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Tiziano Renzi indagato per bancarotta fraudolenta

Supplemento di indagini a carico di Renzi senior

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Il Pm aveva richiesto l’archiviazione ma il  giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova Roberta Bossi ha dato il via a nuove indagini a carico del padre del premier Tiziano  Renzi  indagato per bancarotta  per il fallimento della società di distribuzione editoriale Chil post con sede a Genova. Il pm aveva chiesto l’archiviazione, che dunque non è stata accolta dal gip.

Secondo il giudice per le indagini preliminari  «si rende necessario un supplemento di indagine volto a acclarare i rapporti contrattuali intercorsi tra il gruppo Tnt e le società Chil Post srl e Chil promozioni srl». «Si tratta di accertamenti che non daranno sorprese, essendo tutto documentabile e privo di ogni rilievo di carattere penale», è il primo commento dell’avvocato Federico Bagattini, difensore del padre di Renzi.

Tiziano Renzi era stato accusato di una bancarotta fraudolenta per 1,3 milioni di euro dopo  fallimento della Chil Post. Il curatore fallimentare aveva notato passaggi sospetti nella cessione di rami d’azienda «sani» alla Eventi Sei, società intestata alla moglie e madre del premier Laura Bovoli. Visto questo   aveva trasmesso la relazione alla Procura della Repubblica. Praticamente secondo l’accusa Tiziano Renzi, prima di dichiarare fallita  la sua società, nel novembre 2013 avrebbe passato il settore sano  cedendo i beni disponibili alla Eventi6, azienda di proprietà della moglie Laura Bovoli. I pm furono insospettiti dal prezzo della compravendita tra moglie e marito cifra che ammontava a poco più di 3000 euro. Fu chiesta l’archiviazione perché secondo gli inquirenti, Renzi una volta assunto il ruolo di  amministratore avrebbe gestito correttamente la società madre e non avrebbe contribuito al fallimento.
Le indagini sono invece state archiviate per gli altri due amministratori subentrati nella gestione societaria nel 2010, Antonello Gabelli e Mariano Massone.
 

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