Psicoterapeuta autore blogger e responsabile scientifico della collana psicologia dell’editore Ebookecm. Parliamo del dottor Enrico Maria Secci. Il dottor Secci ha messo su un progetto culturale tutto suo creando un Blog di psicologia e psicoterapia, Blog Therapy, dove le persone possano orientarsi sul web, informarsi sul mondo della psicologia e della psicoterapia, anche se lo specialista tende a precisare che il web non può in alcun modo sostituire il confronto diretto tra paziente e psicologo.
Dottor Secci lei è uno psicoterapeuta, esattamente di cosa si occupa?
Sono uno psicoterapeuta a tempo pieno, un formatore a contratto, un autore e blogger part-time e una persona appassionata di sentimenti e di empatia a tempo indeterminato. Lavoro da tanti anni in più settori della psicologia: psicoterapia individuale e di coppia, conduzione di gruppi dinamici, formazione aziendale sulla leadership, sulla comunicazione efficace e sul problem-solving, insegno tecniche di terapia strategica nella Scuola di Psicoterapia strategica integrata Scupsis di Roma e collaboro come responsabile scientifico alla collana psicologia dell'editore Ebookecm (www.ebookecm.it), un portale innovativo, unico in Italia, specializzato in ebook nel campo medico e psicologico rivolti all'aggiornamento professionale certificato dal Ministero della Salute.
Alle sue spalle lei ha anche diverse pubblicazioni, ci dice a quale è più legato e per quale motivo?
Sono al settimo libro, "I Narcisisti perversi e le unioni impossibili - Sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi", in uscita a ottobre. È quello a cui sono più legato. Anch'io, forse, soffro della sindrome d'autore per cui l'ultimo libro é sempre il migliore! Si tratta di un saggio su quello che accade quando ci si innamora di un narcisista o una narcisista patologici e su come riuscire a "salvarsi" dal vortice di queste storie. Ho fiducia che andrà bene, perché approfondisce contenuti molto apprezzati sul blog. Ma sono anche affezionato al mio manuale di psicoterapia strategica "Le Tattiche del Cambiamento", che, tra varie edizioni, è in vendita dal 2005 e ha ottenuto ottimi riscontri, anche nella recente versione ebook (2012). Stessa cosa per "La comunicazione strategica nelle professioni sanitarie", scritto con Carlo Duò, il best-seller di Ebook-ecm da tre anni. E poi, i due libri di aforismi, "Aforismi e metafore per cambiare" (2011) e "Aforismi Terapeutici" (2013), che sono i miei libri più "intimi", continuano a darmi molta soddisfazione. Infine, "Gli uomini amano poco - Amore, coppia, dipendenza" (2013), è il lavoro che non smette di sorprendermi, perché tante persone dopo averlo letto mi hanno scritto per ringraziarmi, perché si sono sentite aiutate. E questo mi riempie di gioia. Per uno che fa il mio lavoro è una grande soddisfazione.
Dottor Secci, oltre all’attività clinica privata per la cura dell’ansia, depressioni e altri disturbi, lei ha deciso di aprire un Blog che sta riscuotendo un enorme successo, il Blog Therapy, ci vuol dire di cosa si tratta e qual è il segreto di un tale successo?
Blog Therapy è un progetto culturale, gratuito, aperto e libero. Ho fondato il blog motivato dal bisogno di combattere lo stereotipo diffuso che rappresenta, erroneamente, noi psicologi e psicoterapeuti come ectoplasmi oracolari, gente astratta e distante dalla realtà, professionisti costosi e irraggiungibili. Cerco di comunicare come posso la normalità della psicologia e della psicoterapia, di sottrarla a dogmi e stigmi che ancora oggi colpiscono le professioni di area psicologica ma, soprattutto, che danneggiano chi potrebbe trarre beneficio da una consulenza o da una psicoterapia in un momento difficile della propria vita. Con Blog Therapy ho scoperto che diffondere la cultura del benessere psicologico non solo è possibile ma incontra un bisogno profondo delle persone nella società, intercetta una domanda sempre più consapevole e crescente. Il riscontro, in termini di visite, di email e di messaggi cresce di anno in anno. Per dire, un post sul blog o sulla pagina Facebook può raggiunge sino a 40000 persone nell'arco di uno o due giorni. Dicevo, uno dei motivi dei risultati di Blog Therapy é che ha captato la necessità sociale di parlare di psicologia e salute mentale, e di farlo col linguaggio del blog in tempi in cui in Italia progetti di questo tipo erano praticamente inesistenti. Oltre a questo, penso che il blog funzioni anche perché é vario, aggiornato e dinamico. Spero che si avverta l'impegno e l'autenticità che ci metto come persona, prima ancora che come professionista. Mi sforzo di affrontare tematiche forti e impegnative in modo fruibile e, sino ad oggi, questa scelta è servita.
Quali i temi più trattati su Blog Therapy?
Il blog non segue una linea editoriale ma decido il tema da trattare basandomi sulle richieste che arrivano via email o Facebook, oppure partendo da fatti di cronaca che hanno come sfondo disturbi psicologici o relazionali. Per esempio, ho scritto di femminicidio, delle conseguenze psicologiche della disoccupazione e di stalking. Ma, naturalmente, ho parlato anche di argomenti positivi come la psicologia dell'ottimismo, dei dinamismi della coppia felice e dell'empatia. Spesso scrivo anche di libri che mi hanno colpito e che possono aiutare i lettori a sentirsi e a comprendersi meglio. Poi ci sono i temi che un blog di psicologia non può non trattare: la terapia dell'ansia e degli attacchi di panico, dei disturbi alimentari e della depressione. È importante che le persone sappiano che esistono strumenti, tecniche e metodologie che possono, realisticamente e in tempi brevi, risolvere problemi complessi, problemi che, se non compresi e trascurati nell'illusione si risolvano da sé, potrebbero aggravarsi e perturbare silenziosamente il corso della loro vita.
Fanno ricorso al suo Blog più gli uomini o le donne?
A giudicare da chi firma i commenti e manda email, direi che le donne sono in maggioranza schiacciante, ma non ho dati numerici precisi perché il contatore registra la singola visita in forma anonima. Però ho un'indicazione dalla neo-nata pagina Facebook che, ovviamente si chiama Blog Therapy, dove oltre l'80% dei sostenitori attivi sono di sesso femminile, sul totale degli attuali 3378 "mi piace”. Questa prevalenza di donne, secondo me, non è significativa, indica solo che le donne sono più attive, non si vergognano ad avere una pagina di psicologia e psicoterapia tra i propri link preferiti o a condividere la propria esperienza sulla bacheca commenti. Sono certo che le visite maschili su Blog Therapy siano tantissime, ma gli uomini tendono a esporsi di meno sui temi delle emozioni e della psiche. Ciò non vuol dire che siano meno interessati o sensibili delle donne. Per esempio, guardando al lato non virtuale del mio lavoro, le percentuali di maschi e di femmine nel mio Studio è quasi equivalente.
Perché ha deciso di mettersi al servizio del Web?
La verità è che mi è successo per caso. Avevo voglia di capire come funzionasse un blog e non mi sarei mai aspettato che sarebbe diventato uno strumento così importante e una parte integrante del mio lavoro di psicoterapeuta. Solo qualche mese dopo aver iniziato ho capito, grazie alle tante richieste di approfondimento e alle visite in costante aumento, che quello che stavo facendo era utile e rispondeva, seppure in piccola parte, al bisogno di tante persone di avvicinarsi alla psicologia e alla psicoterapia per affrontare senza troppi timori quelle questioni della mente e della vita di relazione che a volte si complicano e possono richiedere un aiuto professionale.
Secondo la sua esperienza quali sono le dipendenze e i disturbi più diffusi?
Volendo fare una piccola classifica, le richieste d'aiuto più frequenti sono per ansia e attacchi di panico; al secondo posto la depressione e al terzo problemi relazionali. Oggi si parla molto di dipendenza affettiva e questo aiuta le persone a chiedere aiuto perché iniziano a riconoscere che una relazione distruttiva, violenta, conflittuale, disperata è più vicina alle categorie del sintomo e della psicopatologia che a quelle del sentimento e dell'amore.
Tutto ruota intorno al virtuale, secondo lei perché le persone preferiscono avere un sostegno psicologico e dei consigli dal web?
Me lo spiego con l'agilità e l'accessibilità della Rete e col fatto che il web permette alle persone di avvicinarsi allo psicologo o alla psicoterapia con gradualità, senza esporsi personalmente. Ma questo può non essere sempre positivo, perché la psicologia e la psicoterapia non possono essere sostituite dall'incontro virtuale, nemmeno a livello di una prima consulenza. Per questo, io non svolgo consulenze online, né gratuite né a pagamento e spiego il più possibile che il lavoro con un terapeuta è basato sulla relazione interpersonale ed è all'interno di questa relazione che possiamo parlare autenticamente di effetto terapeutico.
Vuole dare ai lettori il link del Blog Therapy?
Il link è il seguente, www.enricomariasecci.blog.tiscali.it
La figura dello psicoterapeuta sta prendendo sempre più piede e questo si può osservare dal fatto che le persone cercano un sostegno psicologico anche e soprattutto dal web. Considerando che la materia in questione è importante e non è da sottovalutare bisogna diffidare di coloro che si improvvisano specialisti pur non avendo le qualifiche richieste. Ecco perché lo stesso dottor Enrico Secci consiglia ai lettori di verificare, prima di rivolgersi a un terapeuta se questo è iscritto all’Albo Nazionale degli Psicologi tramite una ricerca sul sito dell’Ordine, all’indirizzo www.psy.it Attenzione quindi a dove e a chi vi rivolgete, sul web non tutti sono quello che dicono di essere!
