Foibe, il ricordo difficile

Mattarella: ristabilire la verità storica

pubblicato il 10/02/2016 da Daniele Del Casino in Attualità
Condividi su:
recupero cadaveri in una foiba

Centinaia di migliaia di persone sparite, spesso vive, all'interno delle aperture naturali verso caverne verticali profonde molte decine di metri, caratteristiche del territorio carsico e conosciute con il nome di foibe. Un nome che sarà sempre tristemente legato a quella pulizia etnica messa in atto contro gli italiani in Istria e Dalmazia tra il 1943 e il 1947.

Un nome che ritorna oggi, con la sofferta Giornata del ricordo, istituita nel 2005 per non dimenticare una pagina oscura e terribile della storia italiana, che ancora oggi pesa come un macigno sull'Italia ma anche nelle relazioni con i paesi coinvolti.

Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato l'appello per ristabilire la verità storica in questa giornata: La nostra identità di Paese democratico ed europeo non poteva accettare che pagine importanti delle sua storia fossero strappate, lasciando i nostri concittadini del confine orientale in una sorta di abbandono morale. Ristabilire la verità storica e coltivare la memoria sono frutto di un'opera tenace e preziosa – ha affermato -  che le associazioni degli esuli e le comunità giuliano-dalmate e istriane hanno contribuito a realizzare. La Giornata del Ricordo - continua - nel rinnovare la memoria delle tragedie e delle sofferenze patite dagli italiani nella provincia di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate, è occasione per dare vita a una storia condivisa, per rafforzare la coscienza del nostro popolo, per contribuire alla costruzione di una identità europea consapevole delle tragedie del passato. L'abisso della guerra mondiale e le aberrazioni dei sistemi totalitari sono ora alle nostre spalle, anche se quei segni non possono essere cancellati e deve sempre guidarci la consapevolezza che le conquiste di civiltà vanno continuamente attualizzate. Mattarella ha poi voluto sottolineare che ricordare non deve favorire il rancore, ma liberare sempre più la speranza di un mondo migliore.

Mentre anche il presidente del consiglio Matteo Renzi dal suo account twitter lascia parole sulla giornata - Ricordiamo sempre le vittime delle foibe e i nostri fratelli e sorelle che furono costretti a lasciare la loro terra #GiornodelRicordo – rimane una profonda delusione di come una pagina storica venga sì ricordata ma con minimi termini perché difficile – con molti responsabili mai perseguiti e ancora vivi – non solo per le brutali uccisioni ma anche per la cattiva coscienza alimentata negli anni contro di essa, con sfregi ai monumenti che la ricordano e manifestazioni collaterali contrarie.

Un'ignoranza che ancora non si estingue, nonostante il tempo.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con la tua mail

Video in evidenza