Erano le 10:58 locali (le 3:58 in base all’ora svizzera) del 10 novembre quando i tre astronauti dell’Iss (Stazione Spaziale Internazionale) che si trovavano nello spazio da poco più di cinque mesi hanno fatto ritorno sulla Terra. A bordo di una capsula Soyuz, hanno toccato suolo nelle steppe del Kazakistan, come riferisce la Nasa. Sono un russo, un americano e un tedesco: Maxim Surayev, Reid Wiseman e Alexander Gerst. I protagonisti delle spedizioni 40 e 41, due delle tante missioni tecniche che arrivano e partono da quella base. I tre partirono, appunto, con la spedizione n. 40, “salpata” il 28 maggio del 2014, e sono tornati con la 41, il cui equipaggio è subentrato a quello della prima il 10 settembre.
Il russo, Surayev, è un ex pilota di caccia e vanta ben settecento ore con l’aeronautica militare del suo Paese. È diventato astronauta nel 1997. Lo statunitense, Wiseman, è un ingegnere e faceva il collaudatore di apparecchi aerei, prima di entrare alla Nasa, nel 2009. Il tedesco, Gerst, è un geofisico e vulcanologo, e ha in comune con Wiseman l’anno in cui è diventato astronauta, il 2009. Con Surayev, invece, condivide la passione per le immersioni subacquee (mentre tra Sourayev e Wiseman, come si è visto, il tratto in comune è l’esperienza in aeronautica). Del terzetto, Surayev è il più “anziano”, essendo del ’72: Wiseman è del ’75 e Gerst del ’76. Proprio per questo, probabilmente, il russo è stato designato quale comandante della spedizione 41, dal 10 settembre al 10 novembre. Nel corso di questo lungo soggiorno tra le stelle Surayev, il 22 ottobre, si è anche tolto la soddisfazione di completare in tre ore, in compagnia del collega e connazionale Samokutyaev, una passeggiata spaziale che, sulla carta, ne avrebbe richiesto sei.

