Russia: troppa vodka sarebbe la causa di decesso per i giovani

Sotto accusa anche il binge drinking

pubblicato il 01/02/2014 in Salute e alimentazione da Angela Menna
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Angela Menna

In Russia, gli uomini finiscono per avere una delle aspettative di vita più basse al mondo, con una media di longevità maschile, intorno ai 64 anni. Il loro difficile rapporto con gli alcolici è stato indagato da uno studio internazionale, che sottolinea come un consumo di tre bottiglie di vodka alla settimana si traduca in una percentuale doppia di morire nei prossimi vent’anni. Quelli che bevono meno di una bottiglia, hanno invece il 16% di probabilità in più di morte nei prossimi vent’anni, mentre la stessa percentuale, per quelli che stanno tra l’una e le tre bottiglie, si aggira sul 20%. A fare uso di un litro e mezzo di vodka alla settimana sono i cosiddetti  'heavy drinkers' sovietici, ovvero i forti bevitori, rigorosamente maschi e scientificamente esposti a più fattori di rischio di morte da giovani. I dati parlano chiaro: un inquietante 25% della popolazione maschile russa muore prematuramente, entro i 55 anni di età, e di questa percentuale un’altissima quota è addebitabile al consumo eccessivo di alcolici che continua a fare strage di uomini.

Dall'ultimo censimento risalente al 2011, era emerso, infatti, che un maschio adulto russo consumasse 13 litri annui di alcolici dei quali 8 litri in superalcolici, laddove in Gran Bretagna, ad esempio il consumo si aggirava sui 10 litri annuali, dei quali solo due litri in superalcolici. Tanti litri, tanto da far sì che un maschio russo su 4 non arrivi all’età matura. Incidenti, patologie epatiche, intossicazioni: le cause di morte correlate alla troppa vodka sono svariate e le hanno individuate e studiate gli studiosi del Russian Cancer Centre di Mosca, i ricercatori della Oxford University britannica e quelli francesi della World Health Organization International Agency for Research on Cancer. Esaminando un campione di 151 mila maschi adulti abitanti in tre differenti città russe e seguendoli per 10 anni, gli scienziati hanno riscontrato un alto numero di decessi tra le famiglie che avevano dichiarato abitudini alcoliche eccessive e una mortalità precoce in generale. Le cifre relative alla patologie imputabili all’alcol sono sempre state alte in Russia, ma negli anni hanno subito oscillazioni significative, a seconda delle strategie dei governi e delle loro politiche sulla vodka. Sotto accusa, oltre alla tradizione russa, è anche il fenomeno del binge drinking, che non riguarda certo solo la Russia, ma coinvolge i giovani di tutto il mondo. Si tratta di una sorta di abbuffata alcolica, che si traduce nel consumare cinque o più bevande, in un ridotto intervallo di tempo. Qualsiasi bevanda è ben accetta: dalla vodka alla birra. l’importante è raggiungere l’obiettivo unico e indubbio: l’ubriacatura immediata. E’ il nuovo sballo del sabato sera, diffuso tra ragazzini sempre più giovani, che cercano di sembrare grandi. Anche l’Italia non ne è immune. Nel nostro Paese, infatti, il primo approccio con le bevande alcoliche avviene in età molto precoce e secondo l’indagine internazionale HBSC, svolta in collaborazione con l’OMS sui comportamenti dei ragazzi in età scolare di 40 Stati europei, i ragazzi italiani tra gli 11 e i 15 anni sono ai primi posti per il consumo settimanale di alcol.

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