L'ospite di oggi, cari lettori, è Pietro De Silva un regista, commediografo e un attore italiano fra i più brillanti e prolifici!
La sua carriera, che si è sempre divisa tra piccolo e grande schermo, inizia nel 1983 con la partecipazione al film Sing sing. Seguono ruoli più o meno importanti, fino alla svolta: Roberto Benigni lo sceglie nel capolavoro La vita è bella, nel quale De Silva interpreta un detenuto nel campo di concentramento, Bartolomeo.
Dopo qualche anno è Sergio Castellitto a volerlo nel drammatico Non ti muovere, tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mazzantini. Nel frattempo gira fiction tv di successo come Don Matteo, Boris, Il capo dei capi, Il giovane Montalbano.
Nel 2011 appare nella commedia Nessuno mi può giudicare, al fianco della protagonista Paola Cortellesi, mentre l'anno successivo è nel cast del drammatico Henry, diretto da Alessandro Piva e di Una domenica notte di Giuseppe Marco Albano. Nel 2015 partecipa al film di Gianluca Maria Tavarelli Una storia sbagliata e a quello di Emanuela Piovano L'età d'oro.
Intanto scopriamo insieme chi è veramente Pietro, anche nella vita "reale"!
Attore e regista teatrale, ma …nella vita “reale” lontana dall’occhio della telecamera chi è veramente Pietro De Silva?
Definirmi o auto definirmi non è facilissimo, perché ogni anno io cambio, non mi piace mai essere me stesso, il grande Eduardo De Filippo disse: " gli esami non finiscono mai" affermazione assolutamente straordinaria , non amo prefiggrmi traguardi, perché per me ogni traguardo è l'inizio di un nuovo percorso che porta ad un successivo traguardo . Non c'è mai un punto di arrivo per me. Se proprio dovessi darmi una definizione ,potrei dire che sono un incosciente, appassionato spasmodico della vita di tutti i giorni, e soprattutto distante anni luce dalla vita del teatro. Per me la professione dell'attore è connaturata con le esperienze fatte ,una volta lasciate alle spalle mi immergo nella vita reale , la vita di tutti i giorni . Non ama la polvere del palcoscenico . amò l'aria pura e le distese infinite. Prima di ogni spettacolo teatrale ,prima di entrare in scena ,apro la finestra del mio camerino e respiro inebriandomi ,l'aria della sera,solo così dò il meglio di me stesso.
Il tuo cavallo di battaglia?
Teatralmente parlando, io non ho dei veri e propri cavalli di battaglia, ho scritto tantissimi monologhi per moltissimi interpreti , ma nella mia attività artistica preferisco rapportarmi con gli altri attori , Nei primissimi anni della mia carriera avevo due brani a cui ero molto affezionato ed erano "A' livella" di Totò e "l'uomo dal fiore in bocca" di Pirandello che presentavo ai provini per i teatri stabili, in un certo senso mi portarono fortuna perché riuscivo a superare le audizioni e venivo scritturato per delle lunghe tournée , sono più attratto da performance estemporanea ironiche e grottesche , il monologo in sè mi piace da spettatore o da scrittore, sicuramente non da interprete, poi rifuggo sempre dall'immagine dell'attore dimostrativo ,io penso che l'attore deve comunicare emozioni e non compiacersi quando recita, per cui la testimonianza migliore di te stesso da lasciare al pubblico è la tua opera che sia teatrale o cinematografica, lo standing up comedian è una pratica molto distante da me, oltretutto preferisco lasciarla fare ad altri.
Una coppia consolidata ne: Beata Ignoranza, Gassmann e Giallini, Pietro De Silva in quale ruolo lo ritroveremo?
Il mio ruolo è quello di Ulderico un cinquantenne un po' deluso dalla vita che ripercorre col pensiero la sua frenetica attività politica degli anni 70, anche lui si rifugia nei social network e scarica a volte sul web tutte le sue frustrazioni e la sua inadeguatezza esistenziale , un prototipo classico di uomo alla ricerca di se stesso sempre attanagliato dal disagio nel rapporto con gli altri
Capricorno: testardo, caparbio e sincero, ti rappresentano queste caratteristiche del segno?
Caparbio ahimè non molto, forse mi avrebbe aiutato di più nella vita esserlo. Sicuramente testardo e sincero. di una sincerità devastante, poi più si va avanti negli anni e più si sente impellente la necessità di dire tutto ciò che si pensa ,anche con le conseguenze che ne derivano. Però questa sincerità che mi è connaturata da sempre ,mi dà un senso di appagamento che mi rende straordinariamente felice , Sono comunque dell'idea che la sincerità va soppesata e va filtrata anche dall'ironia ,cosa che grazie a Dio è connaturata con la mia personalità da sempre , insomma mi considero un uomo follemente incosciente e gioiosamente creativo
Prossimo progetto?
Sto per debuttare al teatro Marconi di Roma con la terza ripresa di "Aspettando Godot" di Samuel Beckett per la regia di Claudio Boccaccini uno degli spettacoli ai quali sono più affezionato. Poi ho una mia regia a marzo per uno spettacolo che debutterà al teatro Lo Spazio di Roma incentrato sulle G8 di Genova, un paio di cortometraggi come attore e infine un film d'aprile dal titolo "La banda Grossi " per la regia di Claudio Ripalti incentrata sull' epopea del brigantaggio ,immediatamente dopo l'unificazione d'Italia nel 1861

