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Gabriele Pignotta, autore attore e regista di successo

Per Pignotta fare l'artista non è un lavoro ma un modo di essere, e lo dimostra sia quando si trova sotto le luci dei riflettori che fuori.

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Autore attore regista, ecco chi è Gabriele Pignotta, un artista a tutto tondo! Ciò che fa riscuote un enorme successo, sia in teatro televisione o cinema. Pignotta scrive, dirige e interpreta con una innata facilità le sue opere, ognuna delle quali ha un riscontro positivo sul pubblico e sulla critica, tanto da permettere lui, di ricevere premi e riconoscimenti.  Il regista ha riscosso un enorme successo con il suo cortometraggio girato per Rai Cinema e Doppia Difesa Onlus, per sensibilizzare le persone sulla violenza contro le donne. Poco divismo c’è in Gabriele considerando che per lui fare l’artista non è un lavoro, ma il suo modo di essere, e questo lo dimostra sia quando si trova sotto le luci dei riflettori, sia attraverso i rapporti che crea con il pubblico. Disponibile ad avvicinarsi ai fans, senza però apprezzare chi cerca il divo e non la persona. Parla ai suoi ammiratori relazionandosi attraverso il social, abbattendo così le barriere che separano la star dal pubblico. Pignotta ha accettato di essere intervistato, rispondendo alle domande a lui poste. Durante l’intervista è emerso che oltre ad essere un grande artista, è una persona estremamente cordiale disponibile, e con un suo spiccato senso ironico!

Vincitore del festival di Castrocaro come volto nuovo, che ricordo hai di quel periodo?
Ho un bel ricordo, anche perché è stata la prima esperienza televisiva importante, da lì poi, sono partiti una serie di contatti che mi hanno portato a lavorare in televisione per qualche anno. Diciamo che mi ha fatto capire che i numeri in qualche modo vi erano.

Quanti sacrifici hai dovuto fare per affermarti nel mondo del cinema e del teatro?
Tantissimi, sono dei sacrifici che ho fatto e che continuo a fare. Faccio un lavoro abnorme di grandissima e totale dedizione verso questo mestiere. E’ una strada molto lunga soprattutto se non hai un percorso già spianato.

Affermi che fare l’artista non è il tuo lavoro, ma il tuo modo di essere. Ci spieghi cosa intendi ?
Intendo che fare l’artista nasce da una necessità e non da un’ambizione, questa sostanzialmente è la differenza. Nel mio caso la mia arte di recitare nasce da una necessità, e ho trovato un contesto, dove mi esprimo come persona. Il mestiere, invece, è una cosa che uno sceglie e spesso può essere soltanto una parte della tua personalità.

Autore attore e regista in quale ruolo ti senti più a tuo agio?
Per me non c’è differenza, lo faccio con la faccia con la penna o con la testa quando dirigo. Io fondamentalmente faccio le mie cose, scriverle e dirigerle mi sembra una cosa obbligatoria, nel senso che, non riuscirei a far dirigere una cosa che ho scritto, a un altro, anche se può capitare su commissione. Scriverla vuol dire anche immaginarla, e immaginarla vuol dire rappresentarla e metterla in scena come è stata pensata.

Tu nasci come autore?
Non nasco come autore puro ma come attore, successivamente sviluppo la necessità di raccontare cose mie, come dico io.

Quanto è importante l’umiltà nel tuo lavoro?
Non attribuisco al mio lavoro una posizione di superiorità. Nel caso in cui tengo le distanze, è perché alcuni invece della persona cercano il divo. In linea di massima comunque finché posso, preferisco interagire con il pubblico e se ho la possibilità, rispondo con piacere sulla mia pagina facebook.

Al teatro Ghione di Roma“ Se tutto va male divento famoso”, si è dimostrato un successone. C’è stato un duro lavoro per ottenere questo risultato?
Dietro questo successo c’è tanto lavoro e tantissima dedizione. Sono contento perché ne sono l’artefice, nel senso che le mie opere le scrivo e le dirigo, e in teatro le produco.

“Se tutto va male divento famoso” sarà in scena al Cine Teatro Michelangelo a Modena?
Sì dal 9 all’11 Dicembre, con Fabio Avaro, Cristina Vaccaro e Siddhartha Prestinari.

Hai dimenticato qualcuno?
Strizza l’occhio e sorride, Gabriele Pignotta!

Hai collaborato alla stesura della sceneggiatura del film di Carlo Verdone “Sotto una buona stella”, ci parli di questa esperienza?
E’ stata un’esperienza fantastica, anche perché Verdone è un grande artista, quindi aver avuto la possibilità di stare a stretto contatto con lui è stata una bella esperienza. Ho imparato tanto.

“Sotto una buona stella” ha avuto un grande riconoscimento?
Sì il 3 dicembre andiamo a ritirare il biglietto d’oro perché abbiamo vinto il premio come migliore incasso.

Ti abbiamo visto debuttare come regista nella commedia “Ti sposo ma non troppo”, con Vanessa Incontrada, Chiara Francini e Fabio Avaro. Ci parli di questa esperienza da regista?
Come tutte le prime esperienze hanno il fascino e il limite della prima volta. Anche nell’amore la prima volta non la scordi mai, ma poi dopo anni dici “cavolo come ero impacciato”! Il bello, è il sogno realizzato, il fatto di realizzare il coronamento di un percorso, e poi da lì si parte per dire “da qui si può solo migliorare”! E meglio di così non avrei potuto farlo questo film, potrò fare meglio il prossimo, anche perché se ti senti che hai imparato tutto, sbagli.

Hai una preferenza per le commedie sentimentali?
Se me lo chiedevi fino a qualche mese fa, ti avrei detto di sì. Adesso diciamo i miei gusti si stanno ampliando. Adoro il rapporto romantico tra uomo e donna, romantico e ironico. A me, quella dimensione tra uomo e donna quando vivono i primi passi dell’amore con un sorriso con un’atmosfera di ironia ma di grande romanticismo fatta di piccole cose, mi piace molto. Sto iniziando a pensare al prossimo film, e voglio trattare con ironia temi forti, come ho fatto nel cortometraggio “Un’altra storia”.

Nel cortometraggio “Un’altra storia” tu sei autore e regista per l’Organizzazione Doppia Difesa Onlus?
E’ stato un corto che mi è stato commissionato da Rai Cinema e dall’Organizzazione Doppia Difesa Onlus di Michelle Hunziker e dell’avvocato Giulia Bongiorno. Hanno ritenuto che io potessi avere le qualità e i numeri per sdrammatizzare un tema così importante, e trasformarlo in qualcosa di dolce e romantico, quindi dovevo riuscire a dare un messaggio di positività. Sono soddisfatto del risultato ottenuto.

Ci parli del cast che ha partecipato al video?
E’ stato un onore lavorare con loro, perché sono tutti attori che stimo. Questo mestiere ti da l’opportunità di incontrare delle persone piacevoli.

Ci dici una cosa che riguarda Claudia Gerini?
Claudia padroneggia molto la commedia, infatti, il suo episodio “ Le scarpe nuove”, è quello che sembra il più drammatico mentre, invece, si rivela molto simpatico. Ha una grande personalità, molto simpatica.

Qualcosa su ksenia Rappoport?
La Rappaport è un’attrice russa che fa teatro. E’ una donna molto attenta molto profonda, ha anche la sua dose di simpatia, ma basta lo sguardo per capire quanta sostanza c’è in lei.

Come è Alessandra Mastronardi?
Alessandra è la più giovane, una ragazza acqua e sapone.

Fabio Troiano?
Fabio ha questa cifra comica spiccata, con questa faccia particolare.

Adriano Giannini?
Adriano è più intenso, un grande attore!

Giorgio Pasotti?
Pasotti diciamo è una via di mezzo fra Troiano e Giannini, perché ha sia questa cifra di commedia che questa intensità, proprio perché ha spaziato da film drammatici a commedie.

All’interno del video vi sono tre storie. Ci spieghi la scelta di articolarlo in questo modo?
Servivano tre spot per la Campagna Nazionale sulle reti televisive, spot da trenta secondi ed è venuta questa idea. Spiazziamo lo spettatore perché sembra una situazione di violenza e, invece, si tratta di una situazione romantica. A Michelle sono piaciute tantissimo, e piaciuto tanto il primo “l’anniversario”, e quindi ha detto, “Vai su questa strada” e li è venuto il secondo quello del calcetto e poi quello delle scarpe. Ho preso i tre punti di debolezza delle donne.  L’anniversario perché ci tenete, il fatto di trascurarle per giocare a calcetto, e le scarpe che diciamo, è il vero modo per comprarvi.

Il corto è appena uscito e sta avendo un riscontro pazzesco, sei soddisfatto?
Sì perché spero sia utile per sensibilizzare le persone verso questo argomento.

Come è Gabriele quando si spengono le luci dei riflettori?
C’è poca differenza. Forse nella vita privata ci sono anche dei momenti di malinconia che cerco di non raccontare, perché facendo commedia, preferisco mettere il mio lato positivo. Però, non è escluso che in futuro possa anche dare sfogo a questa dimensione inquieta che ho, sì perché più che malinconia, è inquietudine. Del resto l’artista si nutre d’inquietudine, è un po’ il terreno, dove va a pescare.

Per Gabriele amare è?
Dipende, se intendiamo amare in senso ampio anche li è una necessità, cioè è una spinta primordiale che da senso alla nostra vita. Ti dico il vero faccio un po’ di fatica a risponderti perché sono single da un po’ di anni, quindi non è semplice, soprattutto per chi come me vive in senso universale, cioè la donna da amare senza freni senza vincoli senza paure e senza schemi.  Facendo il mestiere che faccio, mi aspetto l’amore quello totalizzante, e non è tanto semplice trovarlo nella vita, quindi essendo un po’ idealista faccio fatica a metterlo in un contesto quotidiano reale. Quindi amare, è complicato!

Un consiglio ai giovani che si vogliono affacciare nel mondo del cinema o del teatro?
Non seguite la vanità. La maggior parte dei ragazzi si avvicina a questo mestiere perché vuole diventare famoso e importante, e dimostrare così al suo essere famoso e importante che conta qualcosa, ma questi sono i valori negativi che la nostra società sta producendo. Se invece i giovani che vogliono fare questo mestiere hanno una reale passione per l’arte e un talento che si esprime attraverso il cinema e il teatro, e sono disposti a farlo anche senza essere necessariamente famosi, allora, solo in questo caso posso consigliar loro di intraprendere questa strada lunga e faticosa.

Gabriele vuoi dare il link per poterti seguire?
www.gabrielepignotta.com e per chi vuole può seguirmi su fb sulla mia pagina ufficiale Gabriele Pignotta Artista.

Simpatia cordialità e professionalità, un connubio perfetto!

 

 

 

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