Spazio, sonda Maven entra in orbita Marte

Finito viaggio di 10 mesi

pubblicato il 05/10/2014 in Scienza e Tecnologia da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
La sonda Maven

Lunedì 18 novembre 2013: da Cape Canaveral partiva il viaggio della  Mars Atmosphere and Volatile Evolution (Maven), e dopo poco più di dieci mesi e settecentoundici milioni di chilometri di navigazione lunedì 22 settembre 2014 la sonda NASA è arrivata a destinazione, l’orbita del Pianeta Rosso. Erano le 4.30, ora italiana.
Maven sarà una sorta di “storico artificiale” del clima marziano: non avrà, infatti, il compito di raccogliere dati dalla superficie del pianeta (già altre missioni Usa, in passato, sono state dedicate a questo scopo), bensì di studiare le regioni esterne della sua atmosfera. La sfida di fronte ad essa è quella di fornire una “cronologia” degli sconvolgimenti climatici che hanno portato Marte a trasformarsi da pianeta fertile (e pieno d’acqua) a corpo celeste arido. La sonda diventerà operativa a tutti gli effetti dopo sei settimane di rodaggio strumentale (cioè al termine della fase tecnicamente detta di commissioning). Qual è il parco strumenti a disposizione di Maven? Si tratta, per la precisione, di tre kit: il PFP, l’RSP e l’NGIMS. Il primo, la cui sigla sta per Particles and Fields Package, comprende sei pezzi per l’analisi della ionosfera marziana e del vento solare. Il secondo (Remote Sensing Package) è un’attrezzatura che supporta lo studio delle caratteristiche complessive dell’atmosfera esterna del pianeta. Il terzo e ultimo “pacchetto” è in realtà uno spettrometro con i relativi accessori ed elementi aggiuntivi: il Neutral Gas and Ion Mass Spectrometer, atto a misurare la composizione atmosferica di Marte.

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