Osservasalute: nel 2014 è aumentato il consumo di antidepressivi

Nel rapporto presentato presso la Cattolica a Roma emerge anche un aumento dei suicidi soprattutto a causa della crisi

pubblicato il 01/04/2015 in Salute e alimentazione da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

Dati impietosi quelli emersi dall'ultimo rapporto di Osservasalute relativo al 2014. A quanto pare gli italiani hanno aumentato l'uso di farmaci antidepressivi, ciononostante si è anche registrato un incremento del tasso di suicidi. Un dato simile era già stato registrato sul finire del 2013, nel momento in cui è stata invertita la rotta verso la quale si erano diretti i due anni precedenti.

Il rapporto presentato all'Università Cattolica di Roma è stato stilato in base al numero medio di dosi di farmaco consumate su una scala di mille abitanti che nel 2013 si era attestato su 39 Ddd rispetto ai 36,8 del 2012. 

La domanda che ora sorge spontanea è: a cosa è dovuto questo incremento? Secondo gli esperti le cause sono molteplici: probabilmente la crisi economica ha fatto la sua parte ma non sono da sottovalutare anche l'accrescimento delle problematiche depressive e una mancata attenzione dei medici nei confronti di queste patologie.

A tal proposito Walter Ricciardi, direttore di Osservasalute ha commentato i dati dicendo: “Siamo entrati in una nuova fase strutturale nella quale incertezza e precarietà non saranno condizioni eccezionali, ma una consuetudine. Partendo da questa considerazione – aggiunge – appare quanto mai preoccupante lo scenario che si prospetta per il settore della sanità, uno dei pilastri del sistema di welfare del nostro Paese”.

Non sono da sottovalutare anche i fattori dell'invecchiamento, infatti l'Italia conta una persona su cinque con più di sessantacinque anni e gli over 75 sono circa il 7,6% dell'intera popolazione. In concomitanza aumentano anche gli ultracentenari visto che l'aspettativa di vita ha subito lo stesso incremento. Putroppo però sale anche il numero dei tumori come principali cause di morte, questo indica anche un'insufficienza di efficienza dei farmaci stessi.

Ultimo dato allarmante è quello riguardante i suicidi; il decesso causato da un simile atto cresce con l'età ma è risultato essere doppio rispetto al 2013; sembra retorica ma è sempre la crisi economica la causa preponderante.

Maglia nera di questa particolare classifica viene conquistata dal Veneto che ha contato, nel 2014 ben 26 casi, seguita da Lombardia e Campania rispettivamente a quota 21 e 19. Tuttavia si evince anche un livellamento del numero di suicidi tra nord e sud visto che la percentuale parte dal 24,4% nelle regioni più vicine a Francia e Svizzera, seguite dal sud in cui il livello si attesta sul 23,3% e infine si trova il Centro con un valore pari al 20,7% delle morti totali.

In genere nel 78,7% dei casi il suicida è un uomo e l'aumento di questi casi avviene soprattutto dopo i 65 anni per giungere al picco massimo tra i 75 e i 79 anni, solo una volta superata questa fascia la percentuale di suicidi tende a ridursi con l'avanzamento dell'età.  

 

 

 

 

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