Oltre la retorica c'è la realtà

Come l'irrazionalità dei 5 stelle indebolisce il Presidente

pubblicato il 18/04/2020 in Economia da Aldo Graziano
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Aldo Graziano

Venerdì 17 aprile, la Lega si è opposta alla mozione del Parlamento Europeo che appoggiava, in maniera non vincolante, l'indirizzo dell'Eurogruppo verso misure volte a contrastare gli effetti economici della pandemia: un Recovery Fund finanziato tramite allargamento del bilancio EU e l'emissione di Titoli comuni basata su quest'ultimo e l’utilizzo del MES con presunta condizionalità limitata alle spese sanitarie, che poi sempre di titolli comuni si tratta. il voto del Carroccio non fa una piega, ma il vero problema è la posizione del M5S.

Torniamo a scuola

Tolta la disquisizione sul nome, un titolo di debito comune viene emesso sulla base di una capacità di reddito e/o patrimonio, questo vale per chiunque: cittadino, paese o azienda. E' intuitivo quindi comprendere come vi siano due alternative per l’UE:

1) modello MES - crei un fondo comune con risorse fisse e a capacità di indebitamento limitata a tali risorse;

2) modello Recovery Fund - cedi parte del tuo potere impositivo creando un flusso di finanziamenti (unione fiscale o quasi) per aumentare il bilancio comunitario, con capacità di indebitamento proporzionale alla quota di potere impositivo ceduta.

Che sia chiaro, non esiste un altro modo politicamente percorribile:

1) nessun creditore sano di mente presterebbe senza avere a fronte del credito una garanzia, reddito o patrimonio che sia;

2) nessun co-debitore permetterebbe che il denaro raccolto congiuntamente venga speso senza che vi siano decisioni collettive su come spendere il denaro stesso. 

Altrettanto semplice capire, quindi, come non vi sia la possibilità di emettere strumenti di questo tipo senza la tanto odiata condizionalità, quale che sia la formula giuridica, tecnica o etimologica che le si voglia dare. E quindi? Arriva la Troika, si salvi chi può! Non è detto.

Anche la condizionalità può acquisire diverse connotazioni a seconda del momento e della situazione economica in cui si trova chi beneficia del credito:

1) se sei sull'orlo della bancarotta a causa dei fondamentali deboli, politiche improduttive, spendi oltre le tue possibilità e male e per farlo trucchi anche i bilanci (modello Grecia), è abbastanza ovvio che il potere contrattuale e le conseguenti condizioni di chi garantisce per te (modello EFSM/MES rigido) sia altissimo. qualcuno aggiungerebbe "e meno male";

2) se non te la cavavi benissimo a causa di scelte precedenti, cerchi da anni di riprenderti, anche se con continue ricadute sugli errori del passato, ma la mazzata finale te la prendi da una causa esterna su cui non puoi avere controllo (modello Italia col covid19), è possibile che il co-debitore acconsenta a presti transitori senza condizionalità particolarmente rigide, ma comunque con vincolo di destinazione (modello MES flessibile). Sento già gli ultras: allora il Two Pack? allora i Trattati? Io il testo del Consiglio Europeo non l'ho ancora letto;

3) se sei nella situazione di cui sopra, ma a questa si aggiunge che anche gli altri eventuali co-debitori sono nei guai (modello UE col covid19), anche se gran parte di essi molto meno di te, consapevolezza politica e visione del futuro potrebbero portare, non solo alla condivisione del debito, ma anche a scelte collegiali, prese da un organo politico comune (modello Recovery Fund gestito dalla Commissione?). In questo caso si potrebbe parlare di condizionalità politica alla pari, ovvero in proporzione alla quota di UE che si rappresenta in termini di PIL e di Popolazione nel contesto UE (dipende dal modello decisionale).

Detto ciò, si può essere a favore o contro la mutualizzazione del debito (quale che sia la sua forma tecnica), si può essere a favore o meno della cessione di parte della sovranità nazionale e quindi dell'accoglimento del principio di condizionalità, ma non si può essere a favore della mutualizzazione e contro la cessione di sovranità. 

 

Dalla teoria alla politica

Abbiamo un Presidente del Consiglio che tratta al Consiglio Europeo per ottenere titoli di debito comune al fine di finanziare un fondo di ricostruzione europeo e che per ottenerli dichiara di aver ceduo terreno sul MES, pur non volendone usufruire. I motivi principali sono:

1) lo scorporo dal calcolo del deficit e del debito delle risorse destinate alla ripresa post-pandemica per evitare una crisi del debito futura;

2) il reperimento di tali risorse sul mercato ad un tasso più vantaggioso di un'emissione nazionale, seppur non così rilevante come si pensa;

3) nel non detto, ma è solo una mia opinione, cova la possibilità che sarebbe molto più facile politicamente proporre una sterilizzazione di titoli di debito comune piuttosto che per titoli di debito nazionali (monetizzazione?!?!?!?!?! No, l'ho detto, scusate mi è scappato).

Il voto della Lega non fa una piega, nonostante le critiche infatti, non si capisce perché:

1) nel merito - un partito che ha fatto della sua avversione a qualsiasi cessione di sovranità nazionale un cavallo di battaglia e che, anzi, chiede un ritorno ad un’unione di tipo commerciale e non politica e monetaria, dovrebbe favorire uno strumento che va esattamente nella direzione opposta;

2) in termini di strategia politico-elettorale (mi dispiace per gli illusi dalla responsabilità nazionale "volemose bene"), avrebbe dovuto appoggiare una risoluzione che esprime tendenzialmente la posizione di un Governo al quale si oppone.

FI e FdI non ne parliamo neanche. Cercare un filo conduttore coerente nella loro politica verso l'EU è missione persa in partenza, ma almeno non fanno parte della maggioranza.

il PD, che ha votato a favore, è criticabile se non si condivide il concetto di cessione di sovranità nazionale verso l'UE e di indirizzo verso gli Stati Uniti d'Europa, ma è anch'esso perfettamente coerente con la sua visione di Europa.

il M5S è pura follia. In patria appoggia il presidente del Consiglio, facendo parte della maggioranza che lo sostiene, e sullo scenario europeo lo azzoppa, votando contro (10 astenuti, 3 contrari e 1 assente) una mozione non vincolante in cui c'è scritto pressappoco quello che lo stesso Conte tenta di ottenere dal Consiglio EU. E qual è il motivo? Il fatto che sia presente il MES con vincolo di spesa sanitaria (aprioristicamente definito il Diavolo) e che la creazione del Recovery Fund preveda l'allargamento del bilancio europeo di cui l'Italia è creditrice netta. Passino anche le motivazioni, ma come credevi di emetterli gli eurobond, sulla fiducia? È ovvio che devi aumentare la base finanziaria comune su cui far leva e cedere sovranità. Ma allora perchè farlo? Lo so ci si perde facilmente, vedi qualche rigo più su (i motivi di Conte).

Tali contraddizioni non dovrebbero stupire date le diverse anime del Movimento che, con lo sfumare del sogno del vaffa, sono via via emerse di fronte a tutti i temi fondamentali. Da circa un mese i Grillini tentano di far passare l’idea che gli eurobond, come la manna dal cielo e senza nessuna base razionale, risolvano l’ossimoro condivisione-condizionalità.

Fin quando tali posizioni caratterizzano il dibattito nazionale può andare anche bene, alla fin fine la politica è voto, ma sullo scenario internazionale non te lo puoi permettere. Ora è arrivato il momento di scegliere, lo stage è finito ed ai tavoli internazionali non si può fare il tirocinio. 

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