Per oggi non c’è dieta che tenga

Ricorre il No Diet Day la giornata in cui nessuno è a dieta

pubblicato il 06/05/2015 in Salute e alimentazione da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

Tutti avrebbero bisogno di una pausa, a prescindere da ciò che con convinzione o forzatamente portano avanti. Lo stesso discorso vale anche per tutti coloro che risultano essere eccessivamente attaccati alla forma fisica e alle diete che, una volta tanto, potrebbero lasciarsi andare ai piaceri della tavola. Anche per questo, un quarto di secolo fa è nata una manifestazione internazionale ribattezzata poi No Diet Day che il 6 maggio di ogni anno ricorda a tutti che forse sarebbe bene prendere tutto con più filosofia soprattutto nei confronti del proprio corpo.

L’ideatrice dell’evento, Mary Evans Young, ha provato sulla propria pelle le conseguenze di un disturbo alimentare come l’anoressia. In seguito alla malattia ha fondato l’associazione ‘Diet Breakers’ spinta, inoltre, dalle notizie di cronaca che le giravano attorno e legate a questo tipo di disturbi.

Come ogni qualsivoglia manifestazione la prima edizione contava pochi partecipanti e, in quell'occasione, è stata addirittura rinviata a causa delle condizioni climatiche avverse, visto che prevedeva un pic nic ad Hyde Park - Londra. Un primo boom si è registrato l’anno successivo quando la giornata ‘contro’ le diete è stata celebrata, oltre che in Inghilterra, anche negli Usa, in Canada e in Australia. La partecipazione è stata così sentita che addirittura alcune associazioni hanno chiesto, in quel caso, di spostare la data dell’evento a quella attuale per evitare la sovrapposizione con i festeggiamenti del ‘cinco de Mayo’. Inutile aggiungere come poi, nel corso degli anni, la manifestazione si sia allargata a macchia d'olio per tutto il globo.

Veniamo infine agli obiettivi che da venticinque anni a questa parte la manifestazione porta avanti. Si punta infatti all’accettazione del proprio peso, alla sensibilizzazione riguardo le discriminazioni a cui vanno incontro le persone in sovrappeso e, infine, la consapevolezza della fallacità delle diete.

Addirittura è intervenuto il Natiol Center for Eating Disorders canadese ribadendo l’importanza della giornata al fine di incoraggiare tutti gli individui ad avere stili di vita salutari senza l’ossesisone per le taglie ed il peso. Inoltre la stessa associazione canadese ricorda anche che l’ossessione per le diete può essere pericolosa soprattutto nelle fasce di età più giovani.

Va infine considerato che, gli ultimi studi pubblicati, hanno fatto emergere che non sono necessarie diete drastiche che tolgono del tutto gli zuccheri visto che basta bere una bibita zuccherata in meno al giorno per abbattere del 30% il rischio di diabete (in base ai dati forniti da Diabetologia). Di contorno a questo dato possiamo osservare anche un altro reso noto dal Journal of the American Society of Nephrology. In questo caso si evince che chi svolge un lavoro sedentario può abbassare di un terzo il rischio di morte alzandosi due minuti ogni ora.

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