Gentiloni forse domani al Quirinale con la lista dei ministri

Conferme per Padoan, Boschi e Madia: agli esteri potrebbe andare Fassino. Le opposizioni insorgono e annunciano manifestazioni di protesta

pubblicato il 11/12/2016 in Politica da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta
Il Presidente del Consiglio incaricato Gentiloni

“Fotocopia sfigata di Renzi”. O ancora: “Siamo passati dal Governo del burattino delle lobby al Governo del burattino del burattino delle lobby”. Caustici fino a sfiorare la cattiveria i commenti dei leader politici dei partiti di centrodestra nei confronti del Presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni, che forse già domani potrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva e consegnare nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la lista dei ministri del suo nuovo esecutivo. Il più duro, manco a dirlo, è il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che conferma una manifestazione per il 17 e il 18 dicembre prossimi e non usa molti francesismi per dare la sua versione sulla scelta del Capo dello Stato per il dopo Matteo Renzi. “Incredibile – tuona Salvini -. Domenica scorsa 32 milioni di italiani hanno votato per scegliere la loro Costituzione e la maggioranza ha bocciato Renzi. Oggi il Pd, Mattarella e Napolitano si inventano il quarto Premier non eletto da nessuno, la fotocopia sfigata e inutile di Renzi. Questi ci prendono per il c..o! Noi non ci arrendiamo, daremo battaglia a questa cricca. #votosubito”.

Sulla stessa linea anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che su Facebook rincara la dose: “Se il Pd pensa di trascinarci a fine legislatura con il quarto esecutivo non scelto dagli elettori, sappia che il 22 gennaio ci troverà in piazza con tutti gli italiani che ancora credono che la sovranità appartenga al popolo e rivendicano il loro diritto a votare e decidere”. Mentre Daniela Santanchè (Forza Italia) si augura che si arrivi prima possibile ad approvare una nuova legge elettorale e  poi si ritorni al voto perché “gli italiani hanno fame di democrazia” e Raffaele Fitto (Conservatori e Riformisti, promotore della Convenzione Blu) sottolinea che “proporre un governo Renzi senza Renzi, sia pure per interposto Gentiloni, è uno schiaffo agli elettori”, aggiungendo subito dopo che “sta al centrodestra credibile e rinnovato svegliarsi: e solo le primarie possono ridargli slancio”.

Intanto impazza il toto-ministri: il nuovo Governo nascerà in modo lampo per via dell’urgenza di affrontare alcune emergenze, prima fra tutte il caso Monte Paschi. Le indiscrezioni vorrebbero una serie di conferme come la titolare  delle Riforme Maria Elena Boschi, al quale lo stesso Renzi avrebbe chiesto di rimanere, e il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, con l'obiettivo di concludere i decreti attuativi della riforma della P.A. Inamovibile Piercarlo Padoan all’economia, la casella più importante da riempire però è proprio quella degli Esteri, posto ricoperto dallo stesso Gentiloni. In pole position ci sarebbe l’ex sindaco di Torino Piero Fassino ma starebbero salendo anche le quotazioni di Carlo Calenda, molto legato all’ex Premier, e di Elisabetta Belloni in una soluzione interna alla Farnesina dal momento che l’ambasciatrice è anche segretario generale del ministero degli Esteri.

Altre conferme riguarderebbero Dario Franceschini (Cultura), Maurizio Martina (Agricoltura), Andrea Orlando (Giustizia) e Roberta Pinotti (Difesa). In sella dovrebbero rimanere anche i tre ministri del Nuovo Centro Destra: Angelino Alfano (Interno), Beatrice Lorenzin (Sanità) ed Enrico Costa (Affari regionali ed autononie). In bilico infine Giuliano Poletti (Lavoro) e Stefania Giannini (Istruzione, nel frattempo passata da Scelta civica al Pd), che potrebbero essere sostituiti rispettivamente da Teresa Bellanova e Francesca Puglisi.

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