Salvate il soldato Raggi

Il leader del Movimento 5 stelle si dimostra molto tollerante con la sindaca Raggi

pubblicato il 28/01/2017 in Politica da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Inchiesta in corso sul sindaco di Roma, scivoloni al parlamento europeo, fronda dei parlamentari,  per fare fronte alla crisi ecco un Beppe Grillo sempre più autoritario.

Ma veniamo alla vicenda Raggi. Le cose si complicano ancora per la prima cittadina di Roma, la molto contestata sindaca di Roma è immersa nell’affare dei fratelli Marra , in attesa di essere ascoltata dai pm anche per danno erariale. Raffaele Marra braccio destro della Raggi  soprannominato “Rasputin”e capo del personale è accusato di essersi fatto corrompere, in una precedente amministrazione da alcuni promotori immobiliari, il secondo Renato, è stato nominato dalla sindaca responsabile del settore turismo quando era capo dei vigili urbani e questa promozione ha suscitato l’attenzione della magistratura.

Raffaele ha usato il suo potere per far nominare suo fratello Renato che non aveva i requisiti richiesti , non solo, Virginia Raggi non lo avrebbe impedito ma avrebbe  mentito all’autorità comunale contro la corruzione  per proteggere Raffaele, affermando di aver deciso da sola la promozione di Renato.  La messa sotto accusa di  Virginia Raggi per abuso di potere era nell’aria da qualche settimana ma l’ipotesi di false dichiarazioni aggrava la sua posizione.
Certo con un occhio alla corruzione generalizzata che caratterizza le ultime amministrazioni romane , un inciucio tra fratelli sembra faccenda anodina ma per un movimento come i 5 stelle che è nato sulla stigmatizzazione della lotta ai corrotti i danni politici sono incalcolabili. Beppe Grillo  lo sa e tuttavia il primo gennaio ha abbandonato la linea di tolleranza zero contro i corrotti cambiando le regole internet del movimento, che obbligava tutti gli appartenenti al movimento sospettati di corruzione ad abbandonare il movimento.  Questa virata a 180 gradi è destinato naturalmente a salvare il soldato Raggi provocando un vento di rivolta tra i militanti e i parlamentari del movimento.
Un malcontento aggravato dalla mascherata del Parlamento europeo . Lo scorso 8 gennaio Beppe Grillo aveva annunciato il passaggio dei deputati europei M5S del gruppo antieuropeista di  Nigel Farage all'Alde, il gruppo più europeista dell’emiciclo di Strasburgo. Una rivolta dei deputati di quest’ultimo ha evitato questo avvicinamento, e i deputati pentastellati , che non erano stati neppure avvisati, sono stati costretti a   un pietoso ritorno a fianco di Nigel Farage.

Risultato : il movimento è ormai lacerato. Gli “storici” fedeli agli ideali iniziali del gruppo sono in guerra contro i “pragmatici”  disposti a concludere delle alleanze per arrivare al potere. Su 126 parlamentari  eletti nel  2013, 37 hanno abbandonato il movimento o sono stati  esclusi dai vertici.
Beppe Grillo e Davide Casaleggio, che decidono tutto all’interno del movimento  sono chiaramente “pragmatici”  e accusano la stampa di gettare benzina sul fuoco, propongono la creazione di una giuria popolare dare la caccia al "notizie false" e punire i colpevoli. Alessandro Battista, numero tre del movimento è ancora più esplicito  : « I giornalisti sono dei bastardi dobbiamo ammazzarli tutti. » Tutte le interviste dei responsabili del movimento devono essere autorizzate da un direttorio di tre persone che rispondono direttamente a Beppe Grillo, e i parlamentari che avevano firmato un codice di comportamento davanti a un notaio rischiano un ammento di 150mila euro se contravvengono.
Una curiosa deriva autoritaria per un partito che proponeva un nuovo modello di democrazia partecipativa di cui ciascuno doveva essere attore , parlamentari o semplici militanti, dove il parere di ognuno aveva lo stesso peso politico.
Beppe Grillo  ha inoltre espresso la sua ammirazione per gli uomini forti , ammettendo che la politica internazionale ha bisogno di uomini come Trump e Putin. Una nuova concessione al populismo.A dar man forte a Grillo ci sono gli italiani: un  sondaggio pubblicato martedì scorso dalla Repubblica rivela che il 79% degli italiani sperano nell’arrivo di un uomo forte al potere. 

Buona fortuna   a tutti coloro che  credono nella democrazia.

http://www.lalinearossa.it/politica/battista-aizza-la-folla-giornalisti-qualcuno-risponde-bastardi-li-ammazziamo/

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