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Renzi al Lingotto apre la sua mozione congressuale

"Siamo felici di essere insieme qui a Torino per ripartire insieme per un'avventura straordinaria"

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Matteo Renzi apre ieri, al Lingotto a Torino, la sua mozione congressuale, con una nota di speranza "Dobbiamo ripartire dopo il brusco stop del referendum ma anche rispetto al post referendum. Sembra che qualcuno sogni di riportare indietro le lancette della storia. Ma noi abbiamo la responsabilità di fare tesoro degli errori, rilanciare sugli ideali e i contenuti e restituire una speranza al Paese".

La prima nota è nei confronti di Orlando e Emiliano, "a loro auguro buon lavoro e l'assicurazione che da parte nostra mai una polemica ad personam come quelle che abbiamo subito noi per settimane". Per poi buttarsi sulla speranza, sulla voglia di ricominciare, "Ripartiamo dai luoghi che hanno segnato la nostra storia e tradizione.  Il futuro - sottolinea Renzi - non va più di moda ma è la nostra sfida, la paura è l'arma elettorale degli altri. Qui Veltroni - ricorda l'ex premier - volle il primo atto del nuovo Pd ma noi non siamo in un luogo della nostalgia, non pensiamo che il collante possa essere la nostalgia. Siamo qui per rivendicare il domani riconoscendo che il diritto alla verità si conquista lottando, c'è una differenza tra essere eredi e essere reduci.  Vogliamo ricostruire un orizzonte di speranza concreto sennò il futuro appartiene solo a chi dice solo di no. Se non lo facciamo noi non lo faranno altri". 

Renzi rivendica l'azione del governo di riportare il primato alla politica, "La politica - spiega - deve essere capace di indicare una direzione, non dividersi tra correnti. La sfida non è il quotidiano nauseante ping pong di queste settimane e mesi che ha stancato anche gli addetti ai lavori e non ha senso." "Se il mondo ci propone Trump e Le Pen e noi discutiamo tra noi, ci stiamo perdendo il senso alto della politica."

Durante il suo discorso, Renzi ha annunciato la piattaforma web Bob: "Da domenica partirà la nostra piattaforma internet rinnovata si chiamerà Bob, come Bob Kennedy chi vorrà avrà una sua password e suo pin. I circoli devono essere più aperti ma non dobbiamo lasciare il web a chi fa business e soldi con gli ideali degli altri. Abbiamo bisogno di fare di più sulla formazione politica, evitare alcune improvvisazioni al potere." Ci sarà poi "una scuola nazionale che dura nove mesi per duecento persone, giovani, che si impegnano nella scuola pubblica. E se ci vogliono prendere in giro con 'Frattocchie 2.0' lo facciano. C'è bisogno di studiare"

 

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