Mafia, Impastato e Messina, sveltire riforma beni confiscati

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 12/10/2015 in Politica da italia dei valori
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"Occorre subito rendere più efficiente e veloce l’intero sistema per la confisca dei beni ai mafiosi. Serve a poco, infatti, sottrarre questi beni alla criminalità se poi, a causa della burocrazia e di norme farraginose, tali beni rischiano di diventare un problema ed un costo piuttosto che una risorsa da valorizzare. Si tratta di una riforma necessaria e sulla quale Idv vuole dare il suo contributo e fare fino in fondo la propria parte”.

Lo ha detto, il segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina nel corso di una iniziativa  per presentare una legge sui beni confiscati alla mafia alla quale ha partecipato Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, che ha ribadito l'assoluta necessità di realizzare un sistema di confisca più efficace ed in grado di aggredire con maggiore incisività la potenza economica della mafia: "Il bene confiscato che gestiamo destinato per finalità sociali e istituzionali all’ Associazione Culturale Peppino Impastato - ha detto - ci è stato affidato dopo trent'anni. Un tempo enormemente lungo – continua Impastato -se pensiamo che la confisca  ebbe un lungo iter cominciato il 4 Aprile 1985, quando  i giudici Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello avevano emesso il primo decreto di sequestro. Tra i punti che condivido della legge presentata da Messina  che è una battaglia sociale– continua Impastato -  c’è il fatto che ritengo necessario un albo dei beni confiscati e che venga fatta la consegna ad enti locali e associazioni, che ne facciano richiesta in tempi rapidi, dei beni congeniali alle loro attività e che sia impellente un regime agile e certo di gestione delle più di 1700 aziende confiscate che deve essere trasparente a fronte della corruzione dilagante. La mafia può e deve essere sconfitta dallo Stato- conclude- e dobbiamo eliminare tutti gli impedimenti”.

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