Politica di fine anno, ultimi lampi

Un altro espulso nel M5S

pubblicato il 30/12/2015 in Politica da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
L'ormai ex M5S Serenella Fucksia

Non si può certo parlare di un finale del 2015 in tono minore per la politica italiana.

Il Movimento Cinque Stelle il 28 dicembre ha decretato l’espulsione di un altro membro non allineato (in questo caso, dire dissidente sarebbe forse troppo): si tratta della senatrice Serenella Fucksia, che, rea di non aver restituito parte del suo stipendio come previsto dallo statuto grillino, è stata cacciata a “ furor di rete” con oltre il 92% dei voti Internet favorevoli alla sua estromissione (circa 24.000 sì).  Al voto epurativo, informa il blog di Grillo, hanno partecipato 26630 iscritti certificati. Di essi, solo il 4,7% si è espresso in direzione di un salvataggio della senatrice marchigiana (si tratta di 1963 voti). Dal momento della cacciata la Fucksia ha un mese di tempo per ricorrere al comitato di appello.

Nel modus operandi grillino ormai è cosa nota, si fa così: basta un minimo deragliamento per trovarsi fuori dal movimento. Rispetto alle linee d’azione del resto del suo gruppo, però, la Fucksia aveva dato segnali di insofferenza già da un po’: almeno dallo scorso febbraio, da quando cioè, in disaccordo coisuoi colleghi, aveva votato  contro l'autorizzazione a procedere per istigazione al razzismo nei confronti di Roberto Calderoli, che aveva chiamato “orango” il  ministro per l'integrazione del governo Letta, l’italo-congolese Cécile Kyenge.

Ed a poche ore dal discorso per il nuovo anno del presidente della Repubblica (il primo di Sergio Mattarella in tale carica), anche Renzi, con le sue dichiarazioni di fine dicembre, si proietta già nel nuovo anno.

Nel corso dell’ultima conferenza-stampa del suo secondo anno di governo, infatti, il premier ha detto chiaramente che, se il referendum chiamato a legittimare la riforma della Costituzione sarà bocciato dai cittadini, la sua politica “potrà dirsi fallita” e la sua esperienza di governo conclusa. La consultazione dovrà svolgersi, con tutta probabilità, ad ottobre del 2016; qualche mese prima ci saranno già state le elezioni amministrative in molte importanti città d’Italia.

Come si ricorderà, fu proprio l’esito negativo di altre amministrative (in quel caso, però, si trattava di regionali) a determinare la decisione di gettare la spugna da parte di un altro “subentrato illustre” a Palazzo Chigi, e cioè Massimo D’Alema (parliamo di più di quindici anni fa). Non è detto che la storia debba ripetersi, naturalmente, ma si può immaginare quanto, in caso di risultato non positivo per il centro-sinistra, potrebbero aumentare le pressioni delle forze di opposizione volte eventualmente a sollecitare le dimissioni dell’esecutivo.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password