Marco Polo non è più lo stesso: nel XIII secolo partì dall’Italia alla conquista (quantomeno commerciale, da addetto ai lavori qual era) della Cina, oggi parte dalla Cina per conquistare (e sempre sul piano commerciale) l’Italia, o quantomeno una fetta del suo antico potere industriale: il fortino-Pirelli.
Si chiama infatti Marco Polo Industrial Holding la società partecipata da ChemChina (l’azienda cinese leader della gomma, quindi amigdalopide omologa della Pirelli) e Camfin (l’azienda del settore energetico con la partecipazione di riferimento in Pirelli), che il 9 settembre ha lanciato una storica offerta di pubblico acquisto, a quindici euro, nei confronti del colosso industriale ambrosiano, più precisamente sul 76,58% del suo capitale sociale. Si inverta pure la rotta: stavolta la dolce regina Cocachin aspetta il suo prode avventuriero straniero all’ombra della Madonnina.
L’obiettivo massimo dichiarato è quello della fusione, a patto, però, che Mpih riesca ad assicurarsi “il 55% del capitale di Pirelli”, come si legge nel documento di offerta.
Marco Polo Industrial Holding, di fatto, è già azionista leader in Pirelli, avendo acquisito nei mesi precedenti il 25,97% delle quote. Il lancio dell’opa è, in effetti, una mossa obbligata per completare la scalata.
Dietro Marco Polo in realtà c’è un altro Marco, Tronchetti Provera, vecchia conoscenza degli uffici della Bicocca e, da un’epoca più recente, amministratore delegato di Mpih. Sarà proprio l’ex mister Telecom a fare da ponte tra la vecchia Pirelli dalla severità meneghina e la nuova Pirelli, che avrà forse gli occhi un po’ più a mandorla ma, assicura lo stesso dirigente, “management, tecnologie e sede ancora tutti italiani”.

