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Nigeria, attacco kamikaze in mercato

C’è la firma di Boko Haram?

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Che il modus operandi di Boko Haram stia subendo una mutazione?

Quanti osservatori hanno detto che Boko Haram è come l’Isis, una milizia che fa delle azioni paramilitari il suo strumento di terrore, e rifugge gli attentati esplosivi di scuola vetero-alqaedana? E’ anche vero però che, fatti due conti, anche l’Isis, qualche tempo fa, ha stupito un po’ tutti mettendo la sua firma, nella capitale irachena, e più precisamente nel quartiere di Nuova Baghdad, su un attentato in stile più al-zawahiriano che al-baghdadiano

Quindi, per la proprietà transitiva (se Boko Haram è simile all’Isis, anzi è la sua versione nigeriana, e se l’Isis si avvicina ai metodi terroristici tradizionali di al-Qaeda, anche la milizia di Maiduguri  può farlo), potrebbe non stupire che, nell’ultimo fine settimana, a Ramirgo, un villaggio dello stato nigeriano del Borno, un mercato è stato il teatro del primo attacco kamikaze a cui si sia mai assistito da queste parti.  

Ė anche vero, comunque,  che si brancola ancora nel buio quanto a dichiarazioni di paternità, ma, dato il monopolio del terrore che Boko Haram ha in casa sua, è difficile pensare a qualche gruppo dissidente o antagonista.

Da quello che si è potuto apprendere dalle fonti locali, un uomo, portatosi nel punto di maggior affollamento all’interno del mercato, si è fatto saltare in aria azionando una cintura esplosiva che nascondeva sotto le vesti. Nell’esplosione sarebbero morte almeno tre persone.

Non ci sono dubbi, invece, sulla fattura bokoharamiana della strage di Kukuwa-Gari, nello stato nord-orientale di Yobe: qui 150 persone sono morte in seguito ad un attacco dei miliziani, ma non tutte sono state passate per le armi da loro; la maggior parte, anzi, è perita annegando in un fiume, mentre cercava di mettersi in salvo con una fuga scomposta e disperata.   

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