Fabio Silvestri - “I sentieri silenti della semplicità”
Fabio Silvestri presenta un romanzo ambientato nella Rimini di metà Ottocento, tra cospirazioni liberali e l’ombra lunga dello Stato Pontificio. Mentre il destino di un giovane contadino analfabeta si intreccia con gli ideali risorgimentali e con i fermenti rivoluzionari, il rinvenimento di un antico diario, seppellito secoli prima, gli permette di conoscere una storia d’amore e di guerra contestualizzata nella prima metà del Quattrocento, che contribuirà inaspettatamente a cambiare il corso della sua esistenza.
Genere: Narrativa storica
Pagine: 598
Prezzo: 25,00 €
Codice ISBN: 979-1222780740
«Di tutto il frastuono e il tumulto degli anni vissuti, sempre in campo e a combattere con la vita, sembra non restare nulla lungo i sentieri silenti della semplicità. Piccole strade impolverate, mischiate all’erba dei prati e al suono soave del silenzio, dove finalmente il cuore trova riposo e l’anima si dà pace»
“I sentieri silenti della semplicità” di Fabio Silvestri è un’appassionante opera di narrativa storica, in cui si racconta una vicenda ambientata in Romagna tra il 1843 e il 1870, rievocando i tumultuosi anni delle guerre d’indipendenza che condussero all’unificazione d’Italia. In parallelo, viene narrata una storia incentrata sull’audace condottiero quattrocentesco e Signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta, e sul suo fedele capitano degli arcieri, Gian Francesco degli Aliberti.
Pietro Salvemini ha appena quattordici anni quando decide di lasciare la famiglia e il suo paese di campagna, per impiegarsi come manovale a Rimini; la routine massacrante del lavoro, la povertà e l’analfabetismo sembrano segnare il suo fato, finché un giorno, scavando nel terreno fangoso del cantiere, il ragazzo trova un piccolo scrigno. Al suo interno si cela un misterioso libricino in pergamena, vergato in una lingua che non sa decifrare; per scoprire il contenuto del manoscritto, Pietro decide di imparare a leggere, dandosi così delle possibilità fino a quel momento impensabili. Un’altra svolta importante nella sua esistenza avviene grazie all’incontro con Carmine Bellotti, un venticinquenne colto e carismatico, profondamente coinvolto nelle trame clandestine dei liberali e dei mazziniani.
Rimini, in quel periodo, è attraversata da gravi tensioni politiche e da ambiziosi sogni di libertà: il destino dei singoli personaggi si intreccia con quello di un Paese che sta cercando di nascere sotto un’unica bandiera, e che invece si ritrova spaccato tra chi vuole mantenere lo status quo, e chi aspira invece all’affrancamento dalla dominazione straniera e dal potere temporale della Chiesa. In questo contesto in continua trasformazione, Pietro e Carmine consolidano la loro amicizia dopo un inizio burrascoso, si separano e si ricongiungono, provano l’esperienza umiliante del carcere, si innamorano di donne forse irraggiungibili, si arruolano nell’esercito di Garibaldi o si impegnano per la causa compiendo azioni sovversive, sempre pronti a pagare fino in fondo le conseguenze del loro coraggio e dei loro ideali.
“I sentieri silenti della semplicità” è un’opera intensa e suggestiva, in cui si dipinge un affresco umano e storico di ampio respiro; personaggi provenienti da mondi diversi – operai, religiosi, nobili illuminati e cospiratori – contribuiscono, ognuno con i propri mezzi, a portare avanti una rivoluzione che cambierà per sempre il volto dell’Italia, dimostrando come i grandi cambiamenti della Storia passino spesso attraverso le gesta di uomini e donne comuni.
SINOSSI DELL’OPERA. Rimini, 1843. Durante gli scavi per la costruzione del nuovo teatro, il giovane Pietro Salvemini rinviene un cofanetto con al suo interno un manoscritto. Solamente dopo aver imparato a leggere e a scrivere, scopre che si tratta del diario di un soldato di Sigismondo Malatesta. Nel frattempo l'Italia insorge nell'infuocato cammino verso l'unificazione, e Pietro, da giovane garzone analfabeta che proviene dalle montagne, intraprende il suo percorso di vita accompagnato dai racconti del manoscritto di Cecco degli Aliberti. Intrecci politici, sconfitte, giochi di potere e di amore guidano il destino di milioni di giovani italiani, che trovano nella bandiera del Risorgimento il coraggio di affrontare la vita e diventare veri uomini.
BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Fabio Silvestri (Rimini, 1982) pubblica nel 2012 il suo primo romanzo, “La primavera di Kreschatyk”, una travolgente storia d’amore tra l’Unione Sovietica degli anni ’80 e la Francia dei giorni nostri. La passione per la Storia lo porta a scrivere altri quattro romanzi: “Sulle rive dello Zambesi” (2017), che ci trasporta nei misteri dell’Africa meridionale, “L’ultimo sarto di Persia” (2019), che rievoca i giorni caldi della rivoluzione islamica in Iran, “Novembre in Karabakh” (2022), che propone l’attuale guerra tra Armenia ed Azerbaijan, e “O retrato de Isabela” (2024), in cui si narra un avvincente viaggio sulle tracce di un famoso dipinto. Nel 2025 pubblica “I sentieri silenti della semplicità”, un romanzo che riporta alla luce le bellezze rinascimentali della città di Rimini, mescolate alle vicissitudini dell’Unità d’Italia.

