Vinitaly 2016: brindisi finale al successo dei vini italiani

A Verona i dati hanno dimostrato che l’industria vitivinicola italiana non sente la crisi

pubblicato il 14/04/2016 in Economia da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Una manifestazione dove sono arrivati espositori da 141  paesi e che ha sancito il trionfo dell’industria vitivinicola italiana.  Un settore che  dà lavoro a  1,5 milioni di persone e produce  vino più di ogni altro paese al mondo.Da segnalare il boom delle vendite di prosecco, uno spumante che ha di gran lunga superato l'esportazione dello   Champagne.  L'esportazione complessiva del vino italiano  nel 2015   ha raggiunto la cifra record di 5,4 miliardi di euro, con un tasso di crescita del  5%  rispetto al  2014 e niente sembra arrestare questa tendenza.

Uno studio di Mediobanca indica che  il 92%  dei produttori grazie ad accurati investimenti  venderanno  ancora più nell’anno 2016  ,  con un aumento del  18%  sul 2015 , e del  37% per il solo settore dello spumante.  Finiti i tempi in cui il turista conosceva solo qualche bottiglia di Chianti foderata di paglia di qualità piuttosto discutibile.

Il rosso italiano ha fatto molti progressi e sono aumentate le varietà: Aglianico, Negroamaro, Nero d'Avola e Primitivo, dal sud o da  Montepulciano in Toscana, passando dall’Abruzzo. L’esterma varietà del vino italiano può spiazzare il consumatore ma  tutti gli esperti del settore sono concordi nell’affermare che  questa caratteristica è diventata la sua forza. Gli enologi  ripetono che nel nostro paese l’uva viene  viene tratta in modo diverso da regione a regione e anche all’interno della stessa regione.
I grandi sommelier ed esperti mondiali di vinio riconoscono oggi i progressi fatti dagli anni 80 ad oggi in Italia in termini di qualità in particolare per i vini più famosi come il Brunello, Chianti Classico, Barolo e Barbaresco.I  brand dei migliori vini hanno dovuto lavorare anche nel trasmettere il legame tra il vino e il proprio territorio. 

Lunedì 11 aprile Matteo Renzi ha visitato gli stand del Vinitaly e ha dichiarato che i vini italiani sono forse migliori dei vini francesi  ma i francesi sono più abili nel  vendere i loro vini nel mondo.
Va detto che la produzione francese è più cara di quella italiana di circa il 120%  e che le esportazioni francesi superano quelle italiane del 60%  ma i giochi non sono ancora chiusi se si pensa al margine di crescita enorme rappresentato dai paesi asiatici che ha costituito il 3,4% delle esportazioni italiane.

Nel 2015 la Cina  ha aumentato le sue importazioni di vino del 60%  ma solo il  15%  è rappresentato dai vini italiani. Ma il dato può sicuramente cambiare .   Jack Ma, fondatore di Alibaba, la più grossa piattaforma di commercio online nel mondo, a Verona ha che aiuterà in questo senso il nostro paese.
"La Cina da qui a dieci anni conterà circa  500 millioni di consumatori di vino appartenenti alla classe media/ alta  " ha fatto notare Ma, offrendosi di diventare la porta di inggresso del vino italiano in Cina."

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