Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Marò, Girone alle prese con febbre dengue

Pinotti: “Condizioni non preoccupanti”

Condividi su:

Un Girone infernale.

Il doppio senso si spreca, nei confronti del povero marò Salvatore, ma è fuor di dubbio che la vicenda assurdamente terrificante che egli vive da quattro anni a questa parte, insieme al malcapitato amico Massimiliano (Latorre), è un vero e proprio tour nelle pene dell’inferno.

Niente forconi e  guardiani cornuti all’orizzonte, però. Solo i pinnacoli silenti e indifferenti dei templi della meditazione, o quelli delle dimore infinite e principesche dei maharaja, teatri sonnacchiosi di intrighi tanto bizantini quanto mefistofelici. O quelli del Palazzo di Giustizia di New Delhi,  che ha preso di mira i due ufficiali di marina militari come fossero paria, o tutt’al più (ma la sostanza non cambia) uccisori di vacche sacre.

L’India, che girone di ferro per i poveri Latorre e Girone. Che girone di fuoco. E non c’è solo l’umanità ad essere ostile, ostilissima. Ci si mettono anche gli elementi della natura.  Le insidie zoologiche. Entomologiche. Quella della zanzara Aedes Aegypti, ad esempio: il veicolo della febbre dengue, una brutta febbre emorragica, che Salvatore Girone ha contratto negli ultimi giorni. E che lo ha messo letteralmente ko:  è stato necessario ricoverarlo d’urgenza, infatti, in un ospedale di New Delhi, come ha annunciato il governo italiano poche ore fa.

È stato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a dare subito maggiori informazioni. Ha detto che il militare è seguito con attenzione dai camici bianchi indiani, e che presto si affiancheranno ad essi “medici provenienti dall’Italia”. Con tutta probabilità, al loro seguito ci saranno anche la moglie e i figli dello sfortunato militare, come anticipato da suo padre, che sogna per lui un rimpatrio in Italia, come già successo per il "collega di sventura". Riguardo alle condizioni di salute, il ministro ha inteso rassicurare la stampa: “La malattia non desta particolari timori e sta seguendo il suo decorso naturale”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

Marò, che vicenda: alla fine del “girone” d’andata (sforzandoci di considerare la sentenza di Amburgo come un “giro di boa” nel calendario di questa odissea) i due protagonisti, inesorabilmente,  sono tornati a pari punti quanto a sorte ria e beffarda. Rinnegato in un Paese straniero l’uno, altrettanto l’altro, ed entrambi da subito; malato l’uno, malato grave, e, con un ritardo di qualche stagione, ora malato grave anche l’altro. 

Condividi su:

Seguici su Facebook