Armi chimiche della Siria nel porto di Gioia Tauro

Il sindaco Bellofiore critica la "decisione imposta dall'alto" e fa notare "non conosciamo i rischi"

pubblicato il 16/01/2014 in Attualità da redazione
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Il porto di Gioia Tauro sarebbe lo scalo prescelto per il transito delle armi chimiche siriane custodite in container a bordo di due navi danesi.


Fonti qualificate sottolineano all'Adnkronos che il porto calabrese sarebbe stato scelto per le caratteristiche idonee ad assicurare il trasbordo dei componenti chimici sulla nave militare americana che ospiterà il materiale per la sua successiva distruzione in acque internazionali.
Sul passaggio della nave, il presidente della provincia Giuseppe Raffa commenta a caldo all'Adnkronos: "Il governo scopre il porto di Gioia Tauro quando si tratta di trasferire armi chimiche, per il resto ha sempre disconosciuto una realtà straordinaria. Ci saremmo aspettati attenzioni diverse soprattutto per le ricadute sotto il profilo occupazionale. Così non è, perché prendiamo atto di questa scelta sconsiderata".
"Ci auguriamo comunque - aggiunge Raffa - che questo non comporti pericolo per la salute dei cittadini, peraltro in un territorio già abbondantemente sovraccarico dal punto di vista delle emissioni delle sostanze nocive per la presenza dell'inceneritore e un sistema con un equilibrio già molto precario che potrebbe essere pregiudicato. Ci auguriamo che questo non succeda. L'amarezza più grande, in ogni caso, è che il porto di Gioia Tauro è considerato un porto di transito e non un'infrastruttura nella quale investire per lo sviluppo".
Reggio Calabria, 15 gen. (Adnkronos) - "A me non hanno comunicato nulla di ufficiale ma comunque sarebbe grave. È la scelta più scellerata che potessero fare contro una popolazione che già sta subendo tanto e che non meritava quest'ultimo smacco". Il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, non ha ricevuto comunicazioni sul passaggio della nave con le armi chimiche siriane che saranno distrutte nel Mediterraneo ed è contrariato dalla mancata informazione sul caso.
"Questo - dice all'Adnkronos - è il Comune più martoriato della Calabria, ci sono già altri agenti ad alto impatto e pericolosità ambientale tra cui inceneritori, raddoppi, discariche, rigassificatori. Usare il porto di Gioia Tauro come pattumiera di tutto quello che non vuole l'Italia è una cosa gravissima. Sarebbe stato corretto avvisare le istituzioni locali e si chiedesse anche a loro un'opinione".
Bellofiore critica la "decisione imposta dall'alto" e fa notare "non conosciamo i rischi, eppure il sindaco è responsabile per l'igiene e la salute pubblica. Non sappiamo in caso di emergenza cosa bisognerebbe fare per quel tipo di attività prevista, quali precauzioni prendere. Dovremmo essere preparati perché malauguratamente dovesse accadere qualcosa non sapremmo come intervenire. Non abbiamo ospedali idonei in questa zona che possano fare fronte ad eventuali problematiche". Renato Bellofiore chiede di essere convocato a Roma "e che mettano al corrente il sindaco, che è la prima persona alla quale i cittadini chiedono conto".

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