Paolo Gentiloni, un nobile fuggito da casa per dedicarsi alla politica

Chi è Paolo Gentiloni il nuovo premier dopo Matteo Renzi

pubblicato il 11/12/2016 in Politica
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Paolo Gentiloni è discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, Nobili di Filottrano (AN), di Cingoli (MC) e di Macerata[4], imparentati con Vincenzo Ottorino Gentiloni, noto per l'omonimo Patto che a inizio '900 segnò l'ingresso dei cattolici nella vita politica italiana.

Gentiloni frequenta un istituto montessoriano e riceve un'educazione cattolica (fa anche da catechista assieme ad Agnese Moro). Passato al liceo Tasso a Roma, partecipa ad una occupazione nel novembre 1970. A dicembre fugge di casa per partecipare ad una manifestazione a Milano. Entra quindi in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna, e dopo la confluenza di questo in Democrazia Proletaria Gentiloni rimane nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.
Nella sinistra extraparlamentare incontra i suoi amici Ermete Realacci e Chicco Testa.Grazie a quest'ultimo ottiene nel 1984 la direzione de La Nuova Ecologia. Dal 1990 è giornalista professionista. Durante gli otto anni di direzione del mensile di Legambiente si lega a Francesco Rutelli, di cui nel 1993, all'elezione a sindaco di Roma, diventa portavoce.
Candidato alle elezioni politiche del 2001, Gentiloni è stato eletto deputato nelle liste di Democrazia è Libertà - La Margherita, di cui è stato uno dei fondatori.

Nella XIV legislatura è stato membro della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della commissione sui servizi radiotelevisivi. Dal 2005 al 2006 ha inoltre presieduto la commissione di vigilanza Rai
Responsabile della comunicazione de La Margherita, ha organizzato e curato campagne elettorali per lo stesso partito. Alle consultazioni politiche del 2006 è nuovamente eletto alla Camera dei deputati, dove ricopre, dal 2006 al 2008, l'incarico di Ministro delle comunicazioni all'interno del governo Prodi II.
Tra i 45 membri del comitato promotore nazionale del Partito Democratico nel 2007, Gentiloni è stato poi nominato, nel 2009 presidente del forum Ict dello stesso partito dall'allora segretario Pier Luigi Bersani, in rappresentanza della mozione Franceschini.[15]
Ricandidato ed eletto deputato nella XVI legislatura, dal 2008 al 2013 è membro della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della commissione sui servizi radiotelevisivi.
Il 5 dicembre 2012 Gentiloni annuncia via Twitter la sua candidatura (sostenuto dai renziani) alle primarie del centrosinistra come sindaco di Roma. Alle votazioni per l'elezione del candidato sindaco si è poi classificato al terzo posto con una percentuale di consensi intorno al 15%, venendo preceduto da David Sassoli (27%) e da Ignazio Marino (55%).
Alle elezioni politiche del 2013 è nuovamente eletto deputato. Nella XVII legislatura ricopre anche gli incarichi di membro della III commissione (Affari esteri e comunitari), del Comitato permanente Africa e questioni globali e di presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell'unione interparlamentare.
Il 31 ottobre 2014 il premier Matteo Renzi lo sceglie come nuovo ministro degli affari esteri in sostituzione di Federica Mogherini appena nominata Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Il primo atto ufficiale del nuovo ministro è stato quello di contattare i due sottufficiali di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone coinvolti nella crisi diplomatica tra India e Italia. Sulla questione è poi tornato durante l'audizione davanti alle commissioni esteri di Camera e Senato affermando che assicurava una "rapida soluzione" della questione.

La prima missione ufficiale lo ha visto protagonista di un tour nelle più importanti capitali europee, quindi Berlino, Parigi e Madrid.
Durante un'intervista nel febbraio 2015 in merito alla crisi legata al gruppo terroristico islamista dello Stato Islamico ha dichiarato che «... se necessario, l'Italia sarà pronta a combattere in Libia contro l'Isis, perché il governo italiano non può accettare l'idea che ci sia solo una minaccia terroristica attiva alcuni ore di barca dall'Italia». Dallo Stato islamico è stato definito "Ministro degli Esteri dell'Italia crociata".

Nel marzo dello stesso anno si è recato in viaggio di stato prima in Messico e poi a Cuba dove ha incontrato il presidente Raúl Castro assicurando il sostegno dell'Italia nelle trattative per la fine dell'embargo con gli Stati Uniti.
Come ministro degli esteri Gentiloni ha avuto un ruolo importante nella crisi diplomatica tra Italia ed Egitto in seguito all'omicidio di Giulio Regeni culminata con il richiamo dell'ambasciatore italiano a Il Cairo.

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