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Le notizie della settimana: si programma la fase 2

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Il Governo prepara la gestione della “ fase 2 ” dell’emergenza coronavirus. La proposta a cui sta lavorando il Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli anticiperebbe al 22 aprile la riapertura delle attività produttive in grado di garantire l’applicazione del protocollo di sicurezza siglato con le imprese e i sindacati il 14 marzo scorso. Le organizzazioni sindacali, tuttavia, sono fredde su queste ipotesi perché temono condizioni non a norma per i lavoratori dovute alla mancanza di sanzioni chiare per chi non si adeguerà. Si attestano sulla linea della prudenza anche il PD e il Ministro della Salute Speranza, che suggeriscono di rinviare al 28 aprile - una settimana prima della fine del lockdown - il riavvio del comparto industriale.
 
Del parere opposto Carlo Bonomi, neo-presidente designato di Confindustria, già presidente di Assolombarda e schieratissimo per una ripartenza rapida. Nel suo primo intervento il prossimo numero uno di viale dell’Astronomia non ha risparmiato critiche al sistema di accesso alla liquidità per le imprese previsto dal Governo che – secondo Bonomi – avrebbe l’effetto di costringere gli imprenditori all’indebitamento.
 
Anche le Regioni del nord sono schierate a favore di una veloce riattivazione della produzione: il governatore piemontese Cirio e il friulano Fedriga, insieme al governatore del Veneto Zaia ribadiscono al Governo l’impossibilità di tenere chiuse le industrie ancora a lungo. Il governatore della Regione Lombardia Fontana ha invece annunciato la “via lombarda per la libertà”, ovvero il programma che regolerà la fase successiva al termine del lockdown, attualmente previsto per il 3 maggio. Un modello che si basa sulle “ quattro D ”: distanza, dispositivi di protezione, digitalizzazione e diagnosi.
 
Ancora a proposito della “fase 2”, è stata individuata l’app per il tracciamento dei contagi da coronavirus: il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Arcuri ha firmato ieri l’ordinanza che dispone la stipula del contratto per il software di contact tracing denominato “Immuni”, sviluppato dalla società Bending Spoons Spa in collaborazione con il Centro Medico Sant’Agostino.
 
In Lombardia non si placano le polemiche sulle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), nelle quali nelle ultime settimane si è raggiunto un numero di decessi molto superiore allo stesso periodo dello scorso anno: 1.625 su 266 RSA analizzate nella sola Lombardia. Secondo l’ispezione del Ministero della Salute la Regione avrebbe violato le direttive nazionali con la scelta di dimettere i pazienti meno gravi e spostarli nelle case di cura per anziani, con l’obiettivo di liberare posti letto negli ospedali. A riguardo la sottosegretaria alla Salute Zampa ha accusato la Regione Lombardia di aver adottato politiche in contrapposizione con quelle decise dall’Esecutivo fin dall’inizio dell'emergenza sanitaria, per ragioni politiche. Intanto il Sindaco di Milano Sala ha inviato una lettera al Presidente Fontana per manifestargli la disponibilità del Comune a collaborare con la Regione per la gestione dell’uscita dall’emergenza: un segnale di distensione dopo le critiche che il primo cittadino milanese aveva mosso al Pirellone relativamente alla proposta di riapertura del 4 maggio.

A livello europeo, nel frattempo, continuano a far discutere le modalità di sostegno alla crisi. Ieri il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza la risoluzione sull'azione coordinata dell'UE contro le conseguenze della pandemia da coronavirus. Le delegazioni della Lega, del M5S e di Fratelli d’Italia hanno votato contro il paragrafo che invita i Paesi
dell’Eurozona ad utilizzare il MES , mentre Italia Viva e il PD si sono espresse a favore. É opinione di più esponenti politici - tra cui l’eurodeputata dem Tinagli e il segretario di +Europa Della Vedova - che la spaccatura tra dem e pentastellati emersa a Bruxelles sancirebbe un netto indebolimento della posizione negoziale del Governo, che si prepara al Consiglio del
prossimo 23 aprile. Anche le opposizioni di centrodestra, tuttavia, hanno posizioni differenti sulla questione. Mentre Salvini e Meloni sono fermamente contrari a qualsiasi ipotesi relativa al MES, il leader di Forza Italia Berlusconi ha bollato come un errore il rifiuto del Fondo Salva Stati (MES), poiché significherebbe rinunciare a 36 miliardi di euro senza condizioni per finanziare il sistema sanitario italiano.
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