Lega della Terra incontra Laura Maragliano direttrice del sistema cucina Mondadori

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 13/04/2015 in Salute e alimentazione da NICOLA GOZZOLI
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NICOLA GOZZOLI

Il Fondatore e Vice Presidente di Lega della Terra Dr. Nicola Gozzoli ha incontrato Laura Maragliano Direttrice del sistema cucina della Mondadori. Questo piacevole colloquio è stato pubblicato sul sito nazionale dell'Associazione www.legadellaterra.it che qui riportiamo.

Amici della Lega della Terra oggi pubblichiamo la piacevole chiacchierata avuta con una persona straordinaria che ci ha onorato incontrandoci e dedicandoci piacevoli momenti.
 

Innanzitutto chi è Laura Maragliano?
Mi viene spontaneo e immediato rispondere che sono una donna che lavora come tante, divisa tra ufficio e casa. Ho un lavoro che svolgo con grande passione, iniziato alla metà degli anni ’80 nella mia città natale, Genova, occupandomi di attualità, economia e marittimo per testate locali e per il quotidiano Il Lavoro. Per motivi di famiglia mi sono trasferita a Milano nel 1987 dove ho ricominciato occupandomi prima di cosmetica per riviste specializzate e in seguito ho lavorato per magazine femminili in Mondadori poi in Rizzoli e poi nuovamente in Mondadori incominciando a occuparmi di alimentazione. Dal 1996 mi occupo esclusivamente di cucina e dal 2008 dirigo il sistema cucina di Mondadori che comprende 5 mensili, diversi speciali monografici, libri allegati, il sito, una scuola di cucina e numerose manifestazioni esterne.

Ai nostri lettori potrebbe spiegare, anche se mi rendo conto della complessità dell’argomento, come viene realizzata l’impostazione di un numero?
Non è semplice rispondere a questa domanda perché dirigo cinque riviste di cucina e ognuna è diversa dall’altra, di conseguenza anche la realizzazione ha modalità differenti. Guida Cucina per esempio è stata la prima rivista di cucina edita da Mondadori, nata negli anni ’80 era un settimanale e aveva il compito di dare dal lunedì alla domenica indicazioni e ricette per ogni pranzo e ogni cena. La rivista, chiusa nel 1996 è stata da me rivista in formula mensile ed è ritornata in edicola da alcuni anni con un centinaio di ricette a numero e l’obiettivo di dare piatti semplici, equilibrati ed economici per tutta la famiglia. Ricette e foto sono scelte dal data base cucina Mondadori che possiede più di 100.000 immagini, l’abilità sta nel mettere assieme un mix corretto, appetitoso adatto ad un target di donne che cucinano ogni giorno. E’ un giornale popolare che costa 90 centesimi. In Tavola invece è un familiare che va in edicola solo allegato a due altre riviste Mondadori che sono Tv Sorrisi e Canzoni e Chi. Si compone di servizi diversi (quindi non è un elenco di ricette come Guida Cucina) che hanno temi differenti tutti molti pratici riguardanti la spesa, ricette veloci, menu per la domenica e al centro una scuola con un argomento monografico (per esempio dolci al cioccolato) dove le ricette sono spiegate con foto passo per passo. Molti servizi sono fotografati appositamente altri realizzati con le foto del data base. Cucina no problem è dedicato a single, giovani, a chi ha poco tempo e vuole spiegazione chiare e dettagliate. La maggior parte delle ricette è spiegata con foto che illustrano step by step il procedimento. Il formato è piccolo, maneggevole e da borsetta. Le foto sono giovani e moderne in parte fatte appositamente in parte prese dal data base cucina. Discorso diverso richiedono invece i mensili Sale&Pepe e Cucina Moderna: nati il primo nel 1987 e il secondo nel 1996. Il primo è una rivista di target alto (costo 3,50 euro) con immagini molto belle e suggestive, diviso per servizi con testi che vogliono fare cultura del cibo, con ricette semplici ma mai banali e con grande attenzione sia al recupero di tradizione culinarie perdute che ai sapori stranieri, ai prodotti tipici, agli itinerari gastronomici, a ritratti di chef piuttosto che a altri personaggio legati al mondo del food. L’argomento di ogni servizio è pensato in base alla stagionalità, alle tendenze, il brief fotografico impegna art director, stylist e fotografo. La disposizione degli oggetti, piatti, bicchieri o altro è studiato con cura. In pratica dalla redazione parte l’imput del servizio con un argomento preciso che una home economist ha il compito di sviluppare con una scaletta di proposte che poi si tramuteranno in ricette. I piatti sono tutti cucinati realmente con dosi e procedimenti corretti, quindi testati e poi fotografati in base al brief trasmesso al fotografo e con gli oggetti cercati dalla stylist.
Stessa cura per i servizi di Cucina Moderna che al contrario di Sale&Pepe ha un taglio molto pratico, legato ai consumi, alla guida alla spesa fatta con esperti, alla conoscenza dei prodotti confezionati, a un dossier vero e proprio che ogni mese tratta una categoria di alimenti, ricette pratiche ma moderne in linea con i tempi e con una corretta alimentazione.
 

Qual è l’argomento o la rubrica che a Lei sta più a cuore?
Non c’è una rubrica o un argomento che preferisco, perché mi piacciono tutti i giornali che dirigo con le loro diversità e con la possibilità che mi danno di sviluppare molti temi diversi, oppure lo stesso tema ma con sfaccettature differenti a seconda del pubblico a cui mi rivolgo. Inoltre in questi anni Sale&Pepe ha sviluppato una serie di spin off dedicati ai bambini (Sale&Pepe Kids) ai vegetariani (Sale&Pepe Veg) e al mondo del matrimonio e delle cerimonie (Sale&Pepe Wedding).
 

In questi anni di attività come ha visto l’evolversi dell’informazione alimentare ed agroalimentare?
Ho visto un evolversi piuttosto rapido di tutto il mondo del food dovuto prima al nascere di molte riviste di cucina dalla metà degli anni novanta sino a cinque, sei anni fa. In contemporanea sono nati i programmi televisivi molti dei quali dedicati alle ricette in senso stretto, altri come Linea Verde e simili con connotazione spiccata verso i prodotti del territorio. Interi canali tematici come Gambero rosso e Alice hanno sviluppato la conoscenza del mondo degli chef italiani e stranieri ma anche l’interesse verso il settore enologico e della birra. Tutto questo fermento di informazioni e notizie, con i suoi pro e i suoi contro, ha tuttavia contribuito a far parlare di cibo, a far conoscere prodotti tipici, a parlare di etichettatura dei prodotti alimentari così come a sviluppare il concetto di dieta corretta e non solo dimagrante. Molto meno si è parlato di agricoltura sostenibile, di quote produttive e della politica economica (buona e cattiva) svolta dall’Unione Europea nei confronti dell’agroalimentare.
 

Molti parlano del pianeta Expo chi bene, chi male. Lei ritiene che le piccole e medie Aziende alimentari possano beneficiare di questo evento in termini costi / benefici?
Credo di si, anche se bisognerà toccare con mano e capire se tutta l’organizzazione di eventi dentro e fuori Expo funzionerà come si deve. Ritengo tuttavia che la manifestazione possa essere una vetrina interessante per chi saprà cogliere l’opportunità di entrare in contatto con operatori esteri o di farsi conoscere anche dal pubblico che si spera corra numeroso.
 

Ha dei progetti in cantiere?
Al momento il progetto più immediato riguarda lo sviluppo del sito di Sale&Pepe nato nell’aprile dello scorso anno, che intendo implementare oltre che con le immancabili ricette con filmati, reportage e scuole di cucina. Diverse sono anche le attività che vedranno impegnata la redazione durante Expo. Sono in via di definizione in questi giorni.

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