Tutelare i bambini dall'inquinamento è un percorso che inizia già dalla gravidanza

I bambini sono sempre più esposti ad asma, obesità e tumori

pubblicato il 24/12/2013 in Salute e alimentazione da Angela Menna
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Angela Menna

La salute dei  bambini, è in genere correlata all'accortezza e all'attenzione dei genitori. Da alcuni anni, infatti, le malattie cui i più piccoli sono esposti, non sono più epatite e tubercolosi, bensì' asma, diabete, obesità e purtroppo, anche tumori. Gran parte di queste patologie, secondo una schiera sempre più nutrita di pediatri, sono causate dall’ambiente in cui viviamo. Proprio di questo si è discusso di recente a Gerusalemme, durante la settima Conferenza dell’International Network on Children’s Health and the Environment and Safety.  «Fino a qualche anno fa si pensava che la malattia fosse sempre l’effetto diretto di un’esposizione a “qualcosa”, che fosse un virus o un inquinante, e parlando di ambiente e salute dei bambini si intendeva solo che i piccoli dovevano  respirare aria pulita per restare sani. È vero, ma la faccenda è parecchio più complessa – dichiara Ernesto Burgio, presidente del comitato scientifico dell’International Society of Doctors for Environment e membro dell’European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles -. Ora, abbiamo sempre maggiori prove, infatti, che molte malattie che si sviluppano nel corso della nostra vita, hanno un’origine epigenetica, ovvero affondano le loro basi in ciò a cui si è stati esposti in utero, durante la gravidanza, e poi nei primi mesi da neonati».

Oggi, l'epigenetica offre un grande contributo al miglioramento della nostra salute. Essa racchiude l'insieme  delle modifiche chimiche del DNA (ad esempio, aggiunte di gruppi metile che contengono carbonio e idrogeno) che pur non essendo “scritte” nei geni, ne alterano la funzionalità: il genoma quindi non viene modificato, ma può esprimersi in modo diverso. I cambiamenti prodotti dall' epigenetica sono la risposta dell’organismo alle sollecitazioni ambientali. Poiché l’epigenoma, si forma durante la vita fetale e nei primi mesi dopo la nascita, ciò a cui si è esposti in gravidanza e da neonati può avere ripercussioni per tutta la vita.
«Un recente studio ha dimostrato,ad esempio, che se il nonno fuma in giovane età, nella programmazione dei tessuti fetali del nipote resta una “traccia” negativa, che può modificarne lo sviluppo metabolico», sottolinea Burgio. L’ambiente non proprio sano, fatto di aria inquinata e sostanze chimiche dannose con cui veniamo in contatto continuamente, perché sono presenti nell’aria e pure negli alimenti, nei bambini avrebbe perciò contribuito profondamente al propagarsi di malattie come il diabete, l’obesità, i tumori, l’asma: gli inquinanti “sprogrammano” il genoma, facilitando il deragliamento verso certe patologie, con mutazioni che però, dichiara l’esperto, sono reversibili. Proprio questo ci consente di trarre un sospiro di sollievo: «La responsabilità “epigenomica” dell’ambiente nelle malattie oggi più frequenti implica che, se proteggiamo il più possibile le donne in gravidanza e i neonati nei primi mesi di vita, mettiamo una seria ipoteca sulla salute delle generazioni future e possiamo invertire la rotta, riducendo finalmente il carico di patologie ormai diventate epidemiche. Nella pratica, possiamo già dare molti suggerimenti: le donne in attesa, oltre ovviamente a non fumare, dovrebbero fare estrema attenzione all’alimentazione, evitando ad esempio le bevande zuccherine, che facilitano la comparsa di obesità nella prole, e cercando di limitare al minimo il consumo di pesci di grossa taglia, come tonno o pesce spada che potrebbero, in genere, essere contaminati da mercurio, pericoloso per lo sviluppo cerebrale del bambino. Altrettanto importante, è cercare quanto più possibile di non respirare aria inquinata, perché è ricca di metalli pesanti cancerogeni come il piombo, l’arsenico e il cadmio. In casa, poi, meglio non  usare prodotti che possono contenere sostanze chimiche pericolose (dagli spray contro gli insetti ai deodoranti d’ambiente). Bisognerebbe anche limitare l'uso dei cellulari, le cui onde elettromagnetiche hanno effetti devastanti sul cervello. Tutto questo vale per le donne incinte, ma anche per i piccoli: meglio non portare un neonato a fare una passeggiata nelle strade più trafficate delle città e, se possibile, evitiamo di far parlare i bambini al cellulare».
Da ciò si evince come, durante tutta l’infanzia, l’organismo in crescita sia particolarmente delicato e debba essere tutelato in ogni modo possibile da tutto ciò che potrebbe nuocergli. Innanzitutto lo smog: recenti studi hanno dimostrato come vivere vicino a strade trafficate aumenti il rischio di allergie e asma. Anche i continui richiami sulla scarsa qualità dell’aria in case e scuole, per colpa di infissi “sigillanti”, dovrebbero essere presi in considerazione. «Per tutelare la salute dei bambini, in casa bisognerebbe mantenere la temperatura entro i 18-19 gradi, con un corretto grado di umidità (fra il 40 e il 65%, ndr) e scegliere arredi e prodotti per l’igiene che non contengano sostanze chimiche irritanti - dice Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza Paidòss -. Dovremmo tutti modificare i nostri stili di vita per ridurre l’inquinamento ambientale, ad esempio usando di più la bicicletta, anche per insegnare ai bimbi l’importanza di muoversi senza dover sempre ricorrere all’auto».

Anche a scuola, secondo recenti dati del progetto europeo Sinphonie sugli ambienti scolastici presentati a Gerusalemme, l'aria respirata non è del tutto salutare per i  bambini. In natura, ci sono piccoli, ma efficaci accorgimenti per rimediare: pulire le aule (solo dopo la fine delle lezioni) usando prodotti ecologici, ventilare molto le stanze per ridurre la formazione di muffe e la concentrazione di inquinanti, insegnare ai bambini a chiudere sempre colle e pennarelli dopo averli usati. Nonostante questi consigli, insieme alle “azioni preventive” consigliate dai pediatri possano sembrare banali, in realtà si rivelano più efficaci di quanto si creda per la salute delle nuove generazioni.

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