Caos Procure, Palamara: "Riformiamo la giustizia perché la legge sia uguale per tutti"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/04/2021 in Politica da Redazione 1
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Redazione 1

"La favoletta della fuga di notizie che è colpa solo degli avvocati non regge più. Dobbiamo riformare la giustizia perché se la legge deve essere uguale per tutti deve avere lo stesso impatto sia il fascicolo che coinvolge la persona nota o la persona ricca che la persona non nota."  Lo dichiara Luca Palamara durante la presentazione del suo libro a Lagonegro. 

"E' il momento di fare una riflessione fra il rapporto stampa- magistratura. Alcune indagini si svolgono sui giornali e in tv, non più nelle sedi opportune. Se il tema e’ anticipare una condanna morale, allora non c’è bisogno del processo penale. Io non sono dell'idea che se una persona e’ sottoposta a indagine non sia più frequentabile. C’è una norma che impone al pm di cercare informazioni a tutela dell’indagato. Bisogna avere il coraggio di capire perché c è la fuga di notizie. Perché dobbiamo fare uscire una intercettazione che nulla c’entra col processo ma giusto per eliminarlo politicamente? Il trojan va bene per mafia e terrorismo, non per travolgere le istituzioni. La cassa di risonanza e’ un giornalista che dà importanza alla indagine perché dà popolarità all'indagine e al magistrato che la conduce ma impatta tragicamente sulla vita di quelle persone. Cosa vogliamo dire? Che sia una funzione autonoma o una funzione strumentale ad altri fini? Se è stravolto tutto ciò che abbiamo detto, allora siamo di fronte alla giungla" conclude Palamara. 

Alla presentazione c'era anche Amedeo Laboccetta, ex deputato di Napoli e presidente di Polo Sud. "Palamara è stato criminalizzato come una sorta di mostro come se avesse lui creato il Sistema. Tra i famosi meccanismi non basta calendarizzare e avviare un iter della commissione d’inchiesta, i cittadini devono sostenerla. Una delegazione di esponenti deve incontrare il capo del governo su questo tema perché la giustizia deve essere priorità. Se perdiamo questo passaggio, la giustizia rimarrà una questione salottiera. Palamara non può essere il capro espiatorio dell’ordine giudiziario. E’ inaccettabile che un cittadino possa diventare il responsabile di un sistema malato dai tempi di tangentopoli. Se si mette insieme un trittico editoriale dal mio libro a quello di Cicchitto l’uso politico della giustizia a quello di Palamara si può ripartire per arrivare alla verità”. 

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