandosi attirava Murici, liberando lo spazio alle spalle della prima linea di pressione proprio per Danilo. 

La fase di costruzione era molto versatile, passando da un classico 3+2 con Rabiot e Bentancur in posizione centrale, ad un rombo con l'uruguaiano come vertice alto. Rabiot è stato estremamente mobile, la sua posizione è stata una delle chiavi tattiche più interessanti di tutta la partita. Nell'uscita dal basso il francese tendeva ad aprirsi per creare un due contro uno, insieme a Danilo, contro Milinkovic Savic, con Marusic bloccato dalla posizione avanzatissima di Frabotta.

Se la punta dei biancocelesti rientrava per ristabilire la parità numerica in quella zona di campo, era allora Bentancur a liberarsi nella zona centrale. 

La Lazio era quindi costretta scivolare sul lato destro, aprendo corridoi di passaggio. L'alternativa era la risalita del campo in diagonale sul lato debole dei biancocelesti.





La posizione di Rabiot, insieme a quella di Frabotta, è stata cruciale anche nelle zone più avanzate di campo. L'esterno della Juventus era posizionato sulla linea degli attaccanti, il francese largo a destra, in modo da abbassare Marusic ed impedire alla difesa della Lazio di alzarsi. In questo modo le linee dei biancocelesti si allontanavano, aprendo spazi importanti per i giocatori offensivi della Juventus, che staccandosi dalla linea laziale, venivano a giocare dentro il campo liberamente. Si veniva a formare superiorità numerica posiziale: un 5v4 a centrocampo e un 6vs5 in attacco.



Con Ronaldo e Morata che a turno si posizionavano nell'half space di sinistra e la posizione di Rabiot che consentiva facili sovraccarichi, la Juventus palleggiava liberamente sul lato sinstro. Rispetto alle precedenti uscite non si è visto un abuso di cambi di gioco, i bianconeri hanno alternato il gioco corto-lungo e dentro-fuori, sfruttando la libertà negli half spaces generata dalla scelta tattica operante sulla catena di sinistra, risalendo il campo in diagonale.

Sul lato destro la Juventus si affidava ai continui cambi di posizione di Cuadrado e Kulusevski. Lo svedese svariava tantissimo sia in orizzontale che in verticale dando soluzioni in profondità agli assalti di Cuadrado. La sintesi perfetta del funzionamento della catena di destra è il gol dell'uno a zero: Ronaldo, liberato proprio in seguito ad una percussione profonda di Cuadrado, serve Kuluseviski che, nel mentre, si è allargato a destra per compensare il movimento del colombiano a convergere verso il centro. Lo svedese entra dentro il campo, scambiandosi di posizione con Cuadrado e serve dietro Bentancur, che a sua volta imbuca per il colombiano. L'esterno della Juventus, prendendo in controtempo la difesa della Lazio, effettua un traversone teso che Ronaldo deve solo spingere in porta. 
 



La Lazio in costruzione si affidava principalmente al giro palla da dietro per liberare uno dei due braccetti, principalmente il sinistro, ed avanzare con conduzioni progressive. A quel punto era Luis Alberto a catalizzare l'impostazione biancoceleste, abbassandosi nella zona davanti a Kulusevski per farsi trovare libero e cucire il gioco. Molti giocatori della Lazio gravitavano attorno allo spagnolo per creare linee di passaggio multiple. Le corse progressive di Acerbi , i movimenti incontro di Correa e Milinkovic, generavano soluzioni aggiuntive ai classici scarichi verso l'esterno e su Cataldi.



L'uscita dal basso della Lazio è stata agevolata dall'atteggiamento della Juventus, che ha scelto di difendere con un baricentro medio-basso, per poi abbassarsi definitivamente nell'ultima mezz'ora di gioco. Le rare volte che i bianconeri hanno tentato di pressare i centrali laziali in zone alte di campo, sono stati aggirati facilmente. La schermatura di Cataldi è stato un problema costante per gli ospiti. Probabilente era Morata il giocatore adibito ad oscurare il vertice basso del centrocampo della Lazio, che tuttavia era sistematicamente libero di giocare e ribaltare il campo.



Quando la Juventus portava troppi uomini in avanti per la prima pressione, erano i lanci di un portiere dal piede raffinatissimo come Reina a creare opportunità per Lazio, che trovava in Milinkovic un porto sicuro per le ricezioni delle palle alte.
In fase di svluppo i padroni di casa hanno abusato dei cambi campo per attaccare il lato debole.

Man mano che il baricentro della Juventus si abbassava ed i biancocelesti riuscivano a raggiungere la zona di rifinitura più agevolmente, sono stati i cross per l'esterno o la giocata codificata per l'inserimento di Milinkovic, le armi più utilizzate. Nel primo tempo la Lazio è andata vicino al vantaggio proprio con una sponda del serbo, servito alle spalle di Danilo con una palla profonda dalla trequarti, per Muriqi che per poco non infila Szczesny.

La produzione offensiva alla fine è in linea con il risultato del campo: 1.2 xG per i padroni di casa, 1.5xG per la Juventus.

PARTE 2 FASE DI NON POSSESSO : https://www.notizienazionali.it/notizie/sport/27319/analisi-tattica-lazio-juventus-1-1

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