Maria Luisa Mosele - “Un padre bugiardo”
Maria Luisa Mosele presenta un toccante romanzo famigliare in cui si esplorano i conflitti generazionali nell’Italia degli anni Settanta e Ottanta, quando le aspirazioni di libertà delle giovani donne si scontravano con una società ancora rigidamente patriarcale. L’autrice racconta di un ritorno forzato alle origini, che riapre ferite mai rimarginate: tra memorie del passato, ricerca della propria identità e segreti inconfessabili, una delicata storia sul peso delle scelte e sull’alto costo del silenzio.
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Riflessi
Genere: Romanzo famigliare
Pagine: 216
Prezzo: 17,00 €
Codice ISBN: 979-1255273578
«Come in un romanzo, la saga della mia famiglia si dispiega in un’affascinante narrazione che mi cattura. E il tempo si arrotola su sé stesso e precipita in un passato che diventa il nostro presente»
“Un padre bugiardo” di Maria Luisa Mosele racconta la storia di una famiglia spostandosi tra il 1985 (il presente diegetico, restituito con la prospettiva in prima persona della protagonista dell’opera Sofia Sartori), e un passato più o meno recente che ci porta a conoscere i segreti, le omissioni e i dolori dei suoi genitori. L’autrice narra di un drammatico ma necessario ritorno a casa, che svela delle verità a lungo taciute e che permetterà alla giovane protagonista di riconnettersi con le proprie origini.
In questo emozionante romanzo, il passato irrompe nel presente con tutta la sua forza irrisolta: la vicenda prende avvio da una telefonata improvvisa, che annuncia alla protagonista la morte dei suoi genitori in un incidente stradale. Questo evento segna l’inizio di un viaggio che è allo stesso tempo fisico – verso il paese in cui era cresciuta, e che aveva abbandonato anni prima a causa delle incomprensioni con un padre molto autoritario – ma soprattutto interiore: Sofia, infatti, avrà finalmente il coraggio di affrontare l’enigma della figura paterna e, di riflesso, anche quelle parti di sé che aveva soffocato per paura di soffrire.
Attraverso un’alternanza di diversi piani temporali, Maria Luisa Mosele delinea il percorso di maturazione della protagonista: dalla ribellione giovanile alla fuga da casa, passando per il coronamento delle proprie ambizioni e fino al ritorno inevitabile dopo dieci anni di assenza, quando il passato esige di essere compreso, perdonato e accettato. L’autrice affronta tematiche cruciali come i conflitti generazionali, la ricerca di libertà, il bisogno di riconciliazione e il peso dei non detti, mettendo a nudo la complessità delle dinamiche famigliari e il loro impatto sulla costruzione dell’identità individuale.
Tra verità storica e finzione narrativa, tra le contestazioni studentesche di fine anni Settanta e gli echi del secondo conflitto mondiale, “Un padre bugiardo” parla di scelte difficili, di silenzi testardi e di memorie che ritornano, ricordandoci come il passato continui a vivere dentro di noi e a influenzarci nel profondo, anche quando crediamo di averlo sepolto per sempre.
SINOSSI DELL’OPERA. Nell’estate del 1985, una telefonata sconvolge la vita di Sofia: i suoi genitori sono morti in un tragico incidente stradale. Costretta a tornare a Cerrina Monferrato, il paese che aveva lasciato anni prima per sfuggire all’autoritarismo del padre Adelio, si ritrova a dover affrontare non solo il dolore della perdita, ma anche i fantasmi di un passato mai risolto. Tra le mura della casa paterna, Sofia scopre documenti misteriosi, versamenti segreti a una donna di nome Bice e lettere nascoste che rivelano una verità inaspettata sulla sua famiglia. Ma chi è davvero Bice? Perché Adelio, marinaio di guerra dal carattere inflessibile, nascondeva così gelosamente quei pagamenti? E soprattutto, riuscirà Sofia a perdonare un padre che forse l’ha amata più di quanto lei abbia mai immaginato? La ricerca della verità la condurrà verso una scoperta che cambierà per sempre il suo modo di vedere la famiglia e sé stessa.

