Analisi tattica Lazio Juventus 1-1

Fase di non possesso

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 10/11/2020 in Sport da Francesco Di Fonzo
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Francesco Di Fonzo

PARTE 1 FASE DI POSSESSOhttps://www.notizienazionali.it/notizie/sport/27306/analisi-tattica-lazio-juventus-1-1

I biancocelesti in fase difensiva posizionale si schieravano con un 5-3-2, con Marusic e Fares che si abbassavano sulla linea dei difensori, ed i tre centrocampisti che facevano densità nella zona centrale. 

Le mezz'ali scivolavano sull'esterno a dar man forte ai quinti. Molto spesso anche i due attaccanti ripiegavano per ristabilire la parità numerica sulle fasce. 

Il pressing alto della Lazio è stato piuttosto variegato, le punte si occupavano principalmente di schermare i mediani della Juventus e gestire le linee di passaggio. In più di una circostanza i padroni di casa hanno optato per uscite studiate uomo su uomo per limitare la costruzione bianconera. Gli attaccanti andavano a prendere i due centrali, il quinto di centrocampo usciva sul terzino che veniva incontro, mentre le mezz'ali accorciano a sui mediani. 

In fase di non possesso, nelle primissime fasi di gioco, i bianconeri hanno abbozzato un pressing alto rivelatosi impreciso ed inconcludente. Un problema ormai radicato per i campioni d'Italia, che faticano ad assimilare un principio di gioco fondamentalmente per il calcio che Andrea Pirlo vorrebbe attuare.

La pressione individuale non era mai portata con i tempi giusti, facendo saltare a catena tutte le pressioni successive. La slide è esemplificativa in tal senso: il giro palla da dietro della Lazio libera il braccetto di sinistra, Kulusevski è in ritardo nell'uscita e Radu può gestire comodamente il possesso. Al centro del campo Cataldi non viene oscurato ed è liberissimo di ricevere. La schermatura del vertice basso del centrocampo della Lazio è un problema che si è riproposto più volte nell'arco dei 90 minuti, e che la Juventus non è mai riuscita a risolvere. Probabilmente era Morata a dover svolgere tale lavoro ma in sostanza ciò non si è mai verificato. Nel caso di specie, è Rabiot ad accorciare sul mediano biancoceleste, ma anche in questo caso i tempi sono totalmente sbagliati. 

Cataldi può quindi girarsi e verticalizzare. Questa azione si concluderà con la sponda di Muriqi e la risalita del campo in diagonale sul lato destro. 

Il piano gara ideato da Pirlo era però impostato principalmente su un baricentro medio-basso e ripartenze verticali molto lunghe. Baricentro che nell'ultima mezz'ora di gioco si è abbassato definitivamente.  I bianconeri difendevano con un 4-4-2 posizionale abbastanza ordinato, con Kulusevski a destra e Frabotta a sinistra che completavano la linea a quattro con i due mediani. Cuadrado si abbassava nella posizione di terzino destro, mentre Danilo scalava a sinistra. Sebbene la Lazio abbia abusato dei cambi di gioco, gli esterni sono stati bravi ad assistere i terzini in costanti raddoppi che hanno limitato i già poco incisivi Fares e Marusic. 

Il tecnico della Juventus ha deciso di non adottare il solito atteggiamento garibaldino, preferendo non concedere spazi ai centrocampisti della Lazio e la profondità alle spalle della linea difensiva, sfruttando al contempo le caratteristiche dei giocatori in campo. In effetti l'allenatore bresciano disponeva di elementi di gamba, molto forti nelle progressioni in campo aperto. La Lazio attaccava portando tanti uomini sopra la linea del pallone ed ogni ripartenza ospite era un potenziale pericolo. In molti casi i bianconeri hanno ribaltato il fronte trovandosi in situazioni di parità o addirittura superiorità numerica. 

La Juventus non è stata in grado di gestire tutte queste opportunità: se le corse senza palla erano corrette ed offrivano traiettorie di passaggio valide, le conduzioni di palla hanno reso più semplici le letture difensive. Sono stati diversi gli errori nel decision making, gran parte delle ripartenze non è neppure sfociata in un tiro.

In linea generale i padroni di casa sono stati abbastanza sterili, si sono affidati a cross dalla trequarti che quasi mai hanno impensierito la retroguardia bianconera. La Juventus è stata esageratamente passiva, col passare dei minuti ha progressivamente arretrato il proprio baricentro, mostrando una totale assenza di reattività ed aggressività. L'atteggiamento passivo degli ospiti ha permesso ai centrocampisti laziali di iniziare a palleggiare con continuità nella metà campo avversaria. L' uscita dal campo di Kulusevski ha privato la Juventus di gamba e profondità, caretteristiche necessarie per alleggerire l'offensiva biancoceleste. Bentancur e Rabiot hanno sofferto abbastanza l'inferiorità numerica nella zona centrale del campo, pur disputando complessivamente una buona gara.

L'esempio più lampante della passività ospite è il gol di Caicedo allo scadere. Tutto nasce da una rimessa laterale, scaturita da un pallone che Dybala, entrato proprio al posto di Kulusevski, non riesce a tenere in campo. Sulla fascia destra della Juventus Correa deve gestire un raddoppio.

Il secondo errore, dopo quello dell'argentino, è proprio di Cuadrado e Bentancur. Correa si trova probabilmente nella situazione più angusta possibile per rendersi pericoloso, un due contro uno da gestire con la linea laterale alle spalle, nessun appoggio disponibile, nessuno spazio da sfruttare. L'attaccante della Lazio riesce comunque a spezzare il raddoppio con un tunnel ai danni del centrocampista uruguaiano. 

La slide mostra come sia Rabiot a questo punto a prendere Caicedo. Il francese lascia però la marcatura per dare sostegno a Demiral, chiamato a gestire un uno contro uno con Correa. Bonucci in questo momento è posizionato all'altezza del primo palo a centro area.

Correa salta Rabiot, molto passivo nell'intervento. Intanto Bonucci a centro area è molto staccato da Caicedo. Il difensore della nazionale si trova a circa un metro dall'attaccante biancoceleste. Correa ha una sola linea di passaggio, quella appunto per Caicedo, eppure Bonucci non legge la situazione.

La palla non ancora giunge sul piede di Caicedo eppure Bonucci è già a copertura totale del primo palo, ed ancora molto staccato dall'avversario. L'attaccante biancoceleste può quindi fare facilmente perno sul piede sinistro, girarsi, ed incrociare con il destro. Da notare in tutto questo, la totale indifferenza di Cuadrado, che resta immobile nel punto in cui è stato superato da Correa. 

L' 1-1 finale ha confermato la grande forza della Lazio di restare in partita fino all'ultimo secondo, nonostante le assenze, ed i limiti ancora irrisolti in fase difensiva posizionale e nella pressione alta della Juventus. 

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