Nazareno Strimpelli: il grano del senatore

pubblicato il 26/08/2014 in Scienza e Tecnologia da Michele Arcidiacono, Lega della Terra
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Michele Arcidiacono, Lega della Terra

Pochi giorni fa mi trovavo a Flu meri, un paesino della provincia di Avellino; avendo visto dei terreni coltivati a grano “armando”, subito mi sono chiesto: chi ha migliorato questa meravigliosa pianta? Chi ha carpito le sue secolari proprietà? Quell’uomo si chiamava Nazareno Strimpelli: il senatore, il genetista, l’agronomo; nacque a Crispiero di Castelraimondo il 29 Maggio 1866. Dopo aver frequentato il liceo, frequentò la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici, ed ottenne la Laurea, alla Facoltà di Agraria di Pisa. Incominciò nel 1900, nella sua Camerino, i suoi studi sulle specie di frumento, pur non essendo a conoscenza degli studi di Gregorio Mendel che, all’epoca, avevano una diffusione limitata. Mise il “ Rieti” (alto di fusto e grandi cariossidi), e il “noe” (resistente alla ruggine). Nel 1904, gli viene concessa dal Ministero delle Politiche Agricole, retto da Guido Baccelli, una cattedra ambulante di agricoltura a Rieti. Disse: “Ci vuole molto tempo a seminare e avoja ad aspettare!”. Con un premio di 7.500 lire, presso l’Instituit de Agricolture a Parigi, fondò a Rieti l’Istituto di Genetica per la cerealicoltura. Controllò i suoi grani fino alla 10ma generazione con Carlotta Parisani, sua moglie. Mussolini va al potere, viene progettata la battaglia del grano, per l’aumento dell’autosufficienza granaria in Italia e gli disse: “ Sei Sicuro?”. Lui rispose di sì. L’Italia raggiunse quasi la sufficienza granaria, era il 1935, con le sementi elette del senatore, tra cui il “San Pastore, Il “Fanfulla”, il “Carlotta Strimpelli”. Portò le sue sementi nel mondo, tra cui in Argentina, Francia e Cile . Morì a Roma nel 1942, tra le braccia della sua amata Carlotta. Ho scelto di proporre per Lega della Terra la figura di questo importante genetista, perché (credo) si debba rincominciare a riscoprire la nostra Italia, che è formata anche da queste magnificenze e che, purtroppo, stanno morendo a causa anche questa classe politica. Faccio appello a tutti i ricercatori di agricoltura in Italia: non mollate! Protestate! Ci stanno togliendo il futuro!

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