Tutto (nel bene e nel male) sul 5G in Italia

Cosa è e come funziona, a chi è rivolto, a che punto è la ricerca, e quale è (ad oggi) l'impatto per la salute e l'ambiente a partire dalla strage degli alberi

pubblicato il 21/04/2020 in Scienza e Tecnologia da Mario Siddi
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Mario Siddi

Con il termine 5G si intende la tecnologia Internet che cambierà il mondo. L'acronimo, che per esteso si legge “quinta generazione”, definisce le modalità di telefonia mobile (e non solo) che permetteranno performance e velocità molto più elevate rispetto alle linee di comunicazione  dimensionate per il supporto degli attuali 4G/IMT-Advanced.

Di cosa si tratta

In quest'ottica, dove la digitalizzazione si impone sempre più maggiormente nei vari aspetti della vita dei cittadini, uno dei passaggi fondamentali è dunque quello di garantire un'adeguata copertura capillare del territorio ed una connessione veloce e potenziata.

Velocità di megabit, simultaneità per migliaia di utenti, reti di sensori senza fili, efficienza spettrale,  latenza ridotta ed “Internet delle cose”, sono solo alcuni degli aspetti di questa tecnologia smart.

In questa prospettiva il 5G, dopo l'istallazione e la messa a regime delle antenne, dovrebbe integrare (migliorandole) le prestazioni di interi settori dell'economia e delle professioni: trasporti, componenti per auto, sanità, manifattura, media, intrattenimento, telecomunicazione fissa, mobile, satellitare e domotica abitativa.

Sfruttando le Onde Millimetriche (20-60 GHz) infatti, il 5G garantirebbe grazie ad una latenza inferiore ai 5m/s, una densità di dispositivi pari a 100 per mq, supportati da una copertura affidabile.

L'assenza di prove scientifiche

Dal punto di vista della ricerca e della sperimentazione, non esistono tuttavia risposte univoche. Ad oggi infatti, è la mancanza di dati certi che alimenta i dubbi all'interno della Comunità Scientifica. Se alcuni ricercatori non fanno allarmismo infatti, tanti altri sollevano il problema sui riscontri preoccupanti ottenuti dagli esperimenti. I test dimostrerebbero infatti, come dopo prolungato irraggiamento alle onde 5G, sulle cavie da laboratorio si manifestino tumori rari in diversi organi interni.

A sollevare il problema anche l'Oncologa Patrizia Gentilini dell'associazione Isde-Medici per l'ambiente che in una recente intervista sul portale “Il cambiamento” così si è espressa: “ Troppi rischi per la salute, occorre una moratoria. Se il 5G fosse un farmaco, non avrebbe superato neppure la fase pre-clinica di sperimentazione”.

L'impatto ambientale

Gli alberi di altezza superiore ai 3 metri, ostacolano il 5G. Così, in tante città italiane, è partito l'abbattimento sistematico di quelli ritenuti più ingombranti. Sono numerose le foto ed i video caricati in rete, che testimoniano uno scempio di proporzioni enormi del verde urbano, dal Nord al Sud Italia, nel silenzio più inspiegabile delle amministrazioni coinvolte.

L'onere della prova della legittimità di questi interventi spetterà dunque sia ai sindaci coinvolti, che ai colossi delle telecomunicazioni. Le anomalie di un progetto partito (per ora) senza alcun dibattito, mostra ad oggi, tutti i limiti della mala gestione comunicativa che alimentano (giustamente) zone d'ombra inaccettabili e domande in attesa di chiarimenti. Come il legame (se c'è) tra il taglio degli alberi e il 5G, o l'inspiegabile mobilitazione delle motoseghe tutta da giustificare post lockdown.

Tenendo anche conto (peraltro) dell'assoluto silenzio in termini di costi-benefici, che in una logica di trasparenza, dovrebbe essere il punto di forza di una Pubblica Amministrazione virtuosa e chiara nei confronti dei contribuenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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