Ciclo mestruale: ancora un tabù

Alessandra Marazzani: «più dialogo sulla sessualità»

pubblicato il 16/01/2014 in Salute e alimentazione da Angela Menna
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Angela Menna

«In genere, una normale età di menarca (la prima mestruazione, dopo i 10 anni) e una regolare ciclicità mestruale, sono parametri fondamentali per valutare lo stato di salute di un’adolescente. Si tratta di veri e propri segni vitali, importanti quanto la frequenza respiratoria e cardiaca». A dichiararlo è stata l’Accademia americana di pediatria. Su questo tema la Società italiana di medicina dell’adolescenza (Sima), la Società italiana di ginecologia dell’infanzia e adolescenza (Sigia) e l’Associazione laboratorio adolescenza, hanno realizzato - nel corso dell’anno scolastico 2012-2013 - un’indagine su un campione nazionale rappresentativo di 1027 adolescenti di terza media (età 12-14 anni); i risultati verranno pubblicati nei prossimi giorni, in anteprima, sulla Rivista italiana di medicina dell’adolescenza.

«Il nostro studio - sottolinea Piernicola Garofalo, presidente della Società italiana di medicina dell’adolescenza - è uno dei pochissimi, realizzati in Italia, ad aver valutato sia parametri oggettivi e soggettivi del ciclo mestruale sia aspetti legati al “vissuto” delle mestruazioni nelle ragazze della prima adolescenza».«In merito all’età del menarca, il picco è risultato essere tra gli undici e i dodici anni; un’età più bassa-, riferisce Silvano Bertelloni, past president Sima e curatore dello studio - rispetto a quella evidenziata da altri studi italiani effettuati, negli anni passati, su base regionale o pluriregionale; questo, per gli esperti, merita un interessante approfondimento di indagine». Anche il «dolore mestruale» e le sue conseguenze meritano di essere considerati: a soffrirne è risultato essere l’81% del campione e il dolore produce un’alterazione delle normali attività nel 44,1% delle giovani intervistate. In particolare, tra le ragazze con mestruazioni dolorose, il 52,3% afferma che ciò causa limitazione alle normali attività, il 33,8% interrompe l’attività sportiva e il 10,6% deve rimanere a casa, interrompendo l’attività scolastica.

Per rimediare al dolore, solitamente, si utilizzano gli antidolorifici (67%), le tisane (47,2%) e la boule di acqua calda (41,1%), mentre il 7% ricorre - ovviamente su prescrizione ginecologica - ai contraccettivi orali. Purtroppo, secondo l’indagine, solo una su 5 ha fatto almeno un controllo ginecologico. «Dato, questo, molto importante - sostiene Gabriele Tridenti, presidente della Sigia - per ribadire la necessità di introdurre un “bilancio di salute ginecologico” alla fine dell’età pediatrica. L’uso della pillola contraccettiva per combattere il dolore mestruale, è corretto, come indicato anche nelle linea guida della Sigia, in fase di pubblicazione: la pillola contraccettiva è una “seconda scelta” rispetto agli antinfiammatori non steroidei, mentre diventa estremamente necessaria, se la dismenorrea si accompagna a urgenze contraccettive. Oltre agli aspetti clinici, il 64% delle intervistate ha dichiarato di vivere con disagio le mestruazioni (ansia, cattivo umore, disagio generale), condizione che di solito non è riconducibile a problemi di tipo fisico.
In realtà, ciò che resta in sospeso, è come mai, quello del ciclo mestruale sia considerato, spesso, ancora un tabù. «Le mestruazioni, anche simbolicamente, rimandano alla sessualità e cioè a un argomento che, ancora oggi, è di difficile approccio per una adolescente, sia all’interno della famiglia sia nel gruppo dei pari. A questo si aggiungono retaggi culturali che legano i giorni del ciclo a un momento di “impurità” della donna. Questo contesto produce, talvolta anche inconsciamente, uno stato di disagio, ovviamente più accentuato al momento del menarca - in cui si sancisce il passaggio bambina-donna - e nei primi anni di ciclo». C’è un «antidolorifico psicologico»? E' quanto ha dichiarato Alessandra Marazzani, coordinatrice dell’area psicologica di Laboratorio adolescenza. «La vera cura non è che un’educazione dei nostri figli preadolescenti e adolescenti (maschi e femmine) più aperta al dialogo sul tema della sessualità».

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