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Massimo Lugli presenta il romanzo giallo “La Gang delle tre B. Il romanzo della Banda dei marsigliesi”

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Massimo Lugli - “La Gang delle tre B. Il romanzo della Banda dei marsigliesi”

 

Il giornalista e scrittore Massimo Lugli presenta un avvincente romanzo ricco di colpi di scena, ambientato nella Roma degli anni Settanta; una storia di crimini efferati e di disperato amore fraterno, narrata con il talento insuperabile dell’autore che, nei suoi libri, riesce a coniugare abilmente finzione e cronaca nera. Tra rapine, sequestri, destini spezzati e giovani cronisti alle prese con la verità dei fatti, si ricostruisce l’ascesa e il declino della Banda dei marsigliesi in un racconto corale intriso di ambizioni, violenze, paure, errori e scelte irreversibili. 

 

Casa editrice: Newton Compton editori 

Collana: Nuova Narrativa Newton

Genere: Romanzo giallo

Pagine: 288

Prezzo: 12,90 €

Codice ISBN: 979-1224201489

 

«Sono due gocce d’acqua, fatti con lo stampino, se non fosse per i quasi dieci anni di differenza potrebbero essere gemelli. Anche per questo, in borgata gli hanno appioppato quei soprannomi che li appaiavano fin da ragazzini. I fratelli all’inizio ci sformavano un po’, ma poi ci si sono abituati e adesso si chiamano così anche tra di loro. Molti vicini non conoscono nemmeno i loro veri nomi. Del resto, chi ha qualcosa da ridire sul papero sfigato e il topo investigatore?» 

 

“La Gang delle tre B. Il romanzo della Banda dei marsigliesi” di Massimo Lugli si apre su un prologo che attira subito l’attenzione del lettore, mettendo in scena l’interessante dialogo tra due giornalisti: uno navigato e un po' burbero, Ugo Mannoni, e l’altro invece alle prime armi e che lo venera come un idolo, la cui identità verrà svelata nell’epilogo. La conversazione verte sull’arresto per furto di un tale Aldo Salustri, conosciuto come Paperino, a cui il giovane deve dedicare un articolo; chiede quindi a Mannoni delle informazioni su una storia tremenda che ha coinvolto il malvivente anni prima – «uno di quei fattacci che hanno sconvolto Roma» – ed è così che inizia il racconto. 

Ci troviamo nella Capitale nel 1973: Paperino, ventisei anni, sta insegnando l’arte del furto di automobili al suo amato fratellino diciassettenne, Gianni, conosciuto come Topolino. Il ragazzo adora suo fratello maggiore, e sogna di diventare un criminale astuto e tutto d’un pezzo come lui; questa ambizione, però, lo condurrà verso scelte ardite e pericolose.  

Mentre Paperino deve tenere a bada le intemperanze di Topolino, Roma viene colonizzata dalla Banda dei marsigliesi: uomini spietati, i cui capi – Matteo Bernardini, Paul Battiglieri e Jean Burattier, le tre B – agiscono al motto di «Vivere in fretta, morire giovani e avere un bel cadavere». La mala romana subisce un duro colpo: i marsigliesi prediligono azioni eclatanti e sanguinose; inoltre, vogliono comandare su tutti e prendersi la piazza dello spaccio e dei sequestri. Chi non è con loro è contro di loro, e il prezzo da pagare per l’ostilità o il tradimento è la morte, somministrata nel peggiore dei modi. 

Paperino sa cosa rischia, ma non può tirarsi indietro quando viene coinvolto, suo malgrado, nell’organizzazione di un grosso colpo dei marsigliesi ai danni delle Poste. La sua unica speranza è che Topolino stia lontano da loro, e che non condivida il suo destino infame. Ma il mondo in cui vive, purtroppo, è bastardo, è corrompente, è marcio fino al midollo.

Massimo Lugli imbastisce una trama brutale e dal ritmo forsennato, in cui si intreccia la drammatica storia dei due fratelli con quella dei feroci marsigliesi, di un tenace dirigente della sezione omicidi della squadra mobile, di un giovane poliziotto in procinto di diventare padre e di una serie di personaggi chiaroscurali dipinti con maestria, rendendoli vividi e realistici anche grazie alla spavalda parlata romanesca. “La Gang delle tre B” è un giallo denso di atmosfere tese, ambientato in luoghi tetri e sporchi ma anche poetici nella loro ruvidezza. Un intrigante viaggio in uno dei capitoli più inquieti della criminalità romana, condotto da una voce storica della cronaca nera italiana.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Roma, inizio anni Settanta. La criminalità sta cambiando velocemente. Dalla Francia è arrivata una gang di spietati assassini che vuole importare in Italia due business tanto pericolosi quanto redditizi: rapimenti ed eroina. Gli uomini della mala locale sono davanti a un bivio: chi si oppone viene assassinato, chi china la testa viene arruolato. Sono anni di sangue e di sparatorie. La polizia fatica a tenere testa ai nuovi arrivati, il cui modus operandi aggressivo stravolgerà per sempre gli equilibri della malavita, nella Capitale come nel resto d’Italia. In mezzo a questo turbine, vari personaggi si avvicendano. Un giovane cronista curioso; un poliziotto di turno nel giorno sbagliato; un sequestro di persona che si trasforma in un’incredibile storia d’amore; due fratelli di borgata dai buffi soprannomi di Topolino e Paperino, che cercano di cogliere l’occasione per fare il salto di qualità e rischiano invece di farsi stritolare da un meccanismo spietato.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Massimo Lugli (Roma, 1955) si è occupato per quarant’anni di cronaca nera come inviato speciale de la Repubblica. Tra le sue opere, tutte pubblicate da Newton Compton editori, si ricordano: “L’istinto del Lupo” (2008 - finalista al Premio Strega), “Nel mondo di mezzo. Il romanzo di mafia capitale” (2016), “Stazione omicidi” (2016), “Il giallo Pasolini” (2019), “L’ultimo guerriero” (2021), “Il giallo del nano della stazione” (2022), “La banda dell'Arancia Meccanica” (2025) e “La Gang delle tre B. Il romanzo della Banda dei marsigliesi” (2026). Con Antonio Del Greco pubblica, sempre per Newton Compton editori, “Città a mano armata” (2017), “Il Canaro della Magliana” (2018), “Quelli cattivi” (2019), “Il giallo di via Poma” (2020), “Inferno Capitale” (2020), “La ragazza del Vaticano. Che fine ha fatto Emanuela?” (2024) e “Quei bravi ragazzi del Circeo” (2025), mentre con Andrea Frediani ha scritto “Lo chiamavano Gladiatore” (2018).

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