Russia e Turchia: quando la tecnologia gioca un ruolo importante

La Russia potrebbe aver controllato con un malware l’artiglieria ucraina mentre la Turchia chiede di decriptare il cellulare del killer dell’ambasciatore

pubblicato il 23/12/2016 in Scienza e Tecnologia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo
Immagine da sito Fancy Bear

TECNOLOGIA – Parliamo quasi sempre di smartphone e tecnologia come se fossero solo ed esclusivamente prodotti utili alla vita quotidiana a ‘fin di bene’ ed effettivamente è così per la maggior parte delle situazioni in cui questo tipo di dispositivi viene utilizzata. Tuttavia, come in ogni circostanza, il mezzo non è cattivo di per sé ma viene comunque gestito ed utilizzato da una mente umana che si pone alle sue spalle.

Per questo oggi vogliamo riportare quanto successo a ridosso dell’ultimo attentato turco che ha visto anche la Russia essere coinvolta ma prima un altro episodio.
Secondo la società di sicurezza informatica CrowdStrike un nutrito e ‘ben armato’ gruppo di hacker russi, collegato al governo moscovita, avrebbe tenuto sotto controllo, attraverso l’utilizzo di un malware – un software installato illecitamente su dispositivi Android – le unità di artiglieria ucraine nell’arco di tempo che va dalla fine del 2014 al 2016.

Fin qui potrebbe sembrare una cosa da nulla se non si pensasse che, sempre secondo il report della società, il malware si sarebbe diffuso su scala militare consentendo agli hacker di accedere, senza grosse difficoltà, alle comunicazioni e ai dati di localizzazione degli ufficiali ucraini e non.
Proprio quest’ultima particolarità farebbe pensare che il gruppo di pirati informatici, i Fancy Bear, sarebbe l’autore degli attacchi ai danni dei server americani durante le elezioni presidenziali rendendo note le mail dei Democratici favorendo così la vittoria di Donald Trump.

INTANTO IN TURCHIA – Non ci spostiamo geograficamente di molto dalla zona appena trattata parlando dell’attentato in cui ha perso la vita l’ambasciatore russo in Turchia. Infatti il governo turco avrebbe chiesto alla Apple di sbloccare l’iPhone dell’attentatore protetto da un codice a quattro cifre. Si ripropone dunque la vicenda che, nei mesi scorsi ha visto al centro Apple ed FBI per lo sblocco del cellulare del killer di San Bernardino, vicenda durante la quale il colosso di Cupertino si era opposto strenuamente a questo tipo di prassi, costringendo la polizia federale ad assoldare un gruppo di professionisti per sbloccare il telefono.

Intanto la richiesta della polizia turca è arrivata in seguito ad un tentativo già andato in fumo di utilizzare i dati dello smartphone rinvenuto. Nel tempo intercorso tra la richiesta e i tentativi falliti la Russia ha deciso di appoggiare la Turchia inviando un team di esperti.

Secondo le prime indiscrezioni date dal sito MacReports inoltre, la Apple potrebbe propendere, come appena detto in passato, per il diniego ad una simile richiesta.

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