Politica, resoconto di una settimana

Tra addii eccellenti ed emergenza profughi

pubblicato il 26/07/2015 in Politica da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

 Regione Sicilia: tutto cotinua a ruotare intorno alla querelle Tutino-Borsellno e allo scandalo malasanità correlato ad essa. 

Martedì 21 luglio il governatore  Crocetta va all’attacco minacciando un’azione legale (10 mln di danni) contro l’Espresso, il newsmagazine dalla cui inchiesta è partita la bufera, e dichiarando la sua volontà di non dimettersi.Al massimo posso prendere in considerazione l’ipotesi di uno scioglimento anticipato della legislatura, ma dopo le riforme.”

Giovedì 23 luglio: c’è anche l’ex governatore della Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola,  tra i 47 rinviati a giudizio per il disastro ambientale Ilva. Vendola è accusato di concussione aggravata per aver fatto pressioni sul direttore geneale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, perché chiudesse un occhio su ciò che avveniva in fabbrica.

E si consumano due grandi addii  a poche ore di distanza l’uno dall’altro: Enrico Letta, come preannunciato la scorsa primavera, lascia il Parlamento italiano, dove sedeva da deputato. Denis Verdini, invece, il più “renziano” degli azzurri,  abbandona Forza Italia per imbarcarsi nell’avventura di un nuovo gruppo autonomo, allineato con la maggioranza. Berlusconi, che soltanto due giorni prima aveva presentato il suo nuovo movimento, L’Altra Italia, commenta: ”Meglio soli che male accompagnati”. Un pessimo auspicio per la mossa "secessionista" dell'ex coordinatore toscano sembra essere il suo rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta: cuore dell'imputazione è il fallimento di una impresa edile di Campi Bisenzio. I fatti risalgono all'inizio del decennio.

A Roma, intanto, più precisamente a Villa Doria Pamphilj, il premier Renzi accoglie il suo omologo egiziano, Ibrahim Malab. Nel corso del vertice vengono firmati una serie di otto accordi sull’energia, per un valore complessivo di otto miliardi di dollari.  Più nel dettaglio, si tratta di accordi assai vantaggiosi per alcuni colossi italiani nell’industria di settore, Eni, Edison, Technip Italia, Ansaldo Energia Mise, con interessi radicati nella terra dei Faraoni. Ansaldo, ad esempio, si è messa in tasca un’intesa da 218 milioni di euro con la Egyptian Electricity Holding Company, la principale industria elettrica egiziana, ed Eni si è assicurata l’esclusiva delle strategie di sviluppo del giacimento petrolifero del Delta del Nilo (un business da 5 miliardi di dollar). Edison, poi,  è entrata in affari direttamente col ministero del petrolio egiziano per 250 milioni di dollari.

C’è un altro successo per il governo: il decreto fallimenti ottiene la fiducia alla Camera. Esso prevede un accesso al credito  agevolato per aziende in crisi; proposte di concordato vincolate alla garanzia di un soddisfacimento immediato di almeno il 20% della quota di denaro spettante ai creditori, e inoltre la possibilità, per le imprese di interesse nazionale sottoposte a sequestro giudiziario (ad esempio l’Ilva), di continuare a restare in attività fino ad un anno  dopo il loro sequestro.

Ma è, in un certo senso, la bonaccia che precede la tempesta. Soltanto ventiquattr’ore più tardi  si riaffaccia prepotentemente l’emergenza migranti: mentre a Pozzallo ne arrivano 450 su una nave irlandese, a Palermo un’unità norvegese della flotta impiegata nell’operazione Triton ne fa sbarcare 785

 

 

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