Al Nuovo Pignone le telecamere di Petrolio raccontano la quarta rivoluzione industriale

Il programma d’inchiesta di Rai1 fa tappa a Firenze nell’azienda simbolo della città

pubblicato il 12/10/2016 in Musica e spettacolo da Luciano Mazziotta
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Luciano Mazziotta

La chiamano “(R)evolution 4.0” ed è già alle porte.  E’ la quarta rivoluzione industriale, destinata a cambiare l’impresa dei prossimi anni, dove macchine intelligenti e interconnesse lavoreranno gomito a gomito con gli operai (e in tantissimi casi lo stanno già facendo), in un nuovo modello produttivo basato su ricerca, innovazione e digitalizzazione dei processi. Proprio per capire a che punto siamo in Italia, quali saranno le conseguenze sul mondo del lavoro e soprattutto se le imprese sono pronte ad affrontare questa sfida sulla quale il Governo scommette ben 13 miliardi di euro le telecamere di Petrolio, programma d’inchiesta di Rai1 condotto da Duilio Giammaria con la collaborazione della sua squadra di validissimi inviati sul campo, giovedì 13 ottobre (ore 23.20) compiranno  un viaggio lungo la Penisola in cui si scoprirà che ad esempio a Firenze l’operaio 4.0 è già al lavoro, a Novara si fabbricano motori aerei con le stampanti 3D, ai piedi dell’Etna, nella Silicon Valley siciliana, si fornisce tecnologia alle imprese innovative e che alcune di esse hanno eliminato le gerarchie interne.

Proprio a Firenze le telecamere entreranno nella storica fonderia della Nuovo Pignone le cui turbine sono tra le più richieste al mondo. Una fabbrica da sempre nel cuore e nel Dna dei fiorentini che durante la crisi dei primi anni Cinquanta, a fronte della ventilata chiusura da parte del colosso Snia Viscosa proprietario all’epoca dello stabilimento e del licenziamento dei suoi 1.700 dipendenti, diede origine a una mobilitazione senza precedenti che coinvolse tutta la città e in prima persona il sindaco Giorgio La Pira. La Pira fece fortissime pressioni sul mondo politico e sulla Chiesa di allora per salvare la fabbrica riuscendo infine a convincere il presidente dell’Eni Enrico Mattei a rilevarla. Così nel 1954 l’azienda cambiò nome e proprietà.

Oggi, dopo la privatizzazione del 1994, è la capofila della divisione Oil & Gas della multinazionale General Electric, continua a mietere successi in tutto il mondo, il suo fatturato è in crescita ed è una delle poche realtà ad assumere personale nonostante la crisi economica. Alla Nuovo Pignone si innova senza tregua: a partire dalla fase di progettazione eseguita con l’utilizzo di tecnologie di realtà virtuale fino al controllo, full time e a distanza, sulle turbine installate a migliaia di chilometri grazie ad una tecnologia che consente di prevedere il momento di rottura e di intervenire preventivamente. A chiudere il cerchio operai ad altissima specializzazione, giovani e laureati. Una sfida dunque la “(R)evolution 4.0” in cui non si può rischiare di rimanere indietro come spiegherà in un’intervista successiva il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.
 

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