Beni confiscati: Idv, proposta Libera-Cgil insufficiente

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 10/02/2016 in Politica da italia dei valori
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Beni confiscati: Idv, proposta Libera-Cgil insufficiente

“Le proposte d'innovazione normativa di Libera e Cgil sul sistema di gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata sono del tutto insufficienti e prevalentemente  ripiegate su una logica di acquisizione e gestione da parte delle associazioni. Sarebbe come curare il cancro con un'aspirina. Noi di Idv sollecitiamo un forte cambio di passo che sia davvero in grado innanzi tutto di sottrarre i beni mobili e immobili ai clan, che spesso continuano ad occuparli, eliminando l'applicabilità della legge fallimentare che ciò consente; e subito dopo di garantirne un reale e veloce riutilizzo per fini sociali sotto stretto controllo. Se ciò non fosse possibile, occorre nel più breve tempo passare all'opzione della loro vendita a costo certificato per permettere allo Stato di incassare prontamente risorse da reinvestire per tutti i cittadini”.

A dirlo è il segretario nazionale dell'Italia dei Valori Ignazio Messina, che ha ricordato i punti salienti della proposta di legge dell'Idv: "Istituzione dell'Albo dei beni sottratti alla criminalità con fini di conoscenza legale; il rafforzamento dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati; la consegna in tempi rapidi ad enti locali e associazioni, che ne facciano richiesta, soltanto dei beni congeniali alle loro attività; la vendita dei beni mobili e di quelli immobili non richiesti; un regime agile e certo di gestione delle migliaia di aziende confiscate. Punto imprescindibile: la trasparenza sulla gestione e la prevenzione di qualsiasi conflitto d’interesse”. Conclude Messina: "I senatori dell'IDV parteciperanno attivamente all'iter della legge onde consentirne una migliore stesura presentando emendamenti rispondenti alle finalità sopra indicate".

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