Sardegna: piove sul bagnato, azzerati gli assegni di merito per gli studenti universitari

Ancora una beffa per gli studenti fuori sede, la nuova finanziaria prevede per il 2015 un azzeramento dei fondi per i contributi fitto casa e per gli assegni di merito

pubblicato il 03/02/2014 in Politica da Ignazio Angelo Pisanu
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Ignazio Angelo Pisanu

Ancora una batosta per la meritocrazia. Ancora una beffa per gli studenti. Ancora un duro colpo al diritto allo studio. La nuova finanziaria  nella Regione Sardegna ha previsto tagli ai contributi fitto casa e agli assegni di merito. La giunta regionale ha tagliato i contributi atti a sovvenzionare gli studenti fuori sede, che aiutano ragazzi e famiglie a pagare gli affitti delle case e premiano i più meritevoli. Per l’anno 2014 sono stati stanziati solo 3 milioni di euro, meno di un terzo dei fondi elargiti in passato.  Per il 2015 la finanziaria prevede addirittura un azzeramento dei fondi per fitto casa e assegni di merito. Le elezioni regionali incombono.

Che risposte danno i candidati? Per ora quasi nessuna. Come scoperto e messo in luce da Nicola Ibba con una lettera aperta non dovrebbero esserci più dubbi sull'effettività dei tagli. La lettera, avente lo scopo di tentare di intavolare un dibattito con la politica e i cittadini ha avuto tuttavia scarsa risonanza: in pochissimi hanno dato risposta.

(Si veda la pagina  https://www.facebook.com/notes/unica-duepuntozero/gli-studenti-di-unica-20-e-eureka-scrivono-ai-candidati-alle-elezioni-regionali/10152165361872250).

La reazione dei giovani universitari non si è fatta attendere e impazza sui social network. Non si chiedono solamente fondi ma politiche coerenti e proficue che aiutino un potenziamento dell’istruzione che premi la meritocrazia. Per quanto importante – anzi fondamentale – il sistema degli assegni di merito è ormai vecchio di dieci anni. È necessario renderlo veramente moderno, adattarlo alle esigenze della contemporaneità, migliorarlo in modo che sia veramente un mentore della democrazia. Tutti sono concordi nell’affermare che è solo valorizzando l’istruzione e l’alta formazione si può uscire da questa tremenda crisi ma nei fatti è proprio l’istruzione a subire i maggiori tagli. In questo modo si entra in un circolo vizioso. Così non va, è necessario porre un rimedio. Giovani sempre più sfiduciati ma non per questo arrendevoli aspettano una risposta dalla politica!

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