Giuseppe Di Giorgio, il regista dalle origini siciliane a Pavia sul set de: La Scelta Impossibile

A tu per tu con Di Giorgio, un'intervista a "cuore aperto"

pubblicato il 13/10/2015 in Interviste da Concita Occhipinti
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Concita Occhipinti

Hai scelto "tappe" importanti per segnare il tuo "tempo"... Cerda, Volterra, Pavia...Cosa ti lega alla tua città d'origine e cosa a quelle che saranno parte integrante del tuo film...

Di tappe ne ho fatte tantissime, Roma, Bologna, Firenze, Parma, Milano e tante altre città e in ognuna di loro ho costruito un legame, piccolo o grande che sia. Invece a Cerda mi lega un po' tutto, molte le cose negative, ma non posso ricordare in bene l'infanzia, gli amici, l'odore dei carciofi appena raccolti, i campi e le strade dove giocavo, l'appartenenza all'aria che respiri, il sentirsi veramente a casa in tutti i sensi e soprattutto la storia della mia famiglia, in particolar modo la vita dei miei genitori fatta di enormi stenti e sacrifici. La loro ascesa al successo, attraverso l'arte fotografica è rimasta viva nel cuore di tutti coloro che li hanno conosciuti personalmente e che ancora oggi li ricordano guardando le foto da loro scattate in occasioni di matrimoni, battesimi e comunioni. Mio padre era un uomo speciale, una bellezza particolare, alcuni lo chiamavano "Sandokan", un grande lavoratore, trascorreva notti intere a stampare nella camera oscura perché voleva essere puntuale, anzi, voleva anticipare i tempi della consegna del servizio fotografico. È stato un esempio per la generazione dei fotografi di allora, purtroppo dopo la morte di mio fratello Giuseppe, avvenuta nel 78' proprio all'interno del nostro studio fotografico di Cerda, si è ammalato e la mia successiva e miracolosa nascita nel 79' non fu sufficiente per aiutarlo a guarire.

Mia madre era una grande donna, nonostante le disgrazie e un grave incidente stradale ( è rimasta in coma 17 giorni), ha avuto la forza e la fede per rialzarsi ed affrontare la vita, riuscendo a portare avanti da sola più di una famiglia. Senza presunzione posso dire che, Enrico Di Giorgio e Pina Albanese, assieme sono stati l'icona dell'arte fotografica degli anni 60/70/80 e di questo sono molto orgoglioso e fiero ed averli visti lavorare entrambi, anche se in situazioni totalmente diverse, con tanta professionalità, amore, dedizione e passione, mi ha lasciato un grande messaggio di vita. Credimi quelli erano gli anni in cui si poteva parlare di arte fotografica, oggi non è più così, foto tutte in digitale e troppi ritocchi al computer, il vero fotografo invece dev'essere in grado di cogliere l'attimo al naturale, mio padre e mia madre si basavano su questo ed erano anche in grado di crearlo quel magico momento. Vedi, questo principalmente e ciò che mi lega in positivo al mio paese natio, ho un legame molto forte pensando a questi ricordi indelebili, il resto che ho vissuto mi rattrista ed io voglio guardare avanti, molto avanti e in positivo. Per quanto riguarda le città che sono state e che faranno parte integrante del film, la cui storia si svolge interamente a Pavia, (Pisa, Volterra, Montecatini, Treviglio e Milano), posso dire che, oltre a piacermi come regioni e luoghi caratteristici, mi hanno fatto vivere emozioni intense e quest'ultime le ho volute fortemente trasmettere ai miei attori per dare vita ai miei due film.

Punti molto sulla realtà, raccontaci la "tua realtà"...

Si, punto tutto sulla realtà con la speranza che non si fermi soltanto al film. All'interno della pellicola ci sono messaggi importanti che desidero trasmettere perché rispecchiano ciò che sono nella vita di tutti i giorni, tre sono fondamentali: Il primo è "L'amore", un sentimento così grandioso in grado di salvare tutto e tutti, e risolvere ogni tipo di problema, bisogna assolutamente nutrirsi d'amore. Poi c'è "La fede in Dio", ti da sicurezza, pace interiore, ti fa accettare cose che mai potresti se non avessi fede, ti porta con se e gestisce la tua anima rendendola più buona. Assieme all'amore rappresentano il nostro pasto quotidiano. Infine "l'apertura allo straniero", questa scelta ti offre la possibilità di accogliere un bisognoso, un tuo fratello, lo straniero non è soltanto colui che proviene da un'altra nazione, ma chiunque necessiti di essere assistito umanamente e spiritualmente. Vivere questi tre sentimenti non è da poco credimi.

Che valore dai alla tua infanzia e quanto è importante ricordarla ora, da adulto?

La mia infanzia ha segnato la mia esistenza, ha costruito il mio carattere, ha creato in me barriere che ho dovuto e che continuo ad abbattere tutt'oggi. Il dolore, la malinconia, la tristezza, l'amore, la speranza, tutte cose che aimè ho dovuto rielaborare nel tempo e non è stato affatto facile. Ho sempre cercato amore, serenità, famiglia, ma non ho mai avuto la gioia di viverla intensamente, i veri momenti di famiglia forse sono stati quelli dei dolori, le mie sorelle via di casa da giovani, mio padre sempre ricoverato in psichiatria, mia madre via di casa per lavoro, io allo sbando per tanti anni, momenti tragici, infiniti, ma sempre con la speranza in Dio, un'infanzia lunga, travagliata, ho bruciato la mia crescita naturale ed è stato un grande disagio, oggi lo è ancora di più perché sono padre di due ragazzi e devo educarli tenendoli lontano da quelle mie sofferenze, il mio obiettivo principale è questo poi viene tutto tutto il resto, non posso e non devo piangermi addosso, si è vero mi è mancata la base che tutti i bambini dovrebbero avere, quella base solida sulla quale poter costruire il proprio futuro e quello dei propri figli, ma adesso sono cresciuto e tutto ciò mi ha responsabilizzato ulteriormente, e grazie a Dio, pur avendo vissuto un'infanzia non felice, oggi posso dire che per ognuno di noi ha il suo valore umano e penso che ricordarla è un dovere ma anche un bene perché ci permette di migliorare molti aspetti della nostra vita, ci mette sempre nelle condizioni migliori per pensare, agire o prendere una decisione importante. Almeno per me è così.

Umanamente, riusciresti a far comprendere ai tuoi lettori quanto ami il tuo lavoro e perchè?

Questo mestiere così difficile e pieno di insidie è tutta la mia vita. Sin da piccolo, ho sempre desiderato trasmettere arte, in tutte le sue forme. Mi ha sempre aiutato ad alleviare dolori e tristezze, ha tirato fuori il meglio di me, ha svuotato il mio corpo da tutti quei sentimenti e pensieri negativi lasciando la mia anima libera. Lo spettacolo rappresenta una forma di vita infinita, mi ha permesso di lasciare sempre un segno positivo e un momento di riflessione a tutti e non soltanto artisticamente parlando, ma anche umanamente. Per me è stato un grande sostegno, di base lo amo per questo.

Cosa farai da grande?

Innanzitutto vorrei diventare grande in tutti i sensi: un grande uomo come mio padre, un grande genitore, un grande marito, un grande artista, un grande lavoratore, un grande credente, la cosa alla quale tengo di più in assoluto è sentirmi dire sei una persona onesta, un brav'uomo, un genitore attento, un lavoratore onesto, un vero amico sul quale potersi affidare, questo per me significa diventare ed essere grande.

I luoghi scelti per le riprese danno effetto alla storia che vuoi raccontare?

Ovviamente i luoghi scelti per le riprese danno effetto alla storia che voglio raccontare. Innanzitutto sono luoghi che appartengono alla mia crescita umana e spirituale, alle amicizie create nel tempo e a persone speciali che hanno creduto in me e nei miei progetti. È meraviglioso costruire un film attorno a luoghi che ti hanno emozionato nella vita e che adesso continuano a farlo all'interno del tuo film permettendoti di riportare la quotidianità sul grande schermo cercando di trasmettere allo spettatore le stesse sensazioni provate attraverso l'interpretazione degli attori e gli scenari sullo sfondo. Diciamo che posso definirlo un vero effetto "Speciale".

Il messaggio è che anche in una città così tranquilla e a misura d'uomo, come Pavia, possono verificarsi fatti leciti o illeciti, storie d'amore e di malavita. È facile parlare di malavita della città che porta la nomea, ma non lo è altrettanto in una città semplice è piccola come Pavia. Tutto il mondo è paese, lasciamo da parte i pregiudizi, guardiamo verso un futuro migliore, un pensiero positivo e pieno d'energia può darci la giusta carica per iniziare almeno a provare a portare un messaggio vincente a questa nostra società così mal ridotta e direi fortemente condizionata.

Un cast scelto da te, in che maniera? Quale emozione hai provato durante la scelta degli interpreti?

La ricerca degli artisti è nata in maniera molto semplice in quanto devi obbligatoriamente alzare il livello qualitativo del film se passi dal no budget al low budget. Ho avuto la fortuna di creare un cast sia tecnico che artistico di grande livello. Tutti scelti con estrema convinzione perchè in ognuno di loro ho cercato e fortunatamente trovato i classici punti cardine che penso debba avere un vero professionista: Preparazione, Passione, Amore, Professionalità e tanta voglia di mettersi in gioco. Una ricerca a tutto spiano: su indicazione, su nomi già noti, su amicizie, su collaborazioni passate, sui social, attraverso le foto, insomma un po' tutto. Con alcuni di loro è stato veramente emozionante e particolare come con Cesare Biondolillo, mio compaesano che non vedevo da più di 20 anni ed avevo solo ricordi di partite di pallone e tornei di calcetto, oppure con Marco Di Stefano: lui mi aveva diretto a Pisa nel 2013 nel mediometraggio dal titolo "Sunrise Train" ed avevo partecipato a qualche suo laboratorio di teatro e cinema ma tengo a precisare che oltre a questo ci lega una sincera amicizia e una profonda stima che sta crescendo nel tempo ed avere un attore del suo talento e con la sua grandissima esperienza non può che farmi onore, tra l'altro le musiche sia del primo che del secondo film sono composte da suo fratello Antonio Ferdinando

Invece Manuela Malaga, una bravissima attrice di teatro, l'ho conosciuta in un'occasione particolare: "Dopo aver fatto un laboratorio teatrale presso il Teatro Fraschini di Pavia, mi venne segnalato lo Spazio In Scena Veritas dove lei insegna teatro ai giovani. Andai li per eventuali future collaborazioni artistiche ed incontrai proprio Manuela: entrammo subito in sintonia e capii che avevo di fronte una grande professionista. Tra noi è nata un bella amicizia e dopo averla scelta per il ruolo di Roberta, mia moglie nel film, non ho potuto fare altro che constatare la sua bravura e la sua grande naturalezza che mette nel recitare. Poi Lorenzo Marangon, persona adorabile, lo avevo notato ai casting a Milano e dopo averlo rivisto dopo un po' di tempo gli ho comunicato che dovevo girare un film ed avevo pensato a lui perché mi era rimasto impresso il suo sguardo dolce e sensibile da bravo ragazzo e sono molto felice che abbia accettato subito la mia proposta. Lorenzo nel film è coprotagonista, sul set ha stupito tutti con la sua bravura, un grande attore veramente. Nathalie invece l'ho conosciuta quest'estate in occasione dell'evento Expo Madonie 2015 organizzato dalla G&G Glamour di Cerda del mio caro amico Gianpaolo Guida.

A prima vista mi sembrava la classica vip della situazione, in poche parole "esisto solo io", poi appena abbiamo scambiato le prime parole è venuta fuori una grande donna e artista, socievole, solare, dolce, una persona affascinante, alla mano, molto umile e sensibile. È nata in me subito l'idea di sceglierla per il film e non ho perso un attimo nel proporle la parte. A volte le persone si nascondono dietro atteggiamenti difensivi per non farsi ulteriormente del male e l'impressione che danno è completamente l'opposto della realtà. Nathalie ha sofferto molto, ha un percorso di vita molto travagliato e in certi aspetti mi somiglia molto. Questi sono solo quattro nomi, ma se entriamo nella pagina ufficiale Facebook del film "La Scelta Impossibile" troviamo un cast tecnico ed artistico che rappresenta per me una nuova famiglia.

La Scelta Impossibile ti vede anche attore protagonista, che ruolo interpreti?

Sono Ivan Coletta, un ex malavitoso che decide di collaboratore con la giustizia. Una scelta di vita, quella giusta, che cambia radicalmente il mio aspetto psicologico. Un ruolo di fondamentale importanza perché mette in primo piano la fragilità dell'uomo e del criminale allo stesso tempo trasmettendo allo spettatore il bene e il male attraverso varie situazioni portandolo ad una lunga ed intensa riflessione con un'unica via d'uscita: Il bene. Sono convinto che mettersi a nudo di fronte alla propria anima serve a tutti perché ci fa scoprire quei lati oscuri che mai avremmo potuto vedere. Solo così la nostra vita e quella di chi circonda potrà illuminarsi di speranza e di amore, mettendo definitivamente da parte la parola "Impossibile".

A che punto sei con il film e quali le prossime location?

Siamo a metà dell'opera ed assieme al regista Samuele Dalò e allo sceneggiatore Roberto Attolini abbiamo pianificato le prossime location che ospiteranno il set: Mercoledì 28 Ottobre saremo a Pavia, nell'arco della giornata, tra le vie del centro storico, una chiesa e la rosticceria siciliana "Made In Sicily 2" di Marco Caminita, in via Tasso 32. Nel tardo pomeriggio ci trasferiremo a Treviglio dove la sera ci sarà in scena anche Nathalie Caldonazzo: gireremo allo "Sweet Time Cafè" del Gruppo Omar, in via Bergamo 4, e in un appartamento del centro città. Invece Lunedì 2 Novembre saremo nuovamente in scena a Pavia con Nathalie Caldonazzo: gireremo presso la "Winterass" assicurazioni e investimenti, di Gian Marco Bianchi in via Franchi 7, poi saremo al "Grimm Bar" risto-pub, di Finizio Enzo e Filardi Giovanna in viale Indipendenza 34. E per finire saremo tra le vie del centro storico e in Piazza della Vittoria.

Giuseppe Di Giorgio, sei autore,produttore,direttore artistico e attore protagonista in questo sequel, stai facendo altro a livello artistico? E dopo "La Scelta Impossibile" hai altri progetti?

Ti confermo questi ruoli ma ne ho altri e non solo artistici, il mio tempo non si ferma mai, spero di riuscire a mantenere questi ritmi fossennati. Attualmente oltre al film 'La Scelta Impossibile', sono impegnato in un videoclip musicale diretto dal regista Samuele Dalò che mi ha scelto per interpretare il ruolo di un produttore discografico. I cantanti sono giovani e belli ed hanno una voce strepitosa, il ragazzo, un rapper, si chiama Marco Golo in arte Rumbest, la ragazza invece è Nicol Manenti e canta generi soul, pop e jazz. Poi assieme ai comici Pasqualino Conti e Renato Sarti stiamo valutando la possibilità di fare un film tratto da un loro spettacolo di successo. Poi oltre al film tratto dal libro del mio amico neurochirurgo, c'è in programma una bellissima biografia del grande Carlo Boatti, il Re del vino, assieme a sua figlia Laura stiamo valutando come sviluppare la storia dell'Azienda di famiglia, a Torricella Verzate (Pavia), nata nel lontano 1893. Naturalmente il cast tecnico ed artistico di base esiste già è sono tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo meraviglioso viaggio, ma la porta rimane sempre aperta per tutti coloro che hanno quei punti cardine di cui ti parlavo all'inizio dell'intervista.

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